pagina web di Ercolina Milanesi
I TEMPLARI OGGI
La Storia ci insegna che l'Ordine venne soppresso nel 1312 con la Bolla Pontificia (Clemente V),e che l'ultimo Gran Maestro morì sul rogo a Parigi nel 1314. Dopichè, i Templari sopravvissuti ebbero varie strade,a seconda dei contesti europei (chi entrò in altri ordini come quello Cistercense,o tra le fila dei Cavalieri di Malta,di Calatrava,etc.) e della protezione o repressione operata nei loro confronti dai rispettivi regnanti del tempo. Per molti secoli, non si parlò più di loro,almeno così sembra. Sia all'estero che in Italia, sono diversi i gruppi che si sono ricostituiti,vantando o meno una ascendenza storicamente accertata. Nella sezione dedicata al Tempio di Parigi, l'elenco è davvero lunghissimo! Soltanto in Italia,stando alle cronache,esisterebbero quaranta diversi ordini templari,e naturalmente ciascuno sostiene di essere l'originale... Sono in ogni regione:Veneto, Liguria, la cui precettoria è costituita da 4 Commende: Genova, Savona, Imperia e La Spezia, divise in Capitanerie; Piemonte, Campania, Abruzzo, Molise e città come Bolzano, Alghero , Cagliari e Parma.
La Magione Templare di Poggibonsi (SI) e l'Ordo Militia e Templi,l'unico ad aver ottenuto un riconoscimento canonico ufficiale dalla Chiesa cattolica
Una giornata da Auditori, a Perugia, con il S.O.E.T. (Supernus Ordo Equester Templi),i Cavalieri Templari Cattolici d'Italia.
Ricordiamo che la 'Milizia del Tempio' di Poggibonsi è l'unico Ordine cavalleresco ad avere ottenuto un riconoscimento ufficiale della Chiesa cattolica. Ha ricevuto un decreto di erezione canonica firmato l' 8 settembre 1988 dal vescovo di Siena, Mons.Ismaele Castellano;l'atto della Diocesi di Siena ha valore canonico.
Il Vaticano tutela ufficialmente solo l'Ordine dei Cavalieri di Malta e i Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Nel 1989 la Santa Sede ha concesso le indulgenze plenarie per chi visita 'devotamente' la chiesa in determinati giorni dell'anno o tutti i giorni se fatto come unitariamente (le indulgenze riguardano ovviamente anche tutti i membri dell'Ordine Militiae Templi). Il 18 novembre 1990 la Milizia del Tempio di Poggibonsi ha ottenuto l'approvazione della Regola dal vescovo di Siena, mons.Gaetano Bonicelli. L'Ordine di Poggibonsi è attestato nel nono volume del Dizionario degli Istituti di Perfezione (edizioni Paoline, 1997).Paradossalmente,questa Milizia è osteggiata dalla Segreteria di Stato Vaticana perchè pratica una liturgia preconciliare,con la S. Messa tridentina in latino.
Ai Cavalieri professi, viene conferito un abito bianco,comprendente la tunica, scapolare con la croce ottagona rossa sul petto(e sulla spalla sinistra),il mantello con cappuccio. I Cavalieri in Obbedienza indossano un mantello senza cappuccio, con la croce ottagona rossa sulla spalla sinistra.
Le Dame portano un velo bianco con il solo braccio orizzontale della croce patente. I Cappellani portano una mozzetta bianca filettata di rosso e i bottoni rossi ( la croce ottagona rossa sulla parte anteriore sinistra).Ai Novizi è permesso vestire di una sola tunica bianca.
La Regola seguita è sinteticamente quella ispirata da San Bernardo: fare voti di castità, obbedienza, distacco dai beni materiali; recitare quotidianamente il rosario,fare opere di assistenza a tutti i bisognosi; ascoltare la Parola di Dio e dedicarsi frequentemente alla Preghiera.
Il fondatore della Milizia Templare di Poggibonsi,il conte Marcello Cristofani, ha dichiarato che non c'è nessun richiamo a sette segrete o fantomatici misteri o quant'altro,alla base del suo progetto. E nemmeno pretende di vantare una discendenza diretta dall'antico Ordine Templare. Nel 1977 decise di acquistare il Castello della Magione,che nei secoli precedenti era appartenuto alla sua famiglia,per trasformarlo in un centro per i giovani locali.. Analizzando i documenti,dice, si è accorto che il luogo era appartenuto ai Templari e pensò di ispirarsi a loro per il suo progetto. Nel 1979 venne riconosciuta civilmente la Milizia del Tempio con decreto del presidente della Regione Toscana. Uno degli scopi principali che si prefigge la Milizia oggi,ribadisce il suo Gran Maestro, è di combattere la scristianizzazione,aprendo gli occhi ai buonisti occidentali, e come Ordine stanno raccogliendo fondi anche per i cristiani di Terrasanta,che sono ridotti al lumicino. Un altro punto fermo è la conservazione del rito tridentino In un'intervista che rilasciò a "Il Giornale" si dichiarava pronto a usare anche la spada contro quello che ritiene uno dei pericoli più temibili,l'Islam.
RINASCITA CONTEMPORANEA
Negli ultimi anni, in Europa e negli Usa, in coincidenza con il crollo del muro di Berlino (1989), si sta assistendo ad un fenomeno di ampio spettro denominato neotemplarismo, che si muove sotto le sigle di neo ordini cavallereschi, accomunati da una religiosità di fondo. I più noti portano l’acronimo francese Osmtj, o latino Osmth, o inglese Smotj. Questi acronimi significano tutti "sovrano e militare ordine del tempio di Gerusalemme", per quanto non siano Ordini ne sovrani né militari.
Nella rinascita templare contemporanea l’orientamento prevalente è un sincretismo che riadatta ai tempi moderni, in chiave New age, l’antico esoterismo templare medievale, che fondeva insieme cristianesimo, dottrine catare, religione celtica, egiziana, zoroastrismo e molte altre. I templari fecero propria questa miscellanea di culture ed elementi religiosi, con una visione che esaltava tutte le differenze in modo sincretistico e tollerante. Alcuni neotemplaristi moderni, pochi per fortuna, hanno fatto di questo sincretismo pacifico una Weltanschauung (una visione del mondo) che puntava invece ad annullare le differenze e che si associava anche a ideologie eversive di stampo nazista e comunista. In questo senso, pretesero di fondare un movimento, che aveva nel suffismo il suo significato totalizzante. L’esempio più grave si ebbe con l’Ordine del Tempio Solare dei guru Luc Jouret e Joseph Di Mambro, che, nel 1994, causarono suicidi collettivi di massa dei loro adepti in Canada e Svizzera, come forse molti ricordano. In questo caso, l’uso del nome dei templari fu solo una copertura per nascondere attività illecite. Non è un caso che Jouret avesse un passato di extraparlamentare comunista in Francia, mentre Di Mambro era un neonazista dichiarato.
Il neotemplarismo nacque, tuttavia, molto prima, nel 1804, quando un medico francese di nome Fabrè Palaprat dichiarò di aver trovato un documento segreto chiamato “Carta di Larmenio”, nella quale il Maestro De Molay dava indicazioni ai suoi successori sulla guida dell’Ordine del Tempio e della Maestranza, e ricostituì un ordine templare. Presto, questo neo ordine, denominato Osmtj, ebbe l’appoggio incondizionato di Napoleone Bonaparte prima e di suo nipote Napoleone III poi, che intendevano contrapporlo agli Ordini cavallereschi e religiosi riconosciuti dalla Santa Sede.
ORGANIZZATI COME I LIONS CLUB
L’Osmtj cominciò a diffondersi in Europa grazie ad alcune affiliazioni mirate di militari e nobili di alto rango, appartenenti alla Massoneria. Non è un caso che la maggior parte degli attuali membri di queste miriadi di associazioni, che sono nate come gemmazioni dall’originale ordine di Palaprat, appartenga a rami della Massoneria regolare e non. Oggi, in Italia, molte sono le associazioni che si rifanno all’Osmtj originale e ognuna di queste andrebbe analizzata singolarmente. In ogni caso, il modello che viene generalmente adottato, per quello che si può carpire dall’esterno, è quello dei Lions Clubs, in cui prevale un associazionismo conviviale tra i membri, che si riuniscono portando il bianco mantello templare con la croce rossa sbavata in modo folkloristico. Talvolta, alcune associazioni si dedicano ad attività benefiche e caritatevoli.
Tra queste, le più importanti sono l’Osmth di Osservanza Atlantica che, grazie ad un lavorio di lobby americana, è riuscito ad accreditarsi, nel maggio 2002, come Ong all’Onu, presso il comitato Ecosoc, deputato alla risoluzione dei problemi umanitari su scala planetaria. Vi sono poi l’Osmth-Osservanza Portoghese guidato dal principe Sousa Fontes; l’Osmth-gruppo Haimovici, guidato dal famoso chirurgo osseo nizzardo Haimovici-Hastier e dal romano Romolo Lucioli; il Smtho-Osservanza Brasiliana guidato da Rocco Zingaro di San Ferdinando e dalla moglie Maria Lo Mastro; l’Osmtj-Osservanza Belga dell’architetto Van Der Stock e del giornalista triestino Walter Grandis; l’Osmtj-svizzero di Alfred Zappelli; l’Omcth tedesco e molte altre obbedienze od osservanze.
Tutte queste associazioni sono in forte concorrenza tra loro e si moltiplicano ad un ritmo forsennato, a causa delle continue fuoriuscite di gruppi di cavalieri che vanno a fondare nuovi ordini. Inoltre, tutti aspirano inutilmente ad un riconoscimento dalla Santa Sede che, dopo la soppressione dell’Ordine, non è mai più tornata sui suoi passi e mai lo farà.
LEGATI ALLA MASSONERIA
Da un lato, alcuni studiosi pensano (forse maliziosamente) che questi "cavalieri" vorrebbero sfruttare il prestigio della Chiesa per gestire un qualche potere; dall’altro, è chiaro la Chiesa non potrà mai accogliere gruppi neotemplari al suo interno, poiché vede già nella Massoneria l’erede della cultura templare, già condannata.
Queste associazioni neotemplari si trovano così tra l’incudine e il martello, non essendo accettate né dalla Chiesa né dalla Massoneria, che ha già al suo interno rituali che si richiamano ai templari e al sincretismo. Quanto il templarismo sia legato alla Massoneria è poi dimostrato dall’antica Massoneria scozzese, fautrice dell’indipendenza della Scozia fin dal 1324, quando, nella battaglia di Bannockburn, i templari combatterono a fianco di Robert Bruce contro le truppe inglesi di Edoardo I, sconfiggendole sul campo. Questa vittoria permise ai templari di essere inseriti nelle corporazioni muratorie scozzesi, le stesse che, nel 1450, eressero la cappella di Rosslyn, nei pressi di Edimburgo.
La cappella di Rosslyn (visitabile ancora oggi) è la summa di questa tradizione sincretista; al suo interno ci sono infatti simboli massonici, templari, celtici, pagani e orientali.
La templarità non è una ideologia, è un sentire profondo, svincolato dall’appartenenza a gruppi e associazioni contingenti, che trova nell’origine della tradizione europea il suo sostentamento. La templarità è un’aspirazione individuale ad essere cavalieri senza macchia e senza paura, a difendere i bisognosi e a combattere per ciò in cui si crede.
Dal Corriere della Sera, 16 dicembre 2007.
Il simbolo più odiato dall’Islam.
E FINI SFOGGIA LA CROCE DEI TEMPLARI.
La spilla regalata da un collega di partito: ne è rimasto subito attratto. Il leader di AN:” Non ho il dono della fede”
Milano - L’ha sfoggiata a “Porta a Porta” e a “Ballarò”, ma difficilmente potrebbe appuntarsela al bavero in qualche vertice internazionale o in un paese islamico. La spilletta che Gianfranco Fini porta sulla sua giacca da domenica è il simbolo dei Templari, Cavalieri di Cristo in Terra Santa contro i musulmani. …..Quella spilla sulla giacca di Fini - una croce rossa come il sangue di Cristo, che termina con quattro punte a coda di rondine – l’ha notata Marcello Veneziani. Che, collegandola alla recente dichiarazione del leader di AN – “Non ho il dono della fede” si è interrogato sul “ mistero di quel segno distintivo in un laico e non credente confesso: sarà una nuova specie di ateo devoto”. …Tra tanti leader di sinistra che scoprono ascendenze o discendenze cristiane, tra Veltroni e D’Alema, Bertinotti e Fassino, la destra non può “finire in una loggia o in un Lions club, con tutto il rispetto.”
Veneziani ricorda a Fini: “ che il maggior intellettuale vivente della destra è oggi un tale Ratzinger e di mestiere fa il papa”.
Aggiunge Sammartino: “La croce è una sfida al materialismo e al nichilismo, un richiamo ai valori cristiani e cattolici. Si è perso ogni orizzonte metafisico , si è perso il senso del sacro. I templari, monaci e guerrieri, univano virtù civili e religiosi”.
Ma uno che non ha il dono della fede, come mai ha voluto quella spilla e se l’appunta al bavero, affinché sia in bella esposizione? Se fosse un bambino si potrebbe comprendere il desiderio di possedere un qualcosa che possiede un tuo amico, ma Fini è anziano, dunque vi è qualcosa che non quadra.
Solo coloro che sono entrati nel nuovo Ordine dei Templari possono fregiarsi di tale distintivo, come da Statuto.
Ed allora come la mettiamo, onorevole Fini, è una boutade o si sente veramente un Cavaliere dell’Ordine dei Templari, anche se solo per esibizionismo, per distinguersi dai poveri mortali che non sono nobili, ne discendenti da alcuna famosa famiglia dal passato di gloriosi crociati?
Riconosciuta la sua nobiltà d’animo, la sua coerenza, il suo desiderio di estirpare il male che affligge la nostra Patria, pronto a combattere contro il nemico di un tempo, da vero guerriero, ammettiamolo con fermezza: lei è degno di essere un Templare!
ERCOLINA MILANESI
Nelle foto:
Gianfranco Fini indossa la spilla con il simbolo dei Templari, omaggio di Bartolo Sammartino, esponente siciliano di AN.
Già sfoggiata in televisione a “Porta a Porta” e a “ Ballarò”.
torna alla pagina degli articoli teologici