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I miei studi teologici
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T A O I S M O “ I principi del Taoismo sono contenuti nel
“Tao Te Ching” che significa “ Il Libro del Tao e del Te”. Tao ( ordine, struttura del mondo ) e Te ( energia vitale ) sono antichi
concetti cinesi. K’ung Fu-tzu li interpreta in modo leggermente
diverso. Il Tao Te Ching è un libretto di non più di una ventina di pagine,
diviso in ottantuno capitoli. Nessuno sa con sicurezza da chi sia stato scritto, ma secondo la leggenda
l’autore fu il filosofo Lao Tzu , vissuto nel sesto secolo a.C.,
quindi quasi contemporaneo di Confucio. Tanti e discordi sono gli aneddoti sulla vita di Lao Tzu
e gli storici dubitano persino che sia mai esistito. Nonostante
queste riserve, ci riferiamo qui comunque a Lao Tzu come all’autore
del Tao Te Ching. Per Confucio il Tao era il grande principio ordinatore e l’armonia
dell’universo, secondo un modello a cui gli uomini dovevano tendere.
Anche Lao Tzu concepiva il Tao La differenza più significativa rispetto ad altre concezioni dello stesso
principio è che il Tao, secondo Lao Tzu, non si può descrivere in modo
semplice e razionale. “Il Tao che viene descritto non è il vero Tao”, afferma il filosofo. Ne consegue che l’uomo non può studiare o ricercare la vera natura del
tao: per comprenderla non si deve usare la ragione. Occorre meditare,
sprofondare in una sorta di tranquilla passività e scordare tutto ciò
che riguarda il mondo esterno, il guadagno e il progresso. Solo così
l’uomo raggiungerà l’unione con il Tao e dentro di lui entrerà
l’energia vitale Te. Taoismo significa passività e non attività. L’azione più importante
per un saggio taoista è la “non-azione “, il che naturalmente si
ripercuote sulla vita sociale. Confucio si ripropone di educare
attraverso la conoscenza, Lao Tzu preferisce che l’uomo sia ingenuo e
semplice, come un bambino; il primo stabilisce regole fisse e cura
l’organizzazione politica, il secondo afferma che l’uomo dovrebbe
farsi coinvolgere il meno possibile nell’incontrollato evolversi degli
eventi; l’uno desidera un governo ben strutturato, l’altro sostiene
che qualsiasi tipo di governo è male. “ Maggiore è la quantità di regole e costrizioni, maggiore il numero
di ladri e criminali” si legge nel Tao Te Ching. Lo stato ideale per Lao Tzu è quello che si identifica con la comunità
ristretta (città, villaggio) come era nei tempi antichi quando la
popolazione viveva felice e in pace, senza guerreggiare in continuazione
con i propri vicini, come in seguito si verificò tra gli Stati cinesi.
A capo dello Stato dovrebbe esservi un filosofo, il quale, con
l’esempio della sua passività e inattività dovrebbe rappresentare un
ideale per tutti. Per il taoista non esiste il concetto di amore attivo per il prossimo come
lo si intende normalmente, ma la sua buona disposizione d’animo nei
confronti degli altri è illimitata, siano questi buoni o malvagi. Alcuni discepoli di Lao Tzu svilupparono il misticismo naturalistico con
un forte orientamento alla magia, e furono proprio questi elementi
magici a sedimentarsi più facilmente nella pratica religiosa delle
masse, dove si mescolarono ad un substrato preesistente di superstizioni
e di pratiche negromantiche. Un esempio: Lao Tzu sosteneva che quando l’uomo era passivo, la sua
energia vitale durava più a lungo e si conservava sana ed intatta.
Un’interpretazione successiva e conseguente di tale principio fu che
si sarebbe potuta prolungare la durata della vita, e ciò stimolò un
grande interesse per il problema della longevità e dell’immortalità.
I filosofi taoisti, perciò, oltre alla meditazione, eseguivano pratiche
magiche e compivano esperimenti per scoprire la pozione
dell’immortalità. E questo contribuì allo sviluppo, accanto al
Taoismo filosofico, di una religione
popolare che si basava sulla dottrina di Lao Tzu, ma che ammetteva anche
propri dei, templi, sacerdoti e monaci. I rituali, in parte ispirati
alla pratica buddhista, erano fastosi, con processioni, offerte di cibo
agli dei e preghiere per i vivi e i morti. |
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