pagina web di Ercolina Milanesi
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I miei studi teologici
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Lo Shintoismo
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Lo Shintoismo o Shintoi è la religione tradizionale del Giappone e fu così chiamata nel sec. VI ° d. C. per distinguerla dal Buddhismo che , proprio in quel tempo , era stato introdotto in opposizione alla religione originaria . Il nome dello Shintoi proviene dalla lingua cinese: Shin significa divinità , Toi significa la via , la dottrina . Lo Shinto ed il Buddhismo si sono influenzati a vicenda , e non è raro che vengano praticati , alternativamente , anche dagli stessi individui . Si può ricevere la benedizione divina da bambino secondo il rituale Shintoistico , celebrare il matrimonio in una chiesa cristiana , ed essere seppelliti con una cerimonia Buddhista . Per questo il Giappone è considerato , oggi , un laboratorio di religioni . Lo Shinto non ha fondatore . E’ tipica religione nazionale , non ha dottrina né etica codificate . Cerimonie e rituali mettono il fedele in contatto con le divinità . Nello Shinto vi sono diversi milioni di dei, Kami , manifestati attraverso la natura come alberi , animali , fiumi , montagne e uomini . La parola giapponese Kami si può anche tradurre come anima . La mitologia giapponese racconta che in epoca primordiale discese dal cielo una coppia divina : Izanagi e Izanami , che fece nascere le isole e tutto il resto del mondo . Indi una serie di Kami , prima fra tutti la dea del sole Amaterasu che mandò sulla terra un suo nipote . Uno dei suoi discendenti fu il primo Imperatore del Giappone , quindi tutti i giapponesi sono di origine divina .
Il sacerdozio ereditario fu abolito ed i sacerdoti divennero pubblici funzionari . Facoltà di sposarsi e, dopo la guerra, il sacerdozio fu concesso anche alle donne . Sono quattro gli elementi fondamentali del culto : La purificazione che serve per eliminare la presenza del male e dell’ingiustizia . L’impurità è associata alla malattia ed alla morte . Ogni cerimonia religiosa inizia con la purificazione . Riti semplici come sciacquarsi la bocca e versare un po’ d’acqua sulle dita . Sacrificio
che si
corre il rischio
di perdere
il contatto con i
Kami e
di incorrere
in incidenti
e disgrazie
se non
si fanno offerte
di denaro , cibo
e bevande . Preghiera che si apre di solito con un inno di lode al Kami e di ringraziamenti . Il pasto sacro che è la conclusione della cerimonia chiamata naorai , assieme ai kami . I presenti ricevono un assaggio di riso , servito dai sacerdoti . Nella maggior parte delle case si trova un piccolo altare , kamidana , su cui sono disposti oggetti simbolici : un amuleto per i kami , uno specchietto , una candela ed un vaso con ramoscelli dell’albero di sakaki . Il rito inizia sempre con il lavacro delle mani ed il risciacquo della bocca. Indi si deposita davanti all’altare un’offerta di un po’ di riso ed una scodella d’acqua . Si sta in piedi o seduti su un tappetino e si china la testa verso l’altare in segno di deferenza.Dopo breve preghiera si piega altre due volte la testa , si battono due volte le mani, tenendole sollevate e si termina con un inchino . Infine si portano in tavola le offerte commestibili e si consumano . Sin dal tempo in cui il Giappone era una società rurale si è praticato il culto delle anime degli antenati , culto che , ancora oggi , è molto osservato con imparabile devozione . |
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