pagina web di Ercolina Milanesi
.
I miei studi teologici
.
..
|
“ M I S T I C I S M O “ “
MORIRE ALLA CONOSCENZA
PER GIUNGERE ALLA VERITA’ “
Il “ Misticismo “
è un atteggiamento dello spirito verso l’unione con
l’”Assoluto “ inteso come Dio, come anima del mondo, come totalità
del reale verso cui il mistico aspira all’esperienza diretta e la “
fruizione” del divino a cui tende unirsi. Le
caratteristiche degli stati mistici sono: l’ “Alogicità”;
l’”Annientamento”dell’anima nell’”Assoluto”; lo “Slancio
mistico” che implica la chiusura verso il mondo esterno e la
concentrazione. Esso presuppone la rinunzia alle passioni ed ai beni
materiali. L’”Estasi”, che è lo stato di “Transumanazione” e
di “Indiamento”, in cui l’anima si In
senso filosofico, mistiche sono quelle concezioni che pongono come
essenza della realtà un principio assoluto, unico e
“Onnicomprensivo”. Tipico, sotto questo aspetto, è il “Panteismo
spinoziano”; ma, a rigore, non meno mistici, vogliono essere
considerati anche sistemi che sembrano essere proprio l’opposto,
quindi il materialismo che viene identificato con la totalità del
reale. Alcuni
pensatori, considerando essenziale al Misticismo il carattere di
Alogicità, lo escludono dalla filosofia. “Croce” ritiene una
assurda pretesa del Misticismo quella di “ affermare che la verità è
la vita vissuta, la realtà direttamente sentita in noi come parte di
noi e noi di essa”. In
questa affermazione sta, secondo Croce, la “Contraddittorietà “del
Misticismo, poiché “ essendo vita e non contemplazione, pratica e non
teoria, è, per definizione, “Mutismo”. Altri,
pur non potendo accettare in sede filosofica una posizione di assoluta
“Agnosia”, come quella di San Giovanni Della Croce (anche se
ammettono “il Residuo Poetico che, malgrado la negazione verbale, è
riscontrabile” in lui) , constatato che “ c’è un mondo
formidabile, che è al di là di ogni prova, tanto che per vivere la sua
realtà bisogna morire alla conoscenza “ e che i limiti della
conoscenza logica, non potranno mai scomparire, riconoscono la non
“Contraddittorietà” della logica e della mistica, in quanto non
possono “rinunciare alle due opposte esigenze”. In
realtà anche se i filosofi, sia che lo accolgano, sia che lo
respingono, non sempre hanno del Misticismo un concetto chiaro ed
univoco se ne deve interessare la filosofia, in quanto atteggiamento
spirituale. Nell’ambito della religione, la conoscenza di Dio non può
essere che imperfetta ed oscura, perché i mezzi naturali finiti della
ragione umana sono insufficienti a farci conoscere l’essenza e la
natura di un “Essere Infinito”e rimane inadeguato per la conoscenza
di una realtà “Superumana”. Pertanto,
tutte le Religioni, considerano la fruizione mistica di Dio come la
forma più alta dell’esperienza religiosa. Il
Misticismo può costituire un duplice pericolo, sia perché può
minacciare l’”Ortodossia”, in quanto il mistico si sente, talora,
indotto alla “Trascuranza” del dogma, sia per il discredito che
possono gettare sulla Religione certe forme di “Pseudomisticismo”,
che in realtà altro non sono che fenomeni “Psicopatici”. Inoltre
si debbono distinguere dal Misticismo autentico “ il pietismo, il
quietismo ed il fanatismo”, che sono forme deteriori di religiosità. Ricordiamo
il Misticismo, tutto ardente di carità, di San Francesco di Assisi, che
ama Dio nelle sue creature, e rinuncia, per amore, ai beni della terra,
vivendo una vita ispirata al modello sublime del Cristo, in cui le
privazioni e le sofferenze sono fonte inesauribile d’ineffabile
letizia, perché, attraverso esse, l’anima, sempre più purificata, si
sente vicina a quel Dio cui aspira unirsi ! |
torna alla pagina degli studi teologici