I GESUITI
Anzitutto,
chi sono i
gesuiti?
Sono
"religiosi",
cioè persone
consacrate
con voti
all'amore e
al servizio
di Dio,
della Chiesa
e degli
uomini.
Soltanto
che, oltre
ai tre voti
di povertà,
castità e
obbedienza
comuni a
tutti i
religiosi, i
gesuiti
"professi"
fanno un
quarto voto
di speciale
obbedienza
al Papa, il
quale in
forza di
tale voto
può mandarli
in ogni
parte del
mondo e
affidare
loro
qualsiasi
"missione"
egli ritenga
necessaria o
utile per il
bene della
Chiesa.
In quanto
religiosi, i
gesuiti
fanno parte
di un
particolare
Ordine
religioso,
che si
chiama la
"Compagnia
di Gesù" (in
latino,
Societas
Iesu; in
sigla "S.I."
Quando la
traduzione
ufficiale
latina del
Vangelo
utilizzava
la lettera
"J" per il
nome di
Gesù, Jesus,
la sigla dei
Gesuiti era
"S.J.").
È importante
notare che
il termine
"Compagnia"
non ha un
significato
militare
(come alcuni
pensano,
parlando dei
gesuiti come
dei "soldati
del Papa"),
ma significa
soltanto un
gruppo di
persone che
stanno
insieme per
il
raggiungimento
di uno
scopo.
Invece,
nell'espressione
"Compagnia
di Gesù" il
termine
significativo
è "di Gesù":
esso vuol
dire,
infatti, che
i gesuiti
fanno di
Gesù il
centro e lo
scopo della
loro vita,
vogliono
essere
"compagni di
Gesù",
cercando in
ogni modo di
imitarlo
nella sua
vita e nella
sua morte;
vogliono
lavorare con
Lui nella
vita
apostolica e
vogliono
servirlo
nella sua
Chiesa con
la maggiore
dedizione
possibile, a
costo di
ogni
sacrificio,
fino a
quello della
vita. Questo
è il nucleo
essenziale
della
spiritualità
dei gesuiti,
che essi
attingono
anche dagli
Esercizi
Spirituali
di
sant'Ignazio
di Loyola,
loro
fondatore,
ed è la
spiegazione
ultima di
quanto c'è
di grande e
di eroico
nella loro
storia.
Certamente
in questa
storia non
tutto è
grande ed
eroico. Ci
sono
deficienze,
miserie,
infedeltà al
Vangelo,
come in ogni
gruppo di
uomini,
segnati dai
peccati
dell'orgoglio,
dell'ambizione,
dalla
ricerca dei
propri
interessi
umani e
mondani. Ma
quello che
stupisce chi
ripercorre
anche
frettolosamente
la storia
della
Compagnia di
Gesù è che
in essa è
fiorita in
modo
eccezionale
la santità
cristiana:
sono oltre
50 i gesuiti
che la
Chiesa ha
proclamati
"santi" e
oltre 150
quelli
proclamati
"beati". La
maggior
parte di
essi hanno
sofferto il
martirio per
la fede. A
questi santi
e beati va
aggiunta una
moltitudine
immensa di
gesuiti che,
in ogni
parte del
mondo, hanno
sofferto il
martirio o
hanno
vissuto
santamente
secondo il
Vangelo.
Quanti sono
i gesuiti
nella
storia?
Questa
domanda può
avere due
risposte:
calcolando
il numero di
tutti quelli
che furono
ammessi
nella
Compagnia di
Gesù, benché
alcuni
l'avessero
abbandonata
in seguito,
o
limitandosi
a quelli che
morirono
come
gesuiti.
L'informazione
necrologica,
Catalogus
defunctorum,
facilita il
calcolo e
garantisce
l'esattezza
della quale
finirono la
loro vita
nella
Compagnia.
La
statistica
che includa
tutti quelli
che vissero
qualche
tempo come
gesuiti è
soggetta a
calcoli meno
affidabili.
Dalla
fondazione
della
Compagnia
fino alla
Soppressione
(1540-1773)
il numero di
defunti si
avvicina a
85.000,
senza
includere la
Principessa
Juana,
l'unica
donna che
morì con i
tre Voti.
Più
difficile è
verificare
il numero di
gesuiti che
morirono
durante la
Soppressione,
1773-1814.
Ma
supponendo
che la
maggioranza
di essi
avesse
perseverato
nella
Compagnia,
il numero
può stimarsi
in 17.000 da
allora fino
ai nostri
giorni
(1815-2000)
e sono
deceduti
nella
Compagnia
45.000. in
questo modo
arriviamo ad
un calcolo
approssimato
di 147.000
gesuiti che
vissero e
morirono
nella
Compagnia di
Gesù. Se a
questa cifra
si
aggiungono i
19.850 che
appartengono
attualmente
alla
Compagnia,
statistiche
dell'anno
2005,
possiamo
concludere
che il
numero di
coloro che
furono
ammessi e
morirono
nella
Compagnia di
Gesù dai
suoi
principi
fino al
presente,
oltrepassa i
165.000.
Ovviamente
sono molti
quelli che
vissero per
qualche
tempo nella
Compagnia.
Il suo
numero può
calcolarsi
tra 100.000
e 120.000
uomini, e
tre donne
(Isabel
Roser)
Lucrezia
diedi
Brandine, e
Francisca
Cruyillas.
Profilo
storico
Appena
fondata la
Compagnia, i
primi
compagni si
disperdono:
Francisco
Javier in
India e
Giappone, e
gli altri,
in distinte
parti
dell'Europa;
rimanendo
Ignazio a
Roma per
coordinare i
lavori di
tutti e
governare la
nascente
Compagnia.
Pochi anni
dopo,
rinforzata
dall'entrata
di nuovi
compagni, la
Compagnia
sarà
presente in
Cina, Africa
e America,
recentemente
scoperta.
Dispersa per
il mondo, la
Compagnia si
dedica
pienamente
alla
realizzazione
del fine per
il quale fu
fondata: "la
maggiore
gloria di
Dio ed il
servizio del
prossimo."
Per la sua
qualificata
formazione
ed il suo
carisma
apostolico,
la Compagnia
produrrà o
favorirà
alcune
importanti
scoperte ed
invenzioni
dell'umanità,
e compirà
incursioni
in ogni
campo che
possa
migliorare
la vita
dell'uomo ed
avvicinarlo
di più a
Dio. Così,
la Compagnia
sarà
presente
nell'insegnamento,
sperimentando
modelli di
società più
giusti;
inventando i
collegi,
rendendo
l'educazione
più
accessibile
ad un
considerabile
numero di
persone,
eccetera..
Tutto questo
fece sì che
la Compagnia
di Gesù
mietesse
risultati
indiscutibili
nelle arti e
nelle
scienze, e
nel
miglioramento
delle
condizioni
sociali:
come il suo
modello
educativo
universale
(Paradigma
Pedagogico
Ignaziano)
nonché le
nuove
società che
sorgono
dalle
Riduzioni
del Paraguay
o il lavoro
con gli
indigeni
Guaranì.
Tuttavia,
questo modo
di procedere
produsse
anche il
rifiuto,
l'aperta
opposizione
e
l'inimicizia
di coloro
che, a causa
del lavoro
della
Compagnia
per produrre
una società
più giusta,
videro in
pericolo il
loro potere
e i loro
interessi
personali.
Quindi,
durante la
storia, la
Compagnia si
vedrà
coinvolta in
calunnie,
rifiuti,
persecuzioni
ed
espulsioni
da diverse
parti del
mondo. Molti
furono i
gesuiti che
diedero la
vita per
lavorare con
Cristo
affinché il
mondo
vivesse in
pienezza.
Infine,
alcuni
potenti del
sec. .XVIII
che videro
la Compagnia
come assai
pericolosa
per i loro
interessi
personali,
fecero
pressione su
Papa
Clemente XIV
affinché la
sopprimesse.
La
Compagnia,
fedele al
suo voto di
obbedienza
al Papa,
Vicario di
Cristo,
accoglie il
decreto di
soppressione
come male
minore per
la Chiesa
universale,
ed accetta
con dolore
rimanere
fuori dalla
sua storia
per circa 50
anni. A
causa della
soppressione,
i suoi beni
furono
confiscati
ed i gesuiti
dispersi
furono un
considerabile
numero,
molti di
essi vennero
imprigionati,
assassinati
o
semplicemente
lasciati
morire.
Tuttavia, il
Papa permise
che un
piccolo
gruppo di
gesuiti non
si
dissolvesse
e che
rimanesse
attivo nella
Russia
Bianca di
Caterina la
Grande.
Questo
gruppo sarà
il germe
della
restaurazione
della
Compagnia
agli inizi
del Sec. XIX.
Così, nel
1814, il
Papa Pio VII
restaura la
Compagnia
coi pochi
gesuiti
anziani che
rimasero in
Russia, e
questa
incomincerà
di nuovo a
crescere,
tentando di
restare
fedele al
suo fine ed
al suo modo
di
procedere.
Questo modo
di procedere
ha fatto sì
che, nel
sec. XX, la
Compagnia
continuasse
ad irrigare
di sangue la
storia con
un numero
notevole di
martiri che
lavoravano
per Cristo e
per la vita
del mondo;
senza
contare i
molti che
colla loro
opera
silenziosa
ed anonima,
ed in mezzo
a problemi e
difficoltà,
continuano
tuttora a
collaborare
col Signore
nel suo
programma di
salvezza.
Fedele al
suo carisma,
la Compagnia
si trova
oggi a
partecipare
a diversi
apostolati:
università,
scuole,
centri di
ricerca e di
educazione
popolare,
parrocchie,
centri di
spiritualità,
comunità di
vita
cristiana (CVX),
lavoro nelle
prigioni ed
ospedali,
missioni tra
gli
indigeni,
lavoro con
gli
abbandonati
ed
emarginati
della
società,
eccetera..
Per meglio
rispondere
ai suoi
diversi
compiti
lavorativi,
i gesuiti si
impegnano in
una lunga e
varia
formazione;
e questo fa
che ci siano
gesuiti
sacerdoti,
professori,
tecnici,
avvocati,
ingegneri,
psicologi,
sociologi,
scienziati,
scrittori,
artisti,...
e perfino
danzatori,
prestigiatori
e clown!
Chi vuole
leggere
qualche
informazione
che riguarda
la Compagnia
di Gesù lo
fa spesso
con una
certa
prevenzione:
o è
favorevole
ai gesuiti,
per averne
conosciuto
qualcuno o
per averne
sentito
parlare con
ammirazione,
o è ad essi
contrario
per quello
che ha
sentito dire
su di loro o
per quello
che ha
imparato
dalla storia
studiata a
scuola. È
poi diffusa
l'idea che i
gesuiti
siano
persone,
certo colte
e
intelligenti,
ma anche
scaltre,
doppie e
ipocrite. Ad
ogni modo
abbiamo
anche una
nutrita
schiera di
santi e
beati...
SAN IGNAZIO
DI LOYOLA
Ignazio è
nato a
Loyola, nei
Paesi
Baschi, da
una famiglia
di piccola
nobiltà. Ha
frequentato
la corte e
ha
partecipato
a campagne
militari.
Nel 1521,
costretto a
stare a
letto per
una ferita
riportata
nella difesa
di
Pamplona, ha
trascorso il
tempo
leggendo una
vita di
Cristo e le
vite dei
santi.
Queste
letture lo
animarono e
emerse il
desiderio di
seguire
Gesù.
Iniziò un
lungo
periodo di
pellegrinaggio
esteriore e
interiore.
L'itinerario
del
"pellegrino"
- così si
definisce
Ignazio
stesso nel
raccontare
la sua vita
- ebbe come
prima tappa
il paese di
Manresa,
vicino
Barcellona.
Qui ha
vissuto
un'intensa
esperienza
spirituale
che si è
prolungata
lungo tutto
l'arco della
sua vita. Il
libro degli
Esercizi
Spirituali è
il
condensato
di questa
esperienza
del santo.
Il cammino,
sempre
improntato a
quello di un
pellegrino,
lo portò a
Gerusalemme,
dove gli fu
proibito di
stabilizzarsi,
come avrebbe
voluto, per
cui dovette
tornare in
Europa.
Arrivato a
Barcellona,
si dedicò
agli studi
per poter
aiutare
meglio gli
altri.
A Parigi,
dove si era
recato per
approfondire
e concludere
la
formazione
filosofico -
teologica,
si costituì
attorno a
lui un
gruppetto di
una decina
di studenti,
che Ignazio
stesso ha
denominato
"amici nel
Signore".
Questi
"amici" (tra
cui
incontriamo
Francesco
Saverio,
futuro santo
e patrono
delle
Missioni)
erano di
diverse
nazionalità
e erano
animati
dallo stesso
ideale di
aiutare gli
altri.
Ignazio fu
ordinato
sacerdote a
Venezia nel
1537 e nello
stesso anno
si recò a
Roma.
Lungo questo
ultimo
tratto di
cammino
verso la
meta Ignazio
ebbe un
nuovo
incontro
forte con il
Signore a La
Storta,
vicino Roma.
E proprio a
Roma quel
gruppetto
che si era
formato a
Parigi ora
si mette a
disposizione
del Papa per
essere
inviato in
missione
ovunque:
diventa la
comunità che
fonda la
Compagnia di
Gesù. Questa
venne
approvata
dal Papa
Paolo III
nel 1540.
Ignazio fu
eletto primo
Generale dei
gesuiti.
Fino al
1556, anno
della sua
morte, ha
governato i
gesuiti
componendo
le
costituzioni
dell'Ordine,
scrivendo
circa 6000
lettere e
interessandosi
di diverse
dimensioni
della
società: dai
governanti
alle povere
donne di
strada, dal
difendere e
propagare la
fede nello
scacchiere
nel mondo
allora
conosciuto
alle
questioni
riguardanti
singole
persone.
Ignazio fu
in sintonia
con il
detto: "non
farsi
costringere
dal massimo
e tuttavia
farsi
contenere
dal minimo:
questo è
divino"
ERCOLINA
MILANESI