pagina web di Ercolina Milanesi

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I miei studi teologici

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Anche Gesù ora è contestato

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La forma più recente del "politicamente corretto", il religiosamente corretto, ha fatto un'altra vittima: il presepio. Insegnanti in preda a un relativismo culturale fuori luogo hanno deciso che la rappresentazione della Natività di Gesù potrebbe offendere gli allievi non cristiani, in particolare gli islamici. Quindi niente presepio a scuola o magari, invece sua, una rappresentazione "universalistica" che non si sa bene a chi possa interessare. È capitato negli anni passati in alcune scuole dell'Emilia occidentale, è tornato a capitare quest'anno in Veneto, dove molte scuole hanno rinunciato non solo al presepe ma anche ai canti di Natale. Ma il massimo dell'assurdo è stato raggiunto a Rebbio, frazione di Como, dove la canzoncina natalizia ha sostituito alla parola "Gesù" la parola "virtù", e a Treviso, dove la recita natalizia è stata sostituita (chissà perché) da Cappuccetto rosso.
Ora, evidentemente, questi insegnanti più corretti del corretto non sanno che ai musulmani questa cosa interessa relativamente poco, anche perché tra i grandi profeti elencati dal Corano esiste anche Isa al Masia, Gesù il Messia, colui che precede e annuncia Maometto. E la sola donna che, sempre secondo il Corano, concepì esente dal peccato è proprio Miriam, vale a dire Maria. Ora una anche superficiale conoscenza del Corano avrebbe evitato a questi insegnati, che pretendono evidentemente di essere aperti e "moderni", una sciocchezza non richiesta da nessuno (o se qualcuno l'ha richiesta si tratta di un cattivo musulmano).
In molti Paesi arabi anche ragazzi di fede islamica studiano o hanno studiato in scuole cristiane. È successo e succede in Egitto, in Iraq, in Giordania, in Libano e mentre nessuno degli insegnanti di quelle scuole ha mai cercato di convertire alla nostra fede gli allievi musulmani, tutti quelli che abbiano conosciuto (e sono parecchi) ricordano ancora con soddisfazione gli anni passati a studiare nelle scuole cristiane. Perché una cosa è il rispetto dell'altro e un'altra è il cedimento a più o meno inconfessabili desideri di cedimenti nel nome, appunto, di una correttezza religiosa che nasconde la poca fiducia nella propria fede e una volontà
apparentemente ecumenica, che in realtà è solo voglia di cedere ai, presunti, desideri dell'altro.
Ha fatto bene il cardinale Camillo Ruini a stigmatizzare questi atteggiamenti. Ma poi non bisogna essere credenti per essere d'accordo con lui. Ogni cultura ha le sue manifestazioni e come a nessuna persona sana di mente verrebbe in mente di cristianizzare il ramadan non si capisce bene perché a qualcuno sia venuto in animo di "sterilizzare" il Natale.
Soprattutto perché il Natale, come la Pasqua di resurrezione, non è solo uno dei cardini della fede cristiana, ma anche una festa che da quasi due millenni è entrata a far parte della nostra cultura, del nostro modo di essere. E non sarà sostituendo Gesù con virtù, abolendo il presepe, che si andrà avanti verso la comprensione tra le fedi e tra i popoli. Ma è rispettando l'altro e prima di tutto se stessi, avendo a cuore le tradizioni degli altri ma prima di tutto le proprie, che si possono porre le basi di un dialogo vero.


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