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I miei studi teologici

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Il Buddhismo

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Il  fondatore  del  Buddhismo  fu  Siddhartha    Gautama ,  cresciuto  nella  città  di  Kapilavastu   , ai  piedi  dell’Himalaya , nota  oggi  come  Nepal . La  sua  vita  può  essere  collocata  tra  il  557 e il 447 a.C.

Nacque  dalla  nobile  e  ricca  famiglia  dei  Sakya  “ i  potenti “ . Suo  padre , Suddhodana , era  il  principe  elettivo  di  uno  Stato  posto  alle  falde  dell’Himalaya,  presso  l’odierno   Tilama-Kot .  Sua  madre , Maya , morì  dandolo  alla  luce . La  tradizione  lo  ricorda  con il  nome  del  leggendario  capostipite  della  sua  famiglia  Gotamo ; Siddharta    fu , invece, il  suo  vero  nome . Trascorse  l’infanzia , l’adolescenza  e  la  prima  giovinezza  nell’agio  e  nel  lusso .  Diciannovenne  sposò una  sua  cugina  dalla  quale  ebbe  un   figlio , Rahula , che  più  tardi  entrò  nell’Ordine  monastico  Buddhistico .

Al  padre  di  Siddharta   era  stato  predetto  che  il  figlio  sarebbe  divenuto  o  un  dominatore  del  mondo  o  un  saggio  che  al  mondo  avrebbe  rinunciato :  due  destini  estremi  . Il  secondo  caso  si  sarebbe  avverato se  il  giovane  avesse  sperimentato  le  privazioni  e le  sofferenze  della  vita. Allo  scopo  di  proteggerlo  il  padre  fece  di  tutto perché il  figlio  non  venisse  a  contatto  con  il  mondo  fuori  delle  mura  del  palazzo , assicurandogli  divertimenti , piaceri  ed  un  harem  di  belle  danzatrici . A  29  anni  a  Siddharta  accadde  qualcosa  che  gli  cambiò  per  sempre la  vita . Di  nascosto  una  sera  uscì  dal  palazzo  e  si  imbattè  in un  vecchio  ammalato  e  in  un cadavere  in putrefazione . Dopo  queste  tristi  impressioni   incontrò  un  asceta  con  un  volto  luminoso  e  felice .  In quell’attimo  si  rese  conto  che  vivere  nella  ricchezza  e  nel  piacere  era  una  vita  vuota e  senza  significato  alcuno e  si  pose  la  domanda : “ Esiste  qualcosa  che  non  sia  soggetto  alla vecchiaia  , alla  malattia  ed  alla  morte  ? “ Cogitabondo  tornò  al  palazzo  e  senza  accomiatarsi   abbandonò  moglie  e  figlio  e  cominciò  a  vagabondare .

L’epoca  in  cui  crebbe  era  caratterizzata  da  inquietudini  sociali, politiche e  religiose . Molti  si  ponevano  interrogativi  sulla  religione  vedica , in  cui  prevaleva  il  sacrificio . Molti  bramini  abbandonata  la  famiglia  erano  divenuti  saggi  vagabondi  , e  vivevano  di  elemosina  e  passavano  il  tempo  nella  meditazione , nelle  discussioni  filosofiche  ed  a  esercitare  pratiche ascetiche . Siddharta  entrò  in  contatto  con  questi  uomini  ed  iniziò  la  propria  ricerca .  Col  passare  degli  anni  apprese  tutte  le  tecniche  di  yoga e  di  meditazione  ed  anche  l’ascetismo . Iniziò  a mangiare  sempre  meno  , finchè, secondo  la  leggenda , riuscì  a vivere  con un  chicco  di  riso  al  giorno .  Nonostante  lo  yoga  e  l’ascetismo , però , non  trovò  quello  che  cercava . Immergendosi  nell’immobilità  e  nella  profonda  meditazione  pensò  di  aver  trovato  “l’aurea  via  di  mezzo “ all’età  di  35  anni . Aveva  trascorso  sei  anni  come  asceta  e  meditato  giorno  e notte ed  alla  fine  sperimentò  il    risveglio “ (bodhi )  mentre  era  seduto , in  meditazione , sotto  un  albero  di  fico  sulla  riva  di  un  affluente  del  Gange . Era  divenuto  un  buddha , cioè  colui  che  si  è  svegliato , che  è  stato  illuminato .  Si  rese  conto  che  tutta  la  sofferenza  del  mondo  aveva origine  dal  desiderio , e  soltanto  sopprimendolo  era  possibile  sottrarsi  al  ciclo  continuo  delle  rinascite .  Per  sette  giorni  e  sette  notti  il  Buddha  stette  seduto  sotto  l’albero  del  risveglio , avendo  raggiunto  la  consapevolezza  che  esiste una  realtà  non transitoria  , una  realtà  assoluta  al  di    del  tempo  e  dello  spazio : ciò  che  nel  Buddhismo  è  chiamato  nirvana . Estirpato  il  desiderio  che  lo  incatenava  alla  vita  , non  era  più  soggetto  al  rinnovamento  del  karma , né  quindi  alla  legge  della  reincarnazione  e  decise  di  “ aprire  il  cancello  dell’eternità “  a  chi  volesse  ascoltarlo  e  divenire  una  guida  per  gli  uomini .

Fondò  una  comunità  maschile  e  una  femminile ; ebbe  in  Ananda  il  più  caro  e  fedele  dei  discepoli, e  in   Devadetta, intransigente  fautore  di  un  rigido  ascetismo , il  suo  nemico  più  acerrimo .

Alla  sua  morte  furono  tributati  alla  sua  salma  onori  regali  dai  signori  della  città  della  Kusinagara  , presso  la  quale  si  era  spento , dopo  lunga  malattia . Sul  luogo  , ove  fu  incenerito  il  suo  corpo , fu  eretto  un  tumulo  con  reliquie (stupa)  che  fu  trovato  ed  aperto  dal  Peppè nel  1898.

Della  sua  esistenza  storica  non  sembra  si  possa  dubitare  dopo   le  scoperte  archeologiche  che  confermarono  , sostanzialmente  , la  tradizione  “pali” intorno  alla  sua  nascita  ed  alla  sua  morte .  Nel  1896  fu  trovata  una  colonna  eretta  intorno  al  244 a.C.  dall’Imperatore  Asoka  a  Lummini  ( oggi  Rumimin –Dei , nel Tarai  nepalico ) a  ricordo  del  luogo  dove  era  nato  il  Buddha . A  Piprava fu  scoperta  , nel  1898  l’urna  con le  sue  reliquie  dal  Peppè .

Prima  di  morire  Buddha  si  rivolse  alla  folla  addolorata  intorno  a  lui  e  disse : “  Forse  qualcuno  di  voi  formulerà  questo  pensiero  : “ Le   parole  del  Maestro  appartengono  al  passato  e  non  abbiamo  più  chi  ci  insegna”,  ma  non  dovete  pensare  così. La  dottrina   ( dharma )  che  vi  ho  dato  sarà  la  vostra  maestra  anche  quando io non ci sarò più.

Il  Buddhismo  si  designa  non  solo  come  dottrina  filosofico – religiosa   insegnata  dal  Buddha , ma  anche  con  quelle dottrine  che  si   ispirarono  all’insegnamento  dell’Illuminato  pur  discostandosene  su  alcuni  punti  ,  di  maggiore  o  minore  importanza . Per  Buddha   il  fatto  che  l’uomo  sia  legato  ad un ciclo  continuo  delle  rinascite  era  un punto  di  partenza  naturale . Il  principio  fondamentale  nel  processo  di  nascita – morte – rinascita  sono  i  pensieri , le  azioni  e  le  parole  dell’uomo (karma ) , poiché  ognuno  di  essi  comporta  delle  conseguenze  sulle  nostre  vite  future  che  ci  fa  sentire  condizionati  dal  passato . Il  genere  di  vita  che   attende  l’uomo  al  momento  della  reincarnazione  dipende  dalle  sue  azioni  nella  vita  precedente  : si  raccoglie  ciò  che  si  semina . Non esiste  “ cieco  destino “  o  divina  provvidenza  . indi  sottrarsi  al  proprio  karma  è  impossibile  finchè l’uomo  genera  nuovi  karma  , è  legato  a  nuove  reincarnazioni . Sebbene  la  legge  del  karma  si  possa  interpretare  come  “ giusta “ però  è  concepita  negativamente  ; è  una  situazione  da  cui  bisogna  liberarsi . Per   essere  salvati  bisogna  liberarsi dal  ciclo  malefico  della reincarnazione .  Buddha  nega  che  l’uomo  abbia  un’anima  e  rifiuta  la  vecchia  concezione  di  anima  del  mondo perché  è  transitoria  come  tutto  il  resto . Secondo il  Buddhismo  l’uomo  che  percepisce  la  presenza  di  un  io  interiore, oppure  sente  di  avere  un’anima , è  solo  frutto  di  ignoranza   che  è  solo  desiderio , o  cupidigia , che  crea  il  karma  di  un  uomo .  La  vita  umana  è  come  una  sequenza  ininterrotta  di  processi  fisici  e  mentali  che  modificano  l’uomo : un  neonato  non è  lo  stesso  di  un  adulto , ed  io  non  sono  oggi  lo  stesso  di  ieri . Il  Buddha  insegna  che  di  nessuna  cosa  posso  dire    questo  è  mio “ ,  come  di   niente  posso  dire  “ questo  sono  io “ . In entrambi  i  casi  è  pura illusione , tutto  è  transitorio . Dopo  il  risveglio  sotto  l’albero  del  fico , Buddha  si  recò  a  Benares  , un  importante  centro  religioso  , ove  tenne  il  suo  primo  discorso , il  famoso  discorso  di  Benares , che  contiene  i  punti  fondamentali  della  sua  dottrina .  Così  “ la  ruota  della  dottrina “ cominciò  a  girare . Il  famoso  discorso delineava  le  quattro  verità  sulla  sofferenza  causata  dal  desiderio e l’ottuplice  sentiero  sconfigge  la  sofferenza  con  l’eliminazione  del  desiderio . Nei  testi  religiosi  Buddha  è  definito  “ il  grande  medico “  perché  formulava  una  diagnosi  affermando  che la  condizione  dell’uomo  sulla  terra è  quella  di  un malato ( prima  verità ) ; poi  indicava  la   causa  della  malattia  (  seconda  verità )  ; però  annunciava  la  possibile  guarigione  ( terza  verità ) ed  infine  descriveva  una  cura  in otto  punti  per  il  trattamento  della  malattia  (  quarta  verità ).  La  prima  verità  :  nascere  è  sofferenza , invecchiare  è  sofferenza, la  malattia  è  sofferenza, la  morte  è  sofferenza . La  seconda  verità  :  indica  la  causa  della  sofferenza  nella  sete o  desiderio  di  piaceri  sensuali , poiché  questa  sete  non  può  mai  essere  placata   e  porterà  sempre  con    malessere . Ma  anche  la  stessa  sete  di  esistere  dell’uomo  contribuisce  a  mantenere  attiva  la  sofferenza : se  l’uomo  continuerà a  credere  nell’anima , la  sua  esperienza  del  mondo  sarà  dolorosa . La  terza  verità : è  possibile  mettere  fine  alla  sofferenza  quando  cessa  il  desiderio . Allora inizia  il  nirvana . 

La  quarta  verità  : l’uomo  sarà  liberato  dalla  sofferenza  e  dal  ciclo  della  reincarnazione  se  sceglie  di  seguire  il  nobile  ottuplice  sentiero .

La  via  da  percorrere  per  eliminare  la  sofferenza   è “ l’aurea  via  di  mezzo “  descritta  da  Buddha  in  otto  punti  : 1)  giusta  conoscenza , 2 ) giusta  risoluzione , 3 ) giusto  uso  della  parola , 4 )  giusta  pratica , 5 ) giusta  condotta  di  vita , 6 )  giusto  sforzo , 7 ) giusta  attenzione , 8 ) giusta   meditazione .

Giusta  conoscenza  e  giusta  risoluzione : sapere  come  è  fatto  il  mondo , assenza  di  un’anima , combattere  il  desiderio , fuggire  dall’odio  e  dalla  brama  sensuale , l’uomo  deve  avere  Buddha  come  modello .

Giusto  uso  della  parola, giusta  pratica  e  giusta  condotta  di  vita :  giusto  uso  della  parola  è  astenersi  dalla  bugia, dal  pettegolezzo  e  dalla  chiacchiera  inutile ;  giusta  pratica  significa  non  uccidere  , non  rubare , non  avere  relazioni  sessuali  immorali , non  mentire e  non  fare uso  di  droghe ;  giusta  condotta  di  vita   è  che  la  professione  scelta  non  infranga  le  cinque  regole  elencate  . I macellai , i  commercianti  di  alcolici, i  fabbricanti  d’armi non  possono, dunque , praticare  il  Buddhismo .

Giusto  sforzo , giusta  attenzione  e  giusta  meditazione  significa  come  si  possa  migliorare  e  purificare  la  propria  mente . Con  giusto  sforzo  il  buddhista  non  deve  avere  pensieri  distruttivi  e  umori  variabili ; giusta  attenzione  bisogna  sviluppare  in  se stessi  un’attenzione  per  i  fenomeni  corporei  e  mentali  ; giusta  meditazione  è  ridurre  la  mente  alla  quiete  e, quando  avviene , si  perde  la  cognizione  di  spazio  e  di  tempo  e  tutte  le  illusioni  dell’essere  e  del  possedere  scompaiono .  E’  il  momento  del  risveglio ( bodhi ) , nel  quale  si  raggiunge  piena  coscienza  delle quattro  nobili  verità   e  si  è  liberati  dalla legge  del  karma.  Si  diviene  arhat  , non  più  soggetti  a  rinascite  e , quando  si  muore , si  entra  nel  nirvana  eterno .

La  parola  nirvana  significa, letteralmente , “ spegnimento “ per  il  fatto  che  si  raggiunge  il  nirvana  quando  il  desiderio  è  spento . Il  nirvana  è l’esatto  contrario  del  ciclo  eterno ed  è  possibile  descrivere  soltanto  ciò  che  non  è . Il  nirvana  è  come  una  quinta  dimensione  , separata  dalla  nostra percezione  quadrimensionale  ; è  la  condizione  di  conoscenza  , felicità  e pace  che  si  raggiunge  dopo  aver annullato  odio,  cupidigia  ed  ignoranza .

Condizione  necessaria per  raggiungere il  nirvana  è  che  il  buddhista  abbia  sperimentato  il  risveglio  ( bodhi )   come  il  Buddha  sotto  il  fico . Le  buone  azioni  non  bastano  a  condurre  al  nirvana, solo  una  giusta  condotta  di  vita  può  dare  rinascite  favorevoli, che  possono  creare  il  risveglio .  Per  Buddha   ci  vollero  547  reincarnazioni  per  arrivare  alla  fine  del  suo  percorso . Il  nirvana  definitivo  ,  che  ha  inizio  con  la  morte , e  da  cui  non  si  fa  ritorno , nel  Buddhismo  si  chiama   parinirvana “  lo  spegnimento  assoluto  o  supremo “ .

La  vita  del  Buddha  è  un  ideale  che  offre  stimoli  per un  modello  etico , la  compassione o  condizione  del  dolore  e  l’amore  hanno  un posto  centrale  nell’etica  buddhista . L’amore per  il  prossimo  non  ha  conseguenze  soltanto  per  gli  altri , poiché  contribuisce  a  nobilitare  il  proprio  carattere .

Il  Buddhismo  impone  cinque  regole  di  vita :    non  danneggiare  alcuna creatura vivente .  II°  Non  prendere  ciò  che  non  si è  ricevuto (non rubare) . III°  Non  comportarsi  scorrettamente  in  rapporto  ai  piaceri  sensuali . IV°  Non  dire  il  falso  . V°  Non fare uso di  droghe  e di  alcool . In  sintesi : cercherò  di  imparare  a  non danneggiare  alcuna  creatura  vivente in  nessun  modo . Non  si  deve  uccidere  né uomini    animali  ; il  pacifismo  è  un  ideale  ineludibile . Se un soldato di  professione  muore sul  campo  di  battaglia  rinascerà  all’inferno  oppure  come  animale .

Per  il  buddhista  la  vita inizia  con il  concepimento e  l’aborto  è  proibito . Anche  il  suicidio  non  è  ammesso, tranne  quando  si doni la  propria  vita  per  aiutare  altri . Vi  sono  dei  laici  che  si  impongono  discipline  molto  severe , ad  esempio  l’astinenza  sessuale  o  celibato ; non  mangiare dopo  le  12 ; astenersi  da  divertimenti  ; abbandonare  ogni  lusso ; non  dormire  in un letto  morbido e non  possedere    accettare  oro, argento  e denaro .

Il  Buddhismo  raccomanda  la  cura  dei  moribondi  , poiché la  morte  è  un momento  decisivo  in  rapporto  alla  reincarnazione e  deve  avvenire  in  modo  sereno . Per  i  buddisti  il  matrimonio  non  è  sacro, per  questo i  monaci  non  si  sposano . Secondo la  morale  buddhista  l’uomo  deve portare rispetto  alla moglie e  questa  deve  accudire  alla casa . E’  considerato  negativo  rinascere  come  donna , poiché  se  non  si  reincarna in un uomo  , la  donna  non  può  conquistare il  nirvana .

Il  Buddha  creò  la    comunità  dei  monaci “, i  quali  dovevano  rinunciare  alla  famiglia  ed  alla  vita  sociale , dovevano  vivere in  estrema  povertà  e  per  sostentarsi  mendicavano . Per  i  laici  , invece , fare  elemosina  era  un  onore . E’  tipico , nell’Asia  meridionale  , vedere  i  monaci  , nelle  tonache  arancione , con  le  teste  rasate  mendicare  un   pugno  di  riso  che  consumano  nell’arco  della  mattinata . Esistono, anche , ordini  di  suore  ma  rivestono  minore importanza  degli  ordini  dei  monaci . In  antico  il  culto  religioso  consisteva  nell’adorazione  delle reliquie  del  Buddha o  di  altri  santi . Le  reliquie  erano  conservate  in  piccoli  tumuli  di  terra  ( stupa ) sino  ad  assumere  la  forma    a  campana “  o  a  cupola  , oggi  pagoda . Davanti  alle  immagini  e  alle  statue  i  fedeli  bruciano  incenso  , depongono  fiori  e  offerte . Un  buddhista  ortodosso  non  adora  Buddha  perché  sa  che  non  è  una  vera  divinità , ma  “ il  sublime “  maestro che  ha  raggiunto  il  nirvana , indi  non  può  vedere  , né  premiare  le  azioni  dei  fedeli .

L’immagine  del  Buddha  non è  fatta  per  essere  adorata, ma  solo  per  ricordare  la  sua  dottrina . Nei  tempi  vi  sono  statue  di  Vishnu, Indra e  Ganesha, ma  di  proporzioni  ridotte  per  sottolineare  l’inferiorità  del  ruolo  rispetto  a  quello  di  Buddha . Dopo  la  sua  morte  sorsero  delle  diatribe  sull’interpretazione  della  sua  dottrina , e  nacquero  due  tendenze  inconciliabili : una  conservatrice , l’altra  più  liberale . Da  quella  spaccatura  ebbero  origine  due  tradizioni : la  theravada  (  la  scuola  degli  anziani ) radicata  nel  sud  dell’Estremo  oriente ( Sri  Lanka , Birmania , Thailandia , Laos  e  Cambogia  ) e  mahajana  ( il  grande  veicolo  )  a  nord  (  Cina , Tibet  , Mongolia , Vietnam , Corea  e  Giappone .

Theravada è  la  corrente  che  si  ritiene  depositaria  del  Buddhismo  originario e  il  suo  principio  fondamentale  è  che  l’uomo  deve  assumersi  la  responsabilità  del  proprio  sviluppo  etico  e religioso.

Mahajana  implica  il  concetto  che  il  Buddhismo  del  nord  conduce  tutti  gli  uomini alla  salvezza

Di  recente  nel  mondo  buddhista  si  è  verificato  gran  fermento  alle  problematiche  etiche . L’ideale  di  impegnarsi   per  la  propria  liberazione  attraverso  la  meditazione, non  è  ritenuto più  sufficiente . Caratteristiche  importanti  sono l’impegno  in  favore  dell’unità  , l’incremento  dell’attività  missionaria e  una  più  intensa  attività  sociale .


Il Buddhismo tibetano

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In Tibet il Buddhismo mahayana si è introdotto nella religione locale(chiamata bon), con fede in dei ed altri spiriti, adorati con sacrifici di sangue , culti misterici e danze rituali. Gli dei sono considerati custodi della dottrina buddhista che è realtà dominante. I buddhisti, nel Tibet, si considerano i veri eredi della dottrina originaria del Buddha. Oggetti di culto del Buddhismo tibetano sono le ruote e le bandiere di preghiera. Le ruote girano mosse dalla mano dell’uomo, dall’aria, dalle correnti d’acqua e le bandiere che si agitano nel vento hanno il significato della “ruota della dottrina” che si è messa in moto. Il mantra(formula magica, parola o suono sacro) più usato è Om mani padme hum,ossia:” O tu, che hai il gioiello nel tuo loto”, oppure, “Sia onore al gioiello nel loto”. Questa frase si ritrova ovunque in Tibet, incisa nelle ruote della preghiera, sui muri e sulle rocce ed è continuamente ripetuta e si usa un rosario di centootto perle, che è un numero sacro. Ordini monastici e comunità laica sono in perfetto contatto. Moltissimi conventi hanno ospitato più di mille monaci e sono considerati i più grandi edifici monastici mondiali. Il Buddhismo, in Tibet, è definito lamaismo, da lama(maestro) titolo designato per i capi spirituali, di solito sono monaci. La struttura della società deriva da una peculiarità del lamaismo. Fin dal sec. XVII° il Tibet è stato retto da un gran lama o Dalai Lama(oceano di conoscenza) che deteneva il potere politico e religioso e risiedeva nella capitale Lhasa. Il Dalai Lama è considerato l’incarnazione del famoso bodhisattva Avalokiteshvara. Quando uno di essi muore, i monaci cercano un bambino che sia la reincarnazione del Dalai lama deceduto per farne il suo degno successore, dopo scrupolosi accertamenti. Causa la sua posizione quasi inaccessibile, tra le più alte montagne del mondo e per la sua cultura peculiare, il Tibet è stato ritenuto e pare, veramente, un paese da fiaba. Dopo molti anni di controllo politico la Cina, nel 1959, ha occupato militarmente ed annesso il Tibet. Il XIV° Dalai Lama ha chiesto asilo politico all’India che gli fu concesso. Da allora vi fu un grande esodo di tibetani verso l’India ed il Nepal e diffusero la loro dottrina. In molti paesi occidentali sono stati fondati monasteri tibetani e numerosi scritti religiosi del Dalai Lama e testi sacri del Buddhismo sono, ora, tradotti in tutte le lingue europee. Il fine ultimo dei buddhisti è quello di sperimentare, prima o poi, il risveglio(bodhi) come accadde a Buddha 2.500 anni fa. Nel Buddhismo esistono molte varianti sulla concezione di ciò che il risveglio comporta ed il modo per arrivarci. In Cina sorse un particolare concetto di meditazione che poneva il momento del risveglio al centro dell’ìntera dottrina buddhista. Tale corrente si è diffusa anche in Corea e, soprattutto, in Giappone ed è conosciuta in occidente con la denominazione giapponese di zen, che significa “meditazione”. Questo movimento, in Giappone, dispone di circa ventimila templi e conta cinque milioni di adepti, tra monaci e laici. Fondamentale, nel Buddhismo zen, è la pratica del risveglio o dell’illuminazione, che non si raggiunge con le parole, per le quali lo zen nutre una profonda diffidenza. Ciò che non si può comunicare a parole si può comunicare dall”additamento diretto”. Buddha avrebbe reso noto il suo risveglio al suo miglior amico , mostrandogli semplicemente un fiore, senza parlare. Da allora la pratica del risveglio è tramandata, senza parole, di generazione in generazione. Lo zen insegna che il risveglio deve avvenire dall’interno, deve sgorgare dal cuore della persona. Poiché il risveglio deve provenire dal di dentro, lo zen non fornisce ricette per ottenerlo. Esso può avvenire in qualsiasi momento, come un fulmine, e non avviene per gradi, se si verifica è immediato e totale. Si dice che il Buddhismo theravada apre la porta del nirvana con la forza, mentre il mahayana deve girare e rigirare la chiave nella toppa. Nello zen è diffusa anche la pratica del koan , l’indovinello che l’allievo è invitato a risolvere, del tipo: “ Come era il tuo volto prima di nascere”?, “ Quale è il suono di una mano”?Questi indovinelli portavano l’allievo ad una schiacciante “sensazione di dubbio”, che è necessaria per arrivare al diretto contatto con la realtà ed il risveglio. Il risveglio significa rendersi conto che il mondo è così come lo vediamo. L’unico modo per capire il significato della vita è viverla. Perciò per molti buddisti zen il lavoro quotidiano può servire come meditazione. Occupazioni come bere il the, coltivare giardini, seccare i fiori hanno acquisito molta importanza per il buddhista zen. L’organizzazione di una serie di incontri internazionali tra buddisti di diverse tradizioni e tendenze è finalizzata al raggiungimento di un accordo sulle questioni relative alla dottrina, così come il Concilio universale della Chiesa ha tentato di fare per il Cristianesimo.

 

Vedi "Tibet: un popolo innocente duramente calpestato nella sua dignità"


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