pagina web di Ercolina Milanesi
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I miei studi teologici
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Il Buddhismo
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Il
fondatore del
Buddhismo fu
Siddhartha Gautama
, cresciuto
nella città
di Kapilavastu
, ai piedi
dell’Himalaya , nota oggi
come Nepal . La
sua vita
può essere
collocata tra
il 557 e il 447 a.C. Nacque
dalla nobile
e ricca
famiglia dei
Sakya “ i
potenti “ . Suo padre
, Suddhodana , era il
principe elettivo
di uno
Stato posto
alle falde
dell’Himalaya, presso
l’odierno Tilama-Kot
. Sua
madre , Maya , morì dandolo
alla luce . La
tradizione lo
ricorda con il
nome del
leggendario capostipite
della sua
famiglia Gotamo ;
Siddharta fu ,
invece, il suo
vero nome .
Trascorse l’infanzia ,
l’adolescenza e
la prima
giovinezza nell’agio
e nel
lusso . Diciannovenne
sposò una sua
cugina dalla
quale ebbe
un figlio ,
Rahula , che più
tardi entrò
nell’Ordine monastico
Buddhistico . Al
padre di
Siddharta era
stato predetto
che il
figlio sarebbe
divenuto o
un dominatore
del mondo
o un
saggio che
al mondo
avrebbe rinunciato :
due destini
estremi . Il
secondo caso
si sarebbe
avverato se il
giovane avesse
sperimentato le
privazioni e le
sofferenze della
vita. Allo scopo
di proteggerlo
il padre
fece di
tutto perché il figlio
non venisse
a contatto
con il
mondo fuori
delle mura
del palazzo , L’epoca
in cui
crebbe era
caratterizzata da
inquietudini sociali,
politiche e religiose .
Molti si
ponevano interrogativi
sulla religione
vedica , in cui
prevaleva il
sacrificio . Molti bramini
abbandonata la
famiglia erano
divenuti saggi
vagabondi , e
vivevano di
elemosina e
passavano il
tempo nella
meditazione , nelle discussioni
filosofiche ed
a esercitare
pratiche ascetiche . Siddharta
entrò in
contatto con
questi uomini
ed iniziò
la propria
ricerca . Col
passare degli
anni apprese
tutte le
tecniche di
yoga e di
meditazione ed
anche l’ascetismo
. Iniziò a mangiare
sempre meno
, finchè, secondo la
leggenda , riuscì a
vivere con un
chicco di
riso al
giorno . Nonostante
lo yoga
e l’ascetismo ,
però , non trovò
quello che
cercava . Immergendosi nell’immobilità
e nella
profonda meditazione
pensò di
aver trovato
“l’aurea via
di mezzo “
all’età di
35 anni . Aveva
trascorso sei
anni come
asceta e
meditato giorno
e notte ed alla
fine sperimentò
il “
risveglio “ (bodhi ) mentre
era seduto , in
meditazione , sotto un
albero di
fico sulla
riva di
un affluente
del Gange . Era
divenuto un
buddha , cioè colui
che si
è svegliato , che
è stato
illuminato . Si
rese conto
che tutta
la sofferenza
del mondo
aveva origine dal
desiderio , e soltanto
sopprimendolo era
possibile sottrarsi
al ciclo
continuo delle
rinascite . Per
sette giorni
e sette
notti il
Buddha stette
seduto sotto
l’albero del
risveglio , avendo raggiunto
la consapevolezza
che esiste una
realtà non
transitoria , una
realtà assoluta
al di
là del
tempo e
dello spazio : ciò
che nel
Buddhismo è
chiamato nirvana .
Estirpato il
desiderio che
lo incatenava
alla vita
, non era
più soggetto
al rinnovamento
del karma , né
quindi alla
legge della
reincarnazione e
decise di
“ aprire il
cancello dell’eternità
“ a
chi volesse
ascoltarlo e
divenire una
guida per
gli uomini . Fondò
una comunità
maschile e
una femminile ; ebbe
in Ananda
il più
caro e
fedele dei
discepoli, e in
Devadetta, intransigente fautore
di un
rigido ascetismo ,
il suo
nemico più
acerrimo . Alla
sua morte
furono tributati
alla sua
salma onori
regali dai
signori della
città della
Kusinagara , presso
la quale
si era
spento , dopo lunga
malattia . Sul luogo
, ove fu
incenerito il
suo corpo , fu
eretto un
tumulo con
reliquie (stupa) che
fu trovato
ed aperto
dal Peppè nel
1898. Della
sua esistenza
storica non
sembra si
possa dubitare
dopo le
scoperte archeologiche
che confermarono
, sostanzialmente ,
la tradizione
“pali” intorno alla
sua nascita
ed alla
sua morte .
Nel 1896
fu trovata
una colonna
eretta intorno
al 244 a.C.
dall’Imperatore Asoka
a Lummini
( oggi Rumimin
–Dei , nel Tarai nepalico
) a ricordo
del luogo
dove era
nato il
Buddha . A Piprava
fu scoperta
, nel 1898
l’urna con le
sue reliquie
dal Peppè . Prima
di morire
Buddha si
rivolse alla
folla addolorata
intorno a
lui e
disse : “ Forse
qualcuno di
voi formulerà
questo pensiero
: “ Le parole
del Maestro
appartengono al
passato e
non abbiamo
più chi
ci insegna”,
ma non
dovete pensare
così. La dottrina
( dharma ) che
vi ho
dato sarà
la vostra
maestra anche
quando io non ci sarò più. Il
Buddhismo si
designa non
solo come
dottrina filosofico
– religiosa insegnata
dal Buddha , ma
anche con
quelle dottrine che
si ispirarono
all’insegnamento dell’Illuminato
pur discostandosene
su alcuni
punti ,
di maggiore
o minore
importanza . Per Buddha
il fatto
che l’uomo
sia legato
ad un ciclo continuo
delle rinascite
era un punto
di partenza
naturale . Il principio
fondamentale nel
processo di
nascita – morte – rinascita
sono i
pensieri , le azioni
e le
parole dell’uomo
(karma ) , poiché ognuno
di essi
comporta delle
conseguenze sulle
nostre vite
future che
ci fa
sentire condizionati
dal passato . Il
genere di
vita che
attende l’uomo
al momento
della reincarnazione
dipende dalle
sue azioni
nella vita
precedente : si
raccoglie ciò
che si
semina . Non esiste “
cieco destino “
o divina
provvidenza . indi
sottrarsi al
proprio karma
è impossibile
finchè l’uomo genera
nuovi karma
, è legato
a nuove
reincarnazioni . Sebbene la
legge del
karma si
possa interpretare
come “ giusta “
però è
concepita negativamente
; è una
situazione da
cui bisogna
liberarsi . Per essere
salvati bisogna liberarsi
dal ciclo
malefico della
reincarnazione . Buddha
nega che
l’uomo abbia
un’anima e
rifiuta la
vecchia concezione
di anima
del mondo perché
è transitoria
come tutto
il resto . Secondo
il Buddhismo
l’uomo che
percepisce la
presenza di
un io
interiore, oppure sente
di avere
un’anima , è solo
frutto di
ignoranza che
è solo
desiderio , o cupidigia
, che crea
il karma
di un
uomo . La
vita umana
è come
una sequenza
La
quarta verità
: l’uomo sarà
liberato dalla
sofferenza e
dal ciclo
della reincarnazione
se sceglie
di seguire
il nobile
ottuplice sentiero .
La
via da
percorrere per
eliminare la
sofferenza è
“ l’aurea via
di mezzo “
descritta da
Buddha in
otto punti
: 1) giusta
conoscenza , 2 ) giusta risoluzione
, 3 ) giusto uso
della parola , 4 )
giusta pratica , 5 )
giusta condotta
di vita , 6 )
giusto sforzo , 7 )
giusta attenzione , 8 )
giusta meditazione . Giusta
conoscenza e
giusta risoluzione :
sapere come
è fatto
il mondo , assenza
di un’anima ,
combattere il
desiderio , fuggire dall’odio
e dalla
brama sensuale ,
l’uomo deve
avere Buddha
come modello . Giusto
uso della
parola, giusta pratica
e giusta
condotta di
vita : giusto
uso della
parola è
astenersi dalla
bugia, dal pettegolezzo
e dalla
chiacchiera inutile
; giusta
pratica significa
non uccidere
, non rubare , non
avere relazioni
sessuali immorali ,
non mentire e
non fare uso
di droghe ;
giusta condotta
di vita
è che
la professione
scelta non
infranga le
cinque regole
elencate . I
macellai , i commercianti
di alcolici, i
fabbricanti d’armi
non possono, dunque ,
praticare il
Buddhismo . Giusto
sforzo , giusta attenzione
e giusta
meditazione significa
come si
possa migliorare
e purificare
la propria
mente . Con giusto
sforzo il
buddhista non
deve avere
pensieri distruttivi
e umori
variabili ; giusta attenzione
bisogna sviluppare
in se stessi
un’attenzione per
i fenomeni
corporei e
mentali ; giusta
meditazione è
ridurre la
mente alla
quiete e, quando
avviene , si perde
la cognizione
di spazio
e di
tempo e
tutte le
illusioni dell’essere
e del
possedere scompaiono
. E’
il momento
del risveglio (
bodhi ) , nel quale
si raggiunge
piena coscienza
delle quattro nobili
verità e
si è
liberati dalla legge
del karma.
Si diviene
arhat , non
più soggetti
a rinascite
e , quando si
muore , si entra
nel nirvana
eterno . La
parola nirvana
significa, letteralmente , “ spegnimento “ per
il fatto
che si
raggiunge il
nirvana quando
il desiderio
è spento . Il
nirvana è
l’esatto contrario
del ciclo
eterno ed è
possibile descrivere
soltanto ciò
che non
è . Il nirvana
è come
una quinta
dimensione ,
separata dalla
nostra percezione quadrimensionale
; è la
condizione di
conoscenza , felicità
e pace che
si raggiunge
dopo aver annullato
odio, cupidigia
ed ignoranza . Condizione
necessaria per
raggiungere il nirvana
è che
il buddhista
abbia sperimentato
il risveglio
( bodhi ) come
il Buddha
sotto il
fico . Le buone
azioni non
bastano a
condurre al
nirvana, solo una
giusta condotta
di vita
può dare
rinascite favorevoli,
che possono
creare il
risveglio . Per
Buddha ci
vollero 547
reincarnazioni per
arrivare alla
fine del
suo percorso . Il
nirvana definitivo
, che
ha inizio
con la
morte , e da
cui non
si fa
ritorno , nel Buddhismo
si chiama
parinirvana “ lo
spegnimento assoluto
o supremo “ . La
vita del
Buddha è
un ideale
che offre
stimoli per un
modello etico , la
compassione o condizione
del dolore
e l’amore
hanno un posto
centrale nell’etica
buddhista . L’amore per il
prossimo non
ha conseguenze
soltanto per
gli altri , poiché
contribuisce a
nobilitare il
proprio carattere . Il
Buddhismo impone
cinque regole
di vita :
I° non
danneggiare alcuna
creatura vivente . II°
Non prendere
ciò che
non si è
ricevuto (non rubare) . III°
Non comportarsi
scorrettamente in
rapporto ai
piaceri sensuali .
IV° Non
dire il
falso . V°
Non fare uso di droghe
e di alcool . In
sintesi : cercherò di
imparare a
non danneggiare alcuna
creatura vivente in
nessun modo . Non
si deve
uccidere né uomini
né animali
; il pacifismo
è un
ideale ineludibile .
Se un soldato di professione
muore sul campo
di battaglia
rinascerà all’inferno
oppure come
animale . Per
il buddhista
la vita inizia
con il concepimento
e l’aborto
è proibito . Anche
il suicidio
non è
ammesso, tranne quando
si doni la propria
vita per
aiutare altri . Vi
sono dei
laici che
si impongono
discipline molto
severe , ad esempio
l’astinenza sessuale
o celibato ; non
mangiare dopo le
12 ; astenersi da
divertimenti ;
abbandonare ogni
lusso ; non dormire
in un letto morbido
e non possedere
né accettare
oro, argento e
denaro . Il
Buddhismo raccomanda
la cura
dei moribondi
, poiché la morte
è un momento
decisivo in
rapporto alla
reincarnazione e deve
avvenire in
modo sereno . Per
i buddisti
il matrimonio
non è
sacro, per questo i
monaci non
si sposano . Secondo
la morale
buddhista l’uomo
deve portare rispetto alla
moglie e questa
deve accudire
alla casa . E’ considerato
negativo rinascere
come donna , poiché
se non
si reincarna in un
uomo , la
donna non
può conquistare il
nirvana .
L’immagine
del Buddha
non è fatta
per essere
adorata, ma solo
per ricordare
la sua
dottrina . Nei tempi
vi sono
statue di
Vishnu, Indra e Ganesha,
ma di
proporzioni ridotte
per sottolineare
l’inferiorità del
ruolo rispetto
a quello
di Buddha . Dopo
la sua
morte sorsero
delle diatribe
sull’interpretazione della
sua dottrina , e
nacquero due
tendenze inconciliabili
: una conservatrice ,
l’altra più
liberale . Da quella
spaccatura ebbero
origine due
tradizioni : la theravada
( la
scuola degli
anziani ) radicata nel
sud dell’Estremo
oriente ( Sri Lanka
, Birmania , Thailandia , Laos e
Cambogia ) e
mahajana ( il
grande veicolo
) a
nord (
Cina , Tibet ,
Mongolia , Vietnam , Corea e
Giappone . Theravada
è la
corrente che
si ritiene
depositaria del
Buddhismo originario
e il
suo principio
fondamentale è
che l’uomo
deve assumersi
la responsabilità
del proprio
sviluppo etico
e religioso. Mahajana
implica il
concetto che
il Buddhismo
del nord
conduce tutti
gli uomini alla
salvezza Di recente nel mondo buddhista si è verificato gran fermento alle problematiche etiche . L’ideale di impegnarsi per la propria liberazione attraverso la meditazione, non è ritenuto più sufficiente . Caratteristiche importanti sono l’impegno in favore dell’unità , l’incremento dell’attività missionaria e una più intensa attività sociale . Il Buddhismo tibetano . In
Tibet il Buddhismo mahayana si è introdotto nella religione
locale(chiamata bon), con fede in dei ed altri spiriti, adorati con
sacrifici di sangue , culti misterici e danze rituali. Gli dei sono
considerati custodi della dottrina buddhista che è realtà dominante. I
buddhisti, nel Tibet, si considerano i veri eredi della dottrina
originaria del Buddha. Oggetti di culto del Buddhismo tibetano sono le
ruote e le bandiere di preghiera. Le ruote girano mosse dalla mano
dell’uomo, dall’aria, dalle correnti d’acqua e le bandiere che si
agitano nel vento hanno il significato della “ruota della dottrina”
che si è messa in moto. Il mantra(formula magica, parola o suono sacro)
più usato è Om mani padme hum,ossia:” O tu, che hai il gioiello nel
tuo loto”, oppure, “Sia onore al gioiello nel loto”. Questa frase si
ritrova ovunque in Tibet, incisa nelle ruote della preghiera, sui muri e
sulle rocce ed è continuamente ripetuta e si usa un rosario di centootto
perle, che è un numero sacro. Ordini monastici e comunità laica sono in
perfetto contatto. Moltissimi conventi hanno ospitato più di mille
Vedi "Tibet: un popolo innocente duramente calpestato nella sua dignità" |
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