pagina web di Ercolina Milanesi

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Satira

 

DEUS  EX  MACHINA : ROMANO  PRODI

 

 

Come nel teatro antico l’arrivo del dio arrivava alla fine della rappresentazione a risolvere una situazione difficile o un caso disperato, così, oggi, il magnificentissimo, onnisciente, incommensurabile, eminenza grigia Romano Prodi è sceso dall’Olimpo, ambiente riservato a chi sa di essere superiore a tutti, e lui lo è veramente, per governare e portare pace e agiatezza sulla terra, in questo momento in Italia, ove regna solo miseria, disperazione, morte e per colpa degli sporchi, avidi capitalisti che sfruttano i proletari per rimpinguare le loro tasche.  

Chi meglio di lui ha il dono della captatio benevolentiae per accattivarsi l’elettorato, con la sua invidiabile oratoria che fa palpitare i cuori di gioia per i sentimenti intensi che procura a chi lo ascolta, per il meraviglioso futuro che prospetta per la vittoria della sua coalizione. Grande uomo, non poteva scegliere altro nome che “Unione”, perché l’unione fa la forza.

Calmo, riflessivo, si rivolge alle oceaniche masse che accorrono ai suoi comizi ( in verità, sparuti gruppetti, ma non stiamo a fare i conti della serva, non è dignitoso) e racconta quale sarà il nuovo governo sotto l’Unione: il paradiso terrestre da tutti auspicato. Peccato il piccolo neo che madre natura gli ha donato: difficoltà di esprimersi chiaramente, perché  difficilmente si riesce ad arrivare alla fine del suo pensiero e delle sue previsioni. Ma nessuno è perfetto. Quando lo si vede apparire alla televisione, con quel suo bel viso pacioso, sempre allegro, l’eterno sorriso sulle labbra, però i denti non si vedono mai, evidentemente deve avere una brutta dentiera, ma siamo signori, l’età esiste e gli acciacchi sono compagni naturali della vecchiaia. Ora, però su quel giornalaccio dalla testata “Libero” condotto dal direttore Feltri ( oggi lo definiscono fascista, domani berlusconiano, strano che non lo abbiano ancora denominato nazista, ma prima o poi i compagnucci lo diranno, visto e considerato che è il quotidiano nazionale più letto che sta fregando bellamente i concorrenti  e solo…perché scrive la verità e il popolo è quello che vuole, è quello che cerca.) si è vista una fotografia di Prodi, molto adirato, molto…censura, con i pugni stretti, pronto a salire su un ring.

Povero mortadellino professore bisogna essere umani e clementi se ogni tanto perde le staffe e definisce matto e criminale chi non la pensa come lui. Ovvio sia nervosetto, per lui è l’ultima chance, se perde questa volta non dico debba finire all’ospizio ( con tutto quel po po’ di grana che ha accumulato nelle sue diverse mansioni in Italia e in Belgio, tenute, case e conti in banca) il suo futuro è assicurato.

Coraggio, professore, come disse Appio Claudio: “ Faber est quisque fortunae suae .

Per chi non conoscesse il latino come lei, meglio tradurre: “ Ciascuno è artefice del proprio destino”.

Gli inglesi usano una formula coerente:To each is own” e lei, caro Prodi ha scelto la via sbagliata, perché gli italiani non sono tutti matti o criminali. Alcuni sì !

Absit iniuria verbis.

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