pagina web di Ercolina Milanesi

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I miei reportage

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 Viaggio in Ucraina

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Partendo, al mattino, da Milano Malpensa con l’” Austrian Airlines” si fa un primo scalo a Vienna, poi l’arrivo a Kiev, nel primo pomeriggio. Sull’aereo una gentile hostess consegna un foglio (in inglese, francese e italiano) ad ogni viaggiatore per consigli di viaggio del Dipartimento Federale degli Affari Esteri (DFAE) in cui sono specificate regole a cui attenersi. Per entrare in Ucraina occorre il visto e per ottenerlo è necessario confermare l’Hotel. Pagamento in dollari Usa.

Ecco le principali regole: vietato l’accesso alla zona attorno a Chernobyl (raggio di circa 30 km.). Sconsigliato bere acqua rubinetto in tutto il paese. Evitare dimostrazioni e manifestazioni di qualsiasi tipo. Non portare oggetti di valore e pochissimo denaro. Non viaggiare soli all’interno del paese per la forte microcriminalità in continua ascesa. Non viaggiare mai di notte.

L’Ucraina ha una superficie di 603.700 kmq; la popolazione è di 51.200.000; lingua ufficiale: ucraino; religioni: ortodossi 60%, uniati 7%, protestanti 3,6%, cattolici 1,2%.

L’unità monetaria è l’ hrivna. L’Ucraina è una Repubblica e la capitale è Kiev.

La speranza di vita è di 69 anni e la sanità è sensibilmente peggiorata nell’era post-sovietica.

L’alfabetizzazione è al 99%. Gli insegnamenti universitari sono impartiti in russo nelle regioni orientali, in ucraino in quelle occidentali.

Particolari usi e costumi molto eccentrici: se si regalano fiori devono essere dispari, i pari sono per occasioni funebri.

Non stringere mai la mano quando si varca la soglia di casa, né in prossimità di una porta e togliere sempre i guanti.

Prima di entrare togliere le scarpe, i padroni di casa daranno delle pantofole.

Non rifiutare, mai, gli inviti perché gli ucraini sono molto ospitali e si offenderebbero. Ovvio ricambiare l’invito.

Kiev può essere definita una delle più belle città d’Europa, tranquilla, molto verde ( il 70% dell’area urbana è a zona verde). Ottimi alberghi, specie il Palace Hotel(city centre).

La città vecchia annovera buona parte dei monumenti storici di Kiev. La più antica chiesa della città rimasta è la Cattedrale di santa Sofia, dell’XI secolo. A sud della cattedrale vi è il viale principale della città, destinato allo shopping.

Vulitsya Khreshchatyk, una via affollatissima è piena di negozi. La Città Vecchia è facilmente raggiungibile a piedi dal centro. Lungo la via Andriyivsky si trovano gallerie, negozi, ristoranti, caffè. Più a nord-ovest si trova l’agghiacciante Museo di Chernobyl, che testimonia la più grande catastrofe nucleare civile del dopoguerra, che è avvenuto a solo 100 km. in direzione nord.

Impossibile descrivere le antiche meraviglie di Kiev: cattedrali, il Palazzo Mariinskij, il Monastero Mykhailiuskyi Zolotoverkhyi.

Dalla metà del XVIII° secolo si nota la presenza di architetti italiani che costruirono palazzi e chiese.

La capitale conta circa 3 milioni di anime ed è centro politico, economico, culturale, sportivo e industriale dell’Ucraina.

Lo sviluppo di Kiev è da secoli legato al fatto che sorge sul fiume Dniepr, uno dei maggiori corsi fluviali navigabili dell’Europa dell’est, con la foce sul Mar Nero.

Kiev, incantevole e disperata capitale del nuovo stato indipendente dell’Ucraina, purtroppo ha dei lati negativi. Mezzo milione di donne sono fuggite verso la Germania, la Spagna, l’Italia e sono finite sulle strade per esercitare il più vecchio mestiere del mondo.

Dopo la caduta del Muro il paese è piombato nella povertà e nel caos.

Famiglie che ora vivono in miseria e prima, senza aver conosciuto la ricchezza, avevano però una vita decorosa. Ora vi è un’alta percentuale di etilismo, dato che non vi è lavoro. Nessuno si interessa dell’agricoltura. Le maestre hanno stipendi bassissimi. I bambini che mendicano per strada sono a centinaia. Il popolo rimpiange il comunismo poiché avevano sanità, casa, lavoro, pensioni.

La democrazia ha portato miseria ed in compenso i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri. Migliaia di persone chiedono le dimissioni di Kuchma.

L’Ucraina fece richiesta di entrare a far parte dell’UE nel 1995, promettendo, su pressione dell’Unione stessa, di abolire la pena capitale; cosa che avvenne il 22-3-2000, sostituendola con l’ergastolo.

Sono moltiplicate le aggressioni ed intimidazioni contro i giornalisti. La libertà di stampa è sensibilmente peggiorata dal 2000. L’Organizzazione “Reporters sans frontieres” ha avuto una ventina di aggressioni segnalate e scomparse di giornalisti a partire dal 1 gennaio 2000.

Krusciov regalò, ai suoi tempi, la Crimea all’Ucraina, staccandola alla Russia. Finchè era tutto Urss non esistevano problemi ma, finito il comunismo i russi rivogliono la Crimea e gli ucraini non sono d’accordo; terzo incomodo i Tartari (che vivono in Crimea) che pretendono l’indipendenza.

Il 24 agosto 1991 l’Ucraina proclamò la sua indipendenza dalla vecchia e spavalda Urss ma, ancor oggi, si tende ad associare l’Ucraina alla Russia!

Il Presidente ucraino Kuchma si è mostrato pro-occidentale, desideroso di uscire dall’influenza della Russia ma, all’arrivo di un leader forte come Putin, Kuchma si è riavvicinato, immediatamente, alla Russia dimenticando il discorso pro-occidentale e dichiarando, in più occasioni, che l’Ucraina non ha alcun futuro senza la Russia.

Il sogno di una Ucraina pro-occidentale si è dissolto. Tutto ciò che si può sperare è che il paese rimanga stabile, poiché un conflitto interno in un tale colosso farebbe tremare l’intera Europa!

 


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