pagina web di Ercolina Milanesi
.
.
I miei reportage
..
Viaggio in Ucraina
.
|
Partendo,
al mattino, da Milano Malpensa con l’” Austrian Airlines” si fa un
primo scalo a Vienna, poi l’arrivo a Kiev, nel primo pomeriggio.
Sull’aereo una gentile hostess consegna un foglio (in inglese,
francese e italiano) ad ogni viaggiatore per consigli di viaggio del
Dipartimento Federale degli Affari Esteri (DFAE) in cui sono specificate
regole a cui attenersi. Per entrare in Ucraina occorre il visto e per
ottenerlo è necessario confermare l’Hotel. Pagamento in dollari Usa. Ecco
le principali regole: vietato l’accesso alla zona attorno a Chernobyl
(raggio di circa 30 km.). Sconsigliato bere acqua rubinetto in tutto il
paese. Evitare dimostrazioni e manifestazioni di qualsiasi tipo. Non
portare oggetti di valore e pochissimo denaro. Non viaggiare soli
all’interno del paese per la forte microcriminalità in continua
ascesa. Non viaggiare mai di notte.
L’unità
monetaria è l’ hrivna. L’Ucraina è una Repubblica e la capitale è
Kiev. La
speranza di vita è di 69 anni e la sanità è sensibilmente peggiorata
nell’era post-sovietica. L’alfabetizzazione
è al 99%. Gli insegnamenti universitari sono impartiti in russo nelle
regioni orientali, in ucraino in quelle occidentali. Particolari
usi e costumi molto eccentrici: se si regalano fiori devono essere
dispari, i pari sono per occasioni funebri. Non
stringere mai la mano quando si varca la soglia di casa, né in
prossimità di una porta e togliere sempre i guanti. Prima
di entrare togliere le scarpe, i padroni di casa daranno delle
pantofole. Non
rifiutare, mai, gli inviti perché gli ucraini sono molto ospitali e si
offenderebbero. Ovvio ricambiare l’invito. Kiev
può essere definita una delle più belle città d’Europa, tranquilla,
molto verde ( il 70% dell’area urbana è a zona verde). Ottimi
alberghi, specie il Palace Hotel(city centre). La
città vecchia annovera buona parte dei monumenti storici di Kiev. La
più antica chiesa della città rimasta è la Cattedrale di santa Sofia,
dell’XI secolo. A sud della cattedrale vi è il viale principale della
città, destinato allo shopping. Vulitsya
Khreshchatyk, una via affollatissima è piena di negozi. La Città
Vecchia è facilmente raggiungibile a piedi dal centro. Lungo la via
Andriyivsky si trovano gallerie, negozi, ristoranti, caffè. Più a
nord-ovest si trova l’agghiacciante Museo di Chernobyl, che testimonia
la più grande catastrofe nucleare civile del dopoguerra, che è
avvenuto a solo 100 km. in direzione nord. Impossibile
descrivere le antiche meraviglie di Kiev: cattedrali, il Palazzo
Mariinskij, il Monastero Mykhailiuskyi Zolotoverkhyi. Dalla
metà del XVIII° secolo si nota la presenza di architetti italiani che
costruirono palazzi e chiese. La
capitale conta circa 3 milioni di anime ed è centro politico,
economico, culturale, sportivo e industriale dell’Ucraina. Lo
sviluppo di Kiev è da secoli legato al fatto che sorge sul fiume Dniepr,
uno dei maggiori corsi fluviali navigabili dell’Europa dell’est, con
la foce sul Mar Nero.
Dopo
la caduta del Muro il paese è piombato nella povertà e nel caos. Famiglie
che ora vivono in miseria e prima, senza aver conosciuto la ricchezza,
avevano però una vita decorosa. Ora vi è un’alta percentuale di
etilismo, dato che non vi è lavoro. Nessuno si interessa
dell’agricoltura. Le maestre hanno stipendi bassissimi. I bambini che
mendicano per strada sono a centinaia. Il popolo rimpiange il comunismo
poiché avevano sanità, casa, lavoro, pensioni. La
democrazia ha portato miseria ed in compenso i ricchi sono sempre più
ricchi ed i poveri sempre più poveri. Migliaia di persone chiedono le
dimissioni di Kuchma. L’Ucraina
fece richiesta di entrare a far parte dell’UE nel 1995, promettendo,
su pressione dell’Unione stessa, di abolire la pena capitale; cosa che
avvenne il 22-3-2000, sostituendola con l’ergastolo. Sono
moltiplicate le aggressioni ed intimidazioni contro i giornalisti. La
libertà di stampa è sensibilmente peggiorata dal 2000.
L’Organizzazione “Reporters sans frontieres” ha avuto una ventina
di aggressioni segnalate e scomparse di giornalisti a partire dal 1
gennaio 2000. Krusciov
regalò, ai suoi tempi, la Crimea all’Ucraina, staccandola alla
Russia. Finchè era tutto Urss non esistevano problemi ma, finito il
comunismo i russi rivogliono la Crimea e gli ucraini non sono
d’accordo; terzo incomodo i Tartari (che vivono in Crimea) che
pretendono l’indipendenza. Il
24 agosto 1991 l’Ucraina proclamò la sua indipendenza dalla vecchia e
spavalda Urss ma, ancor oggi, si tende ad associare l’Ucraina alla
Russia! Il
Presidente ucraino Kuchma si è mostrato pro-occidentale, desideroso di
uscire dall’influenza della Russia ma, all’arrivo di un leader forte
come Putin, Kuchma si è riavvicinato, immediatamente, alla Russia
dimenticando il discorso pro-occidentale e dichiarando, in più
occasioni, che l’Ucraina non ha alcun futuro senza la Russia. Il
sogno di una Ucraina pro-occidentale si è dissolto. Tutto ciò che si
può sperare è che il paese rimanga stabile, poiché un conflitto
interno in un tale colosso farebbe tremare l’intera Europa! |
torna alla pagina dei reportage