pagina web di Ercolina Milanesi
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I miei reportage
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In visita a Predappio
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UNA GIORNATA INDIMENTICABILE “ Pochi
giorni fa sono andata a Predappio e mai giornata fu
più gratificante per il mio spirito. Dopo
aver fatto visita alla tomba di Benito Mussolini
ed essere stata presa da intensa commozione davanti al Suo sarcofago, confesso
che qualche lacrima è scesa sul mio volto perché il mio amato Duce è sempre
accanto a me, nei miei pensieri, nei miei ricordi di una gioventù ormai
passata, ma meravigliosa. Il
vedere, poi, nei negozi centinaia di giovani che osservavano interessati i vari
oggetti: portachiavi, fez, magliette, accendini, insomma tutto ciò che recava
l’immagine del Duce e le Sue celebri frasi,
e notare con quanta gioia facevano acquisti, dopo aver fatto i conti
poiché non erano ricchi, figli di papà ma, semplici ragazzi, operai, studenti,
avrei desiderato abbracciarli tutti quanti e dir loro grazie perché, pur non
avendo vissuto il Fascismo, hanno capito che solo Lui ha portato onore al nostro
Paese.
Ho
avuto la fortuna di arrivare in un attimo di pausa per i continui arrivi di
turisti e sono stata accolta in modo gentile da una bella signora giovane che,
come ha saputo del mio acquisto di un quadro di Romano,
di averlo conosciuto tanto tempo fa, prima di farmi visitare la Casa
mi ha portato nel Suo studio per salutarlo. Impossibile
descrivere l’emozione provata quando, aperta la porta, seduto su una poltrona
accanto alla scrivania, non ho visto Romano, ma Benito Mussolini,
tale è la somiglianza col passare degli anni. Emozionatissima
mi avvicino, gli porgo la mano e mi presento, certa che Lui non può ricordarsi
di me e di mio fratello, ormai scomparso con cui era amico, ed invece il nome
Ercolina lo fa sorridere e mi lusinga non poco per come porto i miei tanti,
tanti anni. Si
parla del passato, anche politico, cosa di cui Lui non ha mai voluto parlare ma,
quando io ho detto che Suo padre era stato il più grande statista del 900, mi
risponde: Non solo del 900 ma anche dell’800. Quando
la Sua segretaria gli porge il quadro da me acquistato, sorride dolcemente, con
i Suoi occhi un po’ tristi, per tutto il Suo passato doloroso e per i ricordi
del tempo che fu. Mi sono sentita onorata per la dedica fattami: A
Ercolina, con tanta simpatia e ammirazione. In
quel momento non mi sono più sentita una vecchia signora che vive di ricordi ma
una Piccola italiana che ha avuto un bacio dal Duce e che ha ancora tanto da
dare alla gioventù, insegnare cose significhi onore, gloria, cosa è stato il
Fascismo per la nostra Italia, ora, non allora, tanto martoriata. Ad
un certo punto devo smettere il colloquio con Romano perché, grazie ad un
gentile signore, desidera farmi visitare la casa solo con mio marito e due miei
carissimi amici con la stessa ideologia politica. Come
entro nell’anticamera mi sento
pervasa da sentimenti, emozioni che non so descrivere. Mi
appoggio alla parete, socchiudo gli occhi e vedo Donna Rachele accanto al suo grande
tavolo di marmo bianco che prepara il cibo per i suoi figli, per l’adorato
marito; sento un profumo di cera che emana dai pavimenti misto ad aromi di
vivande; c’è pace, silenzio perché il Duce è in casa e non bisogna
disturbarlo. Vittorio, Bruno, Edda, Romano e Anna Maria
con i loro amichetti sono nella Casa dei giochi, in
giardino, e ridono allegri come solo la fanciullezza ti può regalare momenti
simili. Mi
sento chiamare e di colpo ritorno alla realtà, anche se vorrei rimanere per
sempre in quella atmosfera idilliaca. Quando
entro nello studio del Duce subito noto un grande
quadro di Bruno in divisa dietro la scrivania e penso quanto dolore Mussolini
ha sofferto per la tragica morte di Suo figlio. Ma,
quando entro nella camera di Benito e vedo la Sua divisa appoggiata sul Suo
letto, il dolore è immenso e vorrei urlare tutta la mia rabbia, il mio odio per
chi lo ha ucciso. Come
una automa vago per la casa, quasi non sento ciò che
sta raccontando il vecchio signore, vicino di casa, che ha conosciuti il mio
Duce perché vorrei dire: fermati tempo, anzi ritorna al periodo in cui questa
casa era allietata da una famiglia felice. Quando
ritorno a salutare Romano ho la dolce sorpresa di vedere una macchina
fotografica che è pronta a scattare il nostro incontro, l’incontro di due
vecchi signori che hanno vissuto un periodo meraviglioso, finito, poi, così
tragicamente. Salutiamo
tutti, i turisti arrivano, le automobili non si contano, quanti saranno coloro
che vengono a Villa Carpena per curiosità o
per rivedere dove visse il più grande statista e Capo del governo italiano che
tanto bene fece ad un popolo ingrato? Non si può sapere, però arrivano ogni
giorno, italiani e stranieri, dunque il Fascismo non è “il male assoluto”
come un rinnegato ci vuol far credere, bensì un uomo d’onore, coraggioso,
tutto dedito alla Sua Patria e fra centinaia d’anni sarà sempre ricordato. Mentre
mi allontano volgo lo sguardo, ancora una volta, a quella casa e, con la mente,
vedo i ragazzi che dalla Casa dei giochi mi salutano con la mano, quasi un
arrivederci e lo sarà, perché son certa li rivedrò
tutti lassù, saremo insieme, lontani dal male e da qualsiasi dolore. Grazie,
o mio Duce, per ciò che hai fatto, per ciò che hai dato ai giovani, per averci
insegnato cosa vuol dire Patria, Onore e Famiglia ! |
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