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GLI
USA NON SI FERMANO MAI
L'amministrazione
Bush prepara in segreto i piani per un
attacco militare contro l'Iran. Lo sostiene, in un articolo esclusivo
per il settimanale New Yorker, Seymour
Hersh,
il giornalista investigativo che per primo rivelò il massacro di My
Lay in Vietnam. Secondo il New Yorker,
il primo obiettivo dell'operazione è la distruzione degli impianti
nucleari in costruzione in Iran. Tuttavia i neo
conservatori che circondano Bush non
nascondono la speranza di provocare un'insurrezione che rovesci il
regime degli ayatollah.
L'articolo cita un alto funzionario recentemente estromesso dai servizi
di spionaggio americano. Questo funzionario, che sarebbe al
corrente del piano, ha rivelato: «La nostra è una guerra contro
il terrorismo, e l'Iraq è soltanto una prima campagna. La prossima
campagna sarà in Iran. Abbiamo dichiarato guerra e i nostri nemici sono
i terroristi, dovunque essi siano. Abbiamo davanti altri quattro anni, e
alla fine vogliamo dire di avere vinto il terrorismo». Un'altra fonte
avrebbe confermato: «I civili nel Pentagono vogliono intervenire in
Iran e distruggere il più possibile delle infrastrutture militari».
Il portavoce della Casa Bianca Dan Bartlett
ha definito l'articolo «pieno di inesattezze»
ma non ha smentito l'esistenza del piano. «Ovviamente - ha dichiarato -
l'Iran ci preoccupa, come preoccupa tutto il mondo. Nessun presidente
americano, in nessuna circostanza storica, ha mai escluso l'opzione
militare.
Tuttavia il presidente Bush ha sottolineato
che crede di poter sostenere le iniziative diplomatiche in corso». Gli
Stati Uniti non si sono associati all'iniziativa dell'Unione Europea per
trattare con l'Iran lo smantellamento di alcuni
impianti nucleari in cambio di aiuti e garanzie di non aggressione.
Il New Yorker sostiene che una task force
militare americana è già penetrata nella parte orientale dell'Iran e
ha iniziato la ricerca di impianti nucleari segreti, sulla base di
informazioni ricevute dal Pakistan. In cambio delle informazioni il
presidente pakistano Pervez Musharraf
avrebbe ottenuto da Bush l'assicurazione che
gli Stati Uniti non insisteranno per la consegna di Abdul
Qader Khan, lo scienziato nucleare pakistano
che ha fornito materiale per la costruzione di bombe atomiche a Libia,
Iran e Corea del Nord. Nelle scorse
settimane Bush avrebbe già firmato «una
serie di ordini segretissimi con l'autorizzazione di condurre operazioni
militari segrete delle forze speciali contro sospetti obiettivi
terroristi in dieci nazioni del medio oriente e del sud est asiatico».
«Le mie fonti - scrive Seymour Hersh
- mi hanno detto più volte che il prossimo obiettivo strategico sarà
l'Iran. L'ex funzionario dei servizi segreti mi ha spiegato: Tutti
dicono, non potete pensare sul serio di attaccare l'Iran. Guardate
quello che è successo in Iraq. Ma i
neoconservatori sostengono di avere imparato una lezione in Iraq. Non
una lezione militare, ma politica. Questa volta, dicono, non faranno
conto sulla Cia e sulle sue obiezioni».
Nel secondo mandato di Bush, sostiene il New
Yorker, la Cia
avrà un ruolo sempre meno importante e le informazioni per la guerra
contro il terrorismo saranno raccolte dai
servizi segreti del Pentagono. La legge sui servizi di spionaggio attualmente
in vigore richiede che tutte le operazioni clandestine della Cia
all'estero siano autorizzate dal presidente e riferite al parlamento. I
servizi segreti del Pentagono hanno meno restrizioni legali e il
ministro della difesa Donald Rumsfeld
ha ottenuto mano libera da Bush.
Subito dopo le elezioni, Rumsfeld ha
convocato i capi di stato maggiore e ha sostenuto che gli elettori
americani avevano ascoltato le voci contrarie alla guerra e le avevano
sconfessate con il voto. Lo stesso concetto è stato espresso da Bush
in una intervista al Washington Post.
«Gli elettori - ha detto il presidente - hanno visto la differenza
sull'Iraq tra me e l'altro candidato e hanno scelto me». Nonostante
le critiche per le torture dei prigionieri e l'insurrezione in Iraq, la
posizione di Rumsfeld in seno al governo è
ora più forte, e la guerra potrebbe continuare su altri fronti.
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