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I miei articoli politici
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IL TRIUMVIRATO PORTA SOLO BRUTTE PROFEZIE “ Secondo la riflessione di Elémire Zolla a proposito di numeri e
archetipi, in particolare sul tre” Le divisioni ternarie sono
istruttive perché le triadi sono coppie congiunte Da Cesare a Napoleone, che partirono in tre e arrivarono a dare il nome a
fenomeni di esclusivismo assoluto, imperiale. Ma può andare anche
peggio, perché a volte l’algebra del potere tripartito si accartoccia
su se stessa e del comando, della sua gloria arrogante, non resta pietra
su pietra. Alludo alla combinazione Alemanno-La Russa-Matteoli. Il leader di Destra
Protagonista La Russa, peraltro designato con formula latina “primus
inter pares,” il leader di Destra Sociale Alemanno e il leader di
Nuova Alleanza Matteoli hanno costituito un triumvirato. Però il triumvirato di A.N.sa un po’ di trucco, perché saranno dieci
anni che nel partito non si tiene un autentico congresso, non si fa una
vera conta, per cui nessuno, oggi, sa veramente quanto pesa e quanto
vale ciascuno dei tre reggenti. Anche per questo insospettisce l’ilare e obbligata disinvoltura con cui
gli stessi Alemanno, La Russa e Matteoli hanno accolto il giornalistico
riciclaggio dell’antica definizione triumvirale, che risale appunto a
certi compiti operativi della Roma repubblicana, dove c’erano
tribuni”capitales” addetti alla pena di morte, o “nocturni”, cioè
abilitati a mantenere l’ordine di notte, “epulones”, più o meno
sacri vivandieri . Pure allora il tre era un numero strano. Applicato alle solite faccende
del potere, finiva per generare una specie di fenomeno contro natura. Un
“ monstrum” a tre teste così definito da Cicerone. Il primo ufficioso triumvirato (60
a. C.) di Cesare, Pompeo e Crasso passò dei guai e Cesare fece fuori
gli altri due. Duemila anni dopo venne in mente, curiosamente, a Don
Giuseppe Dossetti riguardo a Berlusconi-Fini-Bossi l’immagine del
mostro a tre teste. Forse perché gli archetipi non hanno limite di
millennio, sono universali. Raramente i triumviri, o “tresviri”,partono in buona fede, mentre fin
troppo spesso è il potere stesso a sfuggirgli di mano, per farsi poi
radunare da uno solo, o da nessuno. E’ insomma : divide et impera. Fu Fini, anni fa, ad inventare la
corrente di Matteoli ma in fondo è sempre la solita storia , la
sciagurata legge del tre. Si trascuri dunque il passaggio di poteri statutari in AN, tutto quanto fa
parte del normale e legittimo tasso di ipocrisia vigente nei partiti. Più
interessante è che Robespierre fondò e fece parte di ben due
triumvirati prima di finire nel modo in cui è finito. Non dimentichiamo che esistevano “ i quadrumviri “che fecero la Marcia
su Roma, ma quanti militanti di AN ne conoscono i nomi? Si chiamavano:
Balbo, Bianchi, De Bono, De Vecchi e due fecero una fine orrenda. Il
numero quattro del resto fa già parte del molteplice, mentre il
triumvirato è così unico e assoluto che alla fine comanda uno solo o,
peggio, nessuno. Di un particolare vi è certezza: il triumvirato porta brutti presagi e
gli italiani sanno attendere e stanno a guardare !
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