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I miei articoli politici
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EMANUELE FILIBERTO A “PORTA A PORTA”
Come al solito, Bruno Vespa, offre agli spettatori televisivi un paio d’ore di interessanti notizie riguardo alla politica ed al sociale. Ieri sera ha invitato, nel suo salotto, Emanuele Filiberto, figlio di Vittorio e Marina Doria per conoscere il motivo per cui i Savoia avrebbero la pretesa di un risarcimento danni di 260milioni di euro dallo Stato Italiano. Gli intervenuti al dibattito erano diversi: politici, giornalisti, storici e persino il presidente Cossiga che ha allietato, non poco, con le sue solite battute salaci, ed il povero Vespa ha faticato non poco ad ottenere risposte alle sue domande dirette a Emanuele Filiberto che, difetto di famiglia, continuava a svicolare. Tranne l’avvocato dei Savoia e un monarchico che hanno dato ragione per questo risarcimento danni…tutti gli altri hanno espresso disgusto per simile richiesta al popolo italiano. Quel giovin uomo dal nome Filiberto ha parlato pacatamente, signorilmente (altrimenti che cavolo di principe sarebbe) e ha sciorinato la storia dei Savoia come la più grande casa regnante del secolo e suo padre come legittimo erede dei beni ( solo un quinto, dato che le zie Maria Gabriella e Maria Beatrice hanno già avuto la loro parte ma, solo dei beni di famiglia, non dello stato) e tutti i regnanti in Europa hanno avuto di ritorno i loro beni immobiliari dai loro stati. Dunque Emanuele Filiberto, ma soprattutto suo padre, pretendono, come da loro diritto..lo dicono loro…260milioni di euro per il lungo esilio che hanno dovuto subire. Il furbetto Filiberto ha dimenticato che al loro ritorno in Italia, volevano essere considerati solo italiani, non pretendevano nulla, solo per la nostalgia del loro Paese avevano deciso di lasciare la Svizzera. Ma che bravino il cocco principino, senza coroncina, e che sentimentale!!!! Ora, però, che la famiglia Savoia è stata accettata in Italia gli agnellini sono divenuti lupi. Secondo il Filibertino, anima umanitaria, tutto dedito al popolo, quasi come un comunista, richiede i beni Savoia, compresi i gioielli che sono sempre nella Banca d’Italia ( almeno si spera, con tutto il passaggio di vari governi…) e le proprietà immobiliari, castelli, tenute, etc.etc. che spettano a suo padre, come erede diretto, ma non per scopo di lucro, bensì per puro spirito umanitario. Il suo intento è aprire una fondazione per aiutare i poveri, costruire scuole, insomma tutti quei 260milioni di euro sono per il popolo. OK, altezza, però con i soldi degli italiani, dato che lo stato, essendo indigente, ci tasserebbe ulteriormente per dare a voi quei milioni. E chi si fiderebbe dei Savoia? Nessuno, tranne qualche nostalgico, ovvio ricco, della monarchia. Ma sono pochini, proprio pochini. E quel principe del Foro che vi assiste e si prodiga per farvi avere gli agognati milioni quanto verrebbe a costare la sua parcella miliardaria se, puta caso, vinceste la causa? E anche quella dovremmo pagarla noi italiani. Se i Savoia vogliono fare del bene al loro Paese, essendo ricchissimi, perché non hanno ancora scucito una lira, pardon, un euro, per le famiglie bisognose? Lasciamo perdere, che è meglio…. Inutile le sue recriminazioni continue nel dire che lui è nato negli anni 70, indi non è responsabile di ciò che ha fatto suo bisnonno Vittorio Emanuele III. Ma lo vada a dire a chi ha perduto dei familiari per le leggi antisemite che il bisnonno ha approvato. Bastava che lui non firmasse e Mussolini non avrebbe potuto metterle in atto. Ma l’onta più grave per i Savoia e che il popolo non dimentica è la fuga di un re che, invece di restare al suo posto, con onore, e forse ci sarebbe stato meno sangue versato da tutte le parti. Il principe mancato, che parla un italiano da svizzero, non si rende conto, spero, che la sua famiglia ha avuto troppi incresciosi incidenti ( chiamiamoli così) dalle zie, dal padre che non denotano certo una posizione regale. Durante Porta a Porta Vespa ha letto due lettere: una delle due zie, sorelle del padre ed una di Amedeo, Duca d’Aosta, che sono indignati delle pretese assurde dei loro parenti. Anche se non vuole ammetterlo e lo ha rinnegato, Emanuele Filiberto, deve massimo rispetto ad Amedeo, perché, per volere di suo nonno Umberto la “corona virtuale di re d’Italia” spetta solo a lui. Famiglia Savoia svizzerotta, pensavate, forse, che gli italiani sono tutti cretini e solo voi menti eccelse? Volevate fregarci, siete entrati in Italia come povere vittime esuli dalla Patria amata. Palle! Siete ritornati solo per lucro, illusi di essere ancora potenti, ancora regnanti. Ma di che? Il rampollino vuole darsi alla politica, anche se ha fatto le gnorri quando gli è stato chiesto. Ha ragione Calderoli: perché non ve ne tornate in Svizzera? Se prima eravate quasi ignorati, ora siete disprezzati per la volgare richiesta di risarcimento. E’ l’Italia che deve chiedere risarcimento per tutto quello di male che è stato compiuto in nome della famiglia Savoia e voi ne fate parte!
ERCOLINA MILANESI |
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