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I miei articoli politici

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ANCHE I GATTI NELLA FINANZIARIA 

 

La fantasia dei nostri onorevoli asini non ha limite, le boutades dell’UE sono state declassate.

Sono certa che nessun stato ha mai pensato di incentivare i padroni dei graziosi felini a castrarli per non prolificare.

Ma i nostri burocrati, dalla mente acuta, dalla viva intelligenza, sempre previdenti a provvedere in anticipo per evitare conseguenze più o meno “ disastrose”, come la nascita di una bella cucciolata di micetti, dopo aver cogitato a lungo ( chissà quale mal di testa, poveretti…) sono arrivati ( dopo ore e ore di estenuante sforzo mentale) alla decisione di castrare i bei gattoni e togliere loro la soddisfazione di un approccio sessuale con una bella gatta.

Ci si chiede: lo sono o…lo fanno…?

Lo sono e come se lo sono!!!

Ma quale fastidio danno quelle povere creaturine così graziose che, oltretutto, decimano le migliaia di topi che infestano le nostre città?

Che sia lapalissiano gli italiani non amino particolarmente gli animali, specie gatti e cani, è incontrovertibile, basta vedere cosa succede durante le vacanze estive quando i padroni abbandonano i loro amici per andare in ferie e quest’anno abbiamo battuto il record di 350.000 animali sbattuti fuori casa, senza cibo e acqua e pure gettati dalle auto in corsa nelle autostrade. Come siamo umani….

Qualche giorno fa, l’ex Ministro Castelli, in un suo intervento al Parlamento, ha fatto notare come sia poco coerente nella Finanziaria sprecare dei soldi per castrare dei poveri micioni, quando si dovrebbe prestare aiuto a chi ne ha veramente bisogno.

E’ stato fortissimo Castelli quando ha detto: “ Ho chiesto al mio gatto cosa ne pensasse di questa castrazione e lui mi ha risposto che ne avrebbe parlato ai suoi amici. Il giorno dopo la risposta è stata lapidaria: niente castrazione per lui e per i suoi amici, tutti d’accordo”.

Le famose gattare di Roma che, ogni giorno, portano cibo ai gatti e sono divenute un’istituzione, sono contrarie a simile mutilazione ai loro beniamini. E non dimentichiamo per chi visita l’Urbe, che si tratta di una città cult per chi è attento al felino, in quanto fenomeno estetico e di costume, nonché compagno di una vita e membro della famiglia. I gatti di Torre Argentina sono noti in tutto il mondo come “ the Roman Cats” e una simile fama è davvero meritata: dove è mai possibile vedere dei signorotti a quattrozampe farsi ammirare ben tronfi insieme alle rovine, quasi fossero là anche loro dalla notte dei tempi? Persino da San Francisco parte, ogni anno, un “ tour degli amici dei gatti romani” che visita colonie feline e luoghi d’arte, con grande considerazione per entrambe.

E allora, cari politici, la vogliamo togliere dalla Finanziaria questa legge cretina che deve essere stata inventata da un nemico degli animali o da una persona che vuole imitare i grandi geni dell’UE che più che leggi idiote non sanno fare? Quelli almeno se la prendono con le verdure, non con i bei micioni. Almeno per ora, poi chissà che, a loro volta, non vogliano imitare gli italiani….

Pensandoci bene, perché castrare solo i gatti?

Quanti sono gli stupri che succedono troppo spesso nel nostro paese?

Ecco chi si dovrebbe castrare !

 

ERCOLINA  MILANESI


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