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GIOVANI COMUNISTI CONTRO PUTIN


Il Presidente russo Vladimir Putin si è incontrato con il Presidente Prodi a Bari, in Prefettura, ove hanno avuto un colloquio dedicato ai temi bilaterali e dominato dalle questioni energetiche.
La città tranquilla, strade vuote, 1.500 unità delle forze di polizia, elicotteri che volteggiavano nel cielo per controlli di sicurezza.
Pareva tutto dovesse procedere nel migliore dei modi e che l’arrivo del Presidente Putin, massimo esponente di una superpotenza atomica ed energetica, avrebbe dovuto avere il benvenuto dai compagni comunisti per cotanto onore.
Invece i cari “ angioletti dei centri sociali” , i giovani comunisti di Rifondazione Comunista, partito Marxista-leninista italiano, partito Alternativa comunista, comitati e associazioni studentesche, in totale 200, si sono riuniti in piazza Ferrarese per contestare il “piccolo zar”.
Che i comunisti italiani siano comunisti del cavolo è notorio perché del comunismo non ne sanno nulla, i giovani sono di una ignoranza talmente crassa, specie in storia, che se non fossero indottrinati, scambierebbero comunismo con capitalismo.
Gli studenti, poi, quelli di ottima famiglia, figli di imprenditori, indi più che agiati, si spacciano per comunisti per essere controcorrente, si sentono più “in”, ma automobili di lusso, pecunia ragguardevole in tasca a questo non rinunceranno mai.
Ed allora come mai hanno voluto fare una manifestazione ( molto piccola, dato che 200 persone passano inosservate) con striscioni contro il compagno Putin?
Che contestino gli americani e gli inglesi si può comprendere, dato che sono sporchi capitalisti, ma l’orgoglio di definirsi comunisti dove è andato a finire?
Si sentono i paladini della Cecenia, il portavoce dei giovani comunisti baresi Carella spara: “ saremo noi a chiedere conto al signore del Cremino dei morti in Cecenia, le violenze e le torture perpetrate”. Ma il tocco di classe è stato lo slogan: “ No Putin, no party”. Questo è il massimo del quoziente di intelligenza dei giovani comunisti italiani.
Questi giovani trinaricciuti hanno dimenticato che il comunismo è la dottrina fondata da Marx e Engels, verso la metà dell’ Ottocento, che propugna l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione e la distribuzione dei prodotti secondo i bisogni di ciascuno?
Come si viveva bene al tempo di Stalin anche se mandava i” cattivi” a soggiornare per lungo tempo e fino alla morte in Siberia i dissidenti…. Si calcola 100 milioni di morti durante la sua dittatura, ma era “cosa buona” per i compagni. La religione era l’oppio dei popoli, giusto eliminare ogni simbolo religioso e adibire le chiese a circoli per i compagni. La proprietà era un furto, dunque tutto dello stato. Come dice, giustamente, Padoa Schioppa: “ arricchirsi è un reato”, vero emulo staliniano.
E allora come la mettiamo, cari giovani comunisti italiani, con il vostro dissenso al Presidente Putin che avete avuto l’ardire di contestare?
Decidetevi, perché siete incoerenti. Il comunismo non è morto, è sempre attivo, dunque se vi sentite comunisti comportatevi come tali e non cercate di prevaricare Putin perché è sempre il capo del KGB e con lui non si scherza.
Aforisma di André Malraux:” Un comunista intelligente non è mai in buona fede. Un comunista in buona fede non è che uno sciocco”.

ERCOLINA MILANESI

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