QUESTO PAZZO, PAZZO MONDO
Invece che scioperare i rumeni possano partecipare al Servizio Civile Nazionale,alla “Mini Naja” e a tutti i momenti di formazione del volontariato.
Come consigliere del Presidente del Senato Rumeno, sento il dovere di invitare la comunità rumena in Italia, a non aderire allo sciopero dei migranti, previsto per il prossimo 1 marzo.
La Costituzione Italiana , garantisce ad ogni lavoratore il diritto di sciopero, ed ogni lavoratore è libero di esprimere la richiesta dei propri diritti anche tramite questa forma di lotta. Sono però altrettanto sicuro che, aderire ad una forma di protesta come questa, sia un danno per la nostra comunità . Non esistono problemi dei lavoratori immigrati e dei lavoratori italiani, esiste una questione di giustizia sociale che prescinde dall’appartenenza etnica, nazionale o religiosa.
Le giuste lotte per un salario giusto, la sicurezza sui luoghi di lavoro , le pari opportunità tra uomo e donna, le rivendicazioni per abitazioni sane e confortevoli non si fanno auto escludendosi, ma le si attuano assieme ai lavoratori italiani.
Per troppo tempo l’immigrazione è stata usata come strumento di divisione e contrapposizione con gli italiani creando artificiose “guerre fra poveri”. E’ giunto il momento di ricordare che non esistono lavoratori immigrati e italiani, ma esistono dei lavoratori , come non esistono imprenditori immigrati e imprenditori italiani, ma imprenditori. Questo ci porta alla conseguenza logica che le lotte e le rivendicazioni si fanno all’interno delle strutture italiane e con gli italiani.
I cittadini romeni sono cittadini comunitari e, pertanto, portatori di diritti e doveri pari agli italiani e maggiori rispetto agli immigrati extra comunitari. Dobbiamo ricordarci che siamo parificati in tutti i settori della vita civile ai cittadini italiani e proprio per questo che le nostre giuste battaglie le dobbiamo portare avanti con gli italiani.
Sul piano dell’integrazione vogliamo passare dalle parole ai fatti. Per questo avanzo una serie di proposte operative sul quale mi auguro che vi sia la convergenza di tutte le forze politiche e sindacali italiane
1) Essendo un convinto sostenitore del volontariato e della forza aggregatrice di questo settore , sarebbe auspicabile, che su base volontaria il Servizio Civile Nazionale fosse aperto ai ragazzi della comunità romena;
2) L’esercito e le forze armate hanno sempre rappresentato nella storia italiana momenti di unificazione e integrazione, per questo, chiedo al Signor Ministro della Difesa, Onorevole Avvocato Igniazio La Russa, di poter aprire ai ragazzi della comunità rumena residenti in Italia il progetto di mini varato dal Governo;
3) Sensibilizzazione della comunità rumena sulla possibilità di partecipazione ai corsi di formazione , organizzati dagli enti locali, per diventare guardia ecologica volontaria
4) accesso ai momenti formativi nell’ambito del volontariato sociale (protezione civile, ambulanze ecc ecc)
Invito, inoltre, i giovani rumeni ad avvicinarsi al mondo dello sport che, oltre ad avere effetti positivi dal punto di vista fisico, rappresenta un fattore di scambio e integrazione con la comunità italiana.
Ho voluto avanzare proposte chiare semplici e di tecnicamente realizzabili, nella speranza che esse trovino un supporto da parte delle istituzioni e delle forze politiche e sociali italiane. Allo stesso tempo, auspico che le associazioni rumene in Italia , possano trovare su queste idee la più ampia convergenza e unità d’azione.
Marian Mocanu
Consigliere Onorario del Presidente del Senato della Romania
E bravo il Consigliere Onorario Marian Mocanu a chiedere così poco: volontariato, protezione civile, ambulanze e…ci mancava anche questa: la naia per i ragazzi rumeni.
E’ proprio vero che non tutti i pazzi sono al manicomio, perché fare delle richieste simili è indice di aberrazione mentale. Sono così bravi, corretti, affidabili i rumeni che il migliore, come minimo, è un ladro, stupratore, assassino ( una piccola parte si salva, confermo) ed ora vorrebbero entrare nell’esercito italiano. Ma chi si credono di essere questi extracomunitari e quel folle Consigliere perché li manda in Italia e non se li tiene nella loro patria? E’ notorio che la delinquenza rumena è molto alta, difatti le galere sono colme di delinquenti ed è per questo che stiamo subendo un’invasione di “brave persone”. Vengono in Italia perché i reati in Romania sono condannabili e non esistono arresti domiciliari, devi scontare la condanna in galera. In Italia, invece, per il buon cuore dei magistrati, anche se uccidi uno la galera non la fai.
Nel volgere di pochi anni, grazie all’invasione selvaggia di stranieri, ci troviamo in una situazione talmente anomala che ci conviene fare la valigia di cartone, come ai tempi dei nostri italiani quando emigrarono in America, e cambiare stato. Ma dove? L’Europa, ormai, è terra loro, dunque non ci rimane che una terra di nessuno, ma esiste, poi? Se fosse possibile rimarrebbe il Paese di Shangri-La, immaginario, ove non si invecchia e muore mai e si vive felici e in pace.
ERCOLINA MILANESI