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I miei articoli politici
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A CHE SERVONO LE UNIVERSITA’ IN ITALIA?
Al nulla assoluto. Le università italiane sono le peggiori d’Europa, grazie a chi le frequenta. Diciamolo chiaramente la massa degli universitari è di una ignoranza talmente pietosa che ci si domanda come abbiano fatto ad entrare in un ateneo. Il latino per loro è arabo, la matematica costringe le meningi ad uno sforzo estremo, dunque meglio non cercare di capirla neppure. Le altre materie o non si capiscono o non si ha desiderio di impararle e poi non servono a nulla, sempre secondo gli attuali, parte s’intende, universitari. Basta guardarli in faccia, notare il loro sorriso ebete, il pugno alzato da veri comunisti, i loro striscioni che si portano sempre nei cortei con frasi talmente cretine che fanno piangere, altro che ridere. Le uniche cose che sanno fare… e ce la mettono tutta per riuscirci bene…sono le proteste, occupazioni, sit-in, picchetti, slogan con megafono e striscioni spray ed ora l’ultima novità il corteo d’istituto, interno alla scuola. In parole povere stanno facendo le prove per quando usciranno all’aperto. La nuova moda del corteo interno nasce a Milano dalla Statale, dove la processione di studenti ha sfilato tra i chiostri ed è arrivata sino alla mensa dell’ateneo. Un povero cretinetti di nome Lodovico dell’Istituto Boccioni ha detto che il corteo interno è stato un modo per far capire a tutta la scuola l’importanza del corteo studentesco che ci sarà venerdì. Il corteo interno di ieri, il primo , sia alle superiori sia all’università è stato anche una occasione di festa: ”Gelimini sei scappata-recitava lo striscione sventolato dai ragazzi del Boccioni-La scuola è nostra”. “Abbiamo messo in fuga il ministro-sostengono i Collettivi –La Gelmini non si è presentata a Milano, dove doveva prendere parte ad un convegno , per paura delle nostre proteste”. Ecco con queste frasi si sono bollati da soli: poveri mentecatti, ignoranza crassa, illusi di essere qualcuno per le loro occupazioni delle scuole che servono solo a non fare ore di lezioni. In verità fanno pena quei poveri cretinetti che altro non sono. Voglia di studiare non ne hanno, frequentano l’università per fare solo contestazioni, cortei e baggianate simili. Però a loro basta essere ripresi dalla televisione per sentirsi importanti ed appagati. Ciò che stupisce è la classe dirigente delle università che dovrebbe espellere per sempre questi pseudo rivoluzionari, mentre accetta tutte le umiliazioni a cui sono sottoposti, o forse non se ne rendo conto o ha il timore di quei quattro imbecilli. La scuola, un tempo, era una cosa seria, ora oltre ad essere divenuta una pagliacciata, fornisce laureati che hanno la stessa cultura di un bambino delle elementari. Però sono bravi a fare i rivoluzionari e le contestazioni! Con tutte le disgrazie che si sono riversate sul nostro paese e sul mondo, pare impossibile che debbano esistere ancora degli sfaccendati che invece di preoccuparsi del loro futuro, preferiscono giocare alla guerra.
ERCOLINA MILANESI |
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