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LA SVEZIA LOTTA PER INTEGRARE GLI IMMIGRATI MUSULMANI 

 

La Svezia ha accolto favorevolmente gli immigrati ma, ora, sta affrontando la difficoltà di integrarli nella società, specie nella città di Rosengaard, a sud di Malmoe, dove vi è un afflusso enorme di stranieri. Sino agli anni 90 Malmoe era una città industriale, ricca e tranquilla. Con l’arrivo della massa di immigranti è arrivata la delinquenza giovanile e la disoccupazione, e la città che conta 280.000 abitanti, un terzo stranieri e 60.000 sono  musulmani, la situazione rischia di divenire molto ardua da affrontare. I nuovi arrivati si recano dagli amici e membri di famiglia che offrono loro case e disponibilità. E così la zona scelta è emarginata, con alti tassi di crimine e disoccupazione. L’errore fatto dal governo svedese è stato quello di aver accolto troppi immigrati in brevissimo tempo. Mentre verso la fine degli anni 50 e degli anni 60 sono stati accolti come lavoratori necessari, poco alla volta sono arrivati rifugiati politici a cui è stato dato ricovero, aiuti e scuole per imparare lo svedese ma inutilmente. Si sono ghettizzati da soli. Le loro usanze continuano. Le donne velate camminano dietro gli uomini, prima di parlare guardano il marito come per chiedere il permesso che è rifiutato, anche nei centri commerciali, ove di commercianti svedesi non ve ne sono quasi più; solo al centro commerciale più grande 28 dei 30 commercianti sono musulmani.

La criminalità giovanile è un grave problema, con differenti generi di crimini: assalti alla polizia con pietre gettate alle loro automobili, furti, schiamazzi notturni, nessuna voglia di lavorare e di studiare la lingua che li ospita. Fanno le vittime e si sentono discriminati. Parecchie le moschee ove gli imam continuano a ripetere che loro hanno accettato una parte delle regole svedesi per integrarsi, però anche gli svedesi devono fare altrettanto.

Malek Hassan, 22enne, seduto sulle scale di un condominio dove sporgono parabole satellitari che portano nelle case degli immigrati programmi TV stranieri, racconta che i giovani diventano delinquenti perché non hanno lavoro, né soldi. Devono sopravvivere ma, non parlando la lingua, sono disoccupati. Ma il vero problema è che loro vivono in Svezia come vivevano nei loro paesi, non lavorano e nemmeno cercano un lavoro. Ecco il perché della delinquenza.

L’immigrazione in Svezia è una cosa facilissima e grazie ad un generoso Welfare l’integrazione è più facile di qualsiasi altro paese d’Europa, tipo la Francia.

Lo Stato Svedese è generoso, dà ogni cosa a chi arriva. Gli svedesi sono più tolleranti dei danesi, il vero problema è che loro non vogliono lavorare, vogliono solo avere denaro o lavorare in nero, quando ne hanno voglia.

Se continuerà così la situazione in Svezia potrebbe esplodere in 10 o 15 anni,  come già in altre parti d’Europa.

 

ERCOLINA  MILANESI

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