Il miglior politico italiano: Bossi, leader della Lega
Il leader della Lega alla festa dei popoli padani: "Una catena umana sul Po contro gli extracomunitari". . E Casini lancia il Grande Centro: ''Basta diktat del Carroccio, serve un partito nuovo''. Fini al Senatùr: ''Suicidio è negare i diritti agli immigrati'' ma il leader leghista: '''Diritti? Sì a casa loro''. Il ministro per la Semplificazione sulle voci di elezioni anticipate: ''Noi intendiamo realizzare le riforme quindi è importante che il governo vada avanti'' commenta''La Padania sarà libera con le buone o con le meno buone''. Umberto Bossi alza i toni nel suo saluto finale alla festa dei popoli Padani oggi a Venezia e rilancia la tematica secessionista. "La libertà - ha detto il leader leghista - è un diritto anche ottenerla in tutti i modi". "Non andremo in pensione finché non arriveremo alla libertà", ha rimarcato ricordando che "solo l'unità ci garantisce il raggiungimento della libertà".
Bossi ha parlato sotto allo striscione appeso sul grande palco galleggiante con lo slogan "soffia il vento della libertà" e ha rilanciato la catena umana sul Po, il prossimo anno, per protestare contro l'afflusso di extracomunitari nel Nord del Paese. Accolto da applausi e grida di saluto, il senatur ha parlato anche di federalismo fiscale e gabbie salariali tornando sulla necessità di rapportare i salari al costo della vita. "Abbiamo visto che la Bce ha detto che c'è una differenza tra nord e sud - dice il leader del Carroccio - La vita costa di più al nord del 17%".
Quanto all'alleanza con il Pdl ha assicurato che è fondamentale e non c'è nessuna crisi nel rapporto con Berlusconi perché se "da soli si arriva prima, alleati si va molto più lontano". E a chi attacca la Lega ha spiegato: "Siamo qui anche quest'anno, non molleremo mai finché non avremo ottenuto i nostri diritti di libertà. Siamo qui per ricordare a tutti che è passato il federalismo e che lo Stato da centralista è diventato federalista". Per Bossi la Lega punta a raggiungere "risultati epocali".
Prima dell'inizio del comizio il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, ha cercato di stemperare i toni della polemica tra Bossi e il vicepresidente della Camera Gianfranco Fini. "Sarà necessario sedersi attorno ad un tavolo, ma credo che sia una boutade estiva e basta. Periodicamente arrivano e poi le piogge dell'autunno se le porta via", ha detto l'esponente leghista, annunciando che "la settimana prossima Bossi vedrà Fini e credo che poi Fini vedrà Berlusconi, e per la fine della prossima settimana non ci sarà più problema". "Il nostro vangelo è il programma elettorale - ha detto ancora Calderoli - E noi intendiamo realizzarlo. E' evidente che se qualcuno dovesse discostarsi da questo programma si aprirebbe una questione politica. Ma sarebbe una pazzia, nel mezzo di una crisi, andare ad elezioni. Noi intendiamo realizzare le riforme quindi è importante che il governo vada avanti".
Sul palco anche il Ministro dell'Interno, Roberto Maroni che torna sulle dichiarazioni di Bossi sul caso escort e sulle vicende delle ultime settimane che riguardano il presidente del Consiglio. "Io sono convinto che gli attacchi contro Berlusconi siano contro di noi: vogliono rompere la nostra alleanza. Siamo noi l'oscuro oggetto di queste manovre", ha detto il titolare del Viminale che chiede al premier "di non spaventarsi e di non cedere ai ricatti e tenersi stretta quella parte di maggioranza che garantisce le riforme".
Secondo Maroni i numerosi colpi inferti alla criminalità organizzata stanno facendo muovere i boss che starebbero tramando di colpire. "Sarà un caso che ci sono dei segnali che i pezzi grossi dalle carceri stanno pesando di fare qualche cosa" dice il ministro dell'Interno che aggiunge "noi non abbiamo paura. Noi diamo fastidio: la Lega da fastidio".
Inutile negarlo, Bossi è l’unico leader che, con il suo partito, cerca il bene per l’Italia.
Fini, invece, vorrebbe che arrivassero a milioni gli immigrati in Italia e riconoscere loro tanti e solo diritti per poter avere più voti alle prossime elezioni.
I vari politici del PD e PDL sono inaffidabili perché incoerenti e pensano solo al dio denaro.
La scena più pietosa è vedere la bandiera con lo scudo crociato e i vari politici che auspicano il ritorno della DC. Ci mancherebbe un colpo del genere e l’Italia sarebbe finita, già lo è a buon punto. Evidentemente Casini la storia la conosce poco o nulla.
La Lega è rappresentata da onesti lavoratori che non piantano grane, pensano solo a riportare a galla la nostra Patria e ovviamente dare uno stop agli immigrati perché, in uno stato civile, prima si deve pensare ai propri figli, poi dare un aiuto, se possibile, agli extracomunitari ma al loro paese.
La politica di Fini è errata al massimo, solo propensa all’opportunismo.
Do ut des è la sua formula preferita.