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I miei articoli politici

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“ ANNAN  ACCUSA  I  GRANDI  DELLA  TERRA “

 

IL  MANCATO  IMPEGNO  IN  SUDAN E’  PIETOSO E  SENZA  SCUSANTI

 

 

Pubblicato sul “ New York Times” l’ultimo, rabbioso appello di Annan alla comunità internazionale per sbloccare l’impasse e intervenire sul dramma umanitario del Sudan.

Nonostante i miliardi in aiuti promessi, spiega Annan, “la popolazione non mangia promesse”.

Da tempo, aggiunge, conosciamo benissimo come stanno le cose, i crimini che sono stati e vengono commessi nel Paese. Il fallimento della comunità internazionale nel garantire la sicurezza nel Paese  è pietoso e senza scusanti e ha avuto conseguenze drammatiche per decine di migliaia di famiglie.

Secondo Annan questo è l’anno decisivo per il Sudan, il più grande Paese dell’Africa. Ad Oslo, questa settimana, i donatori hanno promesso 4,5 miliardi di dollari in aiuti per il Sudan, ma il tempo a disposizione sta finendo per la popolazione.

Occorre trasformare immediatamente le promesse in contanti per finanziare altre forze di sicurezza a Darfur e prevenire altre morti e sofferenze. Dice Annan: “ Se falliremo in Sudan, le conseguenze delle nostre azioni ci perseguiteranno per anni, in futuro.

Dopo la morte di due milioni di persone, quattro milioni di profughi e 21 anni di guerriglia la parte meridionale del Sudan è per lo meno in un periodo di pace. Ma la pace non sarà ottenibile facilmente in un ambiente di questo tipo, né costerà poco ottenerla. In realtà, circa la metà dei Paesi che emergono da una guerra civile finiscono per ripiombare nella violenza entro cinque anni. Il sostegno internazionale è una necessità urgente per aiutare il Sudan per completare la transizione dalla guerra alla pace. I bisogni sono molti ed immediati e più di tre milioni di civili, costretti a fuggire alla violenza, ora possono tornare nel Sudan meridionale e ricostruire le loro vite. Due milioni di loro hanno bisogno di aiuto e se la popolazione non sarà nutrita, se gli ex soldati non saranno reintegrati e addestrati, la pace si sgretolerà presto.

I miliardi sono stati promessi ma le promesse dei donatori spesso restano tali. In Cambogia, Rwanda, Liberia e altrove, gran parte dei fondi promessi dalla comunità internazionale non si sono materializzati e molte vite sono state perdute in conseguenza di questo.

Ma, più del cibo,hanno anche bisogno di portare di fronte alla giustizia i responsabili delle violenze in Sudan. La commissione internazionale di Inchiesta, che è stata nominata da Annan su richiesta del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha documentato ampiamente gli omicidi, stupri di massa, rapimenti e altre atrocità commesse a Darfur, come hanno fatto molti altri. Tutti sanno cosa sta succedendo a Darfur però nessuno fa qualcosa per porre fine a tutto questo. Dare aiuti senza garantire la sicurezza è come mettere un cerotto su una ferita aperta. Operatori umanitari disarmati, seppure la loro presenza sia vita, non possono difendere i cittadini da omicidi, stupri e violenze.

Secondo Annan “ il nostro fallimento collettivo nel garantire una forza maggiore è pietoso e senza scusanti e le conseguenze di questo sono gravissime per decine di migliaia di famiglie lasciate senza protezione”.

Annan ricorda l’esempio della Bosnia dove i civili vedevano arrivare i convogli di aiuti mentre i loro vicini erano uccisi in pieno giorno.


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