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I miei articoli politici
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“RUSSIA: TRE REGIONI SI UNISCONO IN UNA SOLA GRANDE COME MEZZA EUROPA “
Tre regioni siberiane, poco popolate, ma molto ricche di risorse naturali, hanno votato, via referendum, per l’unificazione in un solo soggetto della Federazione russa, un passo verso la semplificazione amministrativa, ma anche verso un maggior controllo del Cremlino sulla provincia decentrata. Gli abitanti chiamati ad esprimersi sull’allargamento non mostrano dubbi: nel distretto di Krasnoyark il 92 % a favore, nella regione di Taymir circa il 70 % di sì all’unificazione, nella regione di Evenki il 79 % di voti positivi. In più queste regioni sono affette da assenteismo cronico e l’aver superato agevolmente la soglia della validità del referendum, oltre il 50 % , è un’ulteriore conferma della volontà degli elettori. Un Vladimir Putin chiaramente molto soddisfatto ha annunciato i risultati in diretta TV, riunito con alcuni membri del Gabinetto. “ L’allargamento in sé non è un obiettivo, ha detto il presidente russo, tali misure puntano a migliorare il livello di vita, a risolvere i problemi sociali, finanziari, economici”. Il miglior strumento per la campagna per il sì è stato il decreto presidenziale proprio “ sulle misure per lo sviluppo della regione di Krasnoyark, del distretto autonomo di Evenki e del distretto autonomo di Taimyr”, che dovrebbe convogliare verso l’area investimenti statali per l’equivalente di 10 miliardi di dollari. La novità ha qualcosa d’antico: le tre regioni, assieme, daranno vita ad un territorio più o meno equivalente al distretto di Krasnoyark ai tempi dell’Urss. Gli altri due distretti avevano ottenuto una certa autonomia, gesto di apertura politica ai gruppi etnici che le abitano. Krasnoyark è in netto attivo rispetto alle casse centrali, situazione opposta per gli altri due distretti. Nell’intera regione, grande quanto l’Europa occidentale, malgrado una popolazione che non arriva a 3,5 milioni di unità, abbondano foreste, risorse minerarie e vetuste strutture industriali. Per Putin l’indotto politico dell’unificazione è promettente, comunque un punto a suo favore nel controverso processo di centralizzazione che gli ha attirato non poche critiche all’estero, ma anche in patria. In un articolo intitolato “ fondere e fagocitare “, il quotidiano Izvestija prevede che la trojka siberiana servirà da esempio ad altri soggetti federali che oggi sono 89. I primi a seguire potrebbero essere la regione di Mosca (che si unirebbe alla capitale, soggetto a sè stante) e quella di San Pietroburgo, anche in questo caso con la città. Ma tale scenario viene discusso poi nella regione di Arkanglesk, che potrebbe unirsi all’autonomia di Nenetsk e nelle regioni di Amur e Khabarovsk, tentate dalla fusione con l’autonomia ebraica. Alla fine, secondo Izvestija, da 89 si potrebbe arrivare a 35-40 regioni. |
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