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I miei articoli politici

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La nuova invasione islamica dell'Occidente

Le nazioni europee, nella seconda parte del 1800 per porre fine allo schiavismo in Africa, occuparono il continente dividendolo in colonie. La parte del leone lo fece l’impero britannico, la prima potenza dell’epoca. Per controllare ed amministrare le proprie colonie, gli inglesi si servirono dei loro sudditi asiatici e prevalentemente dei musulmani. Gli indigeni africani furono lasciati nell’arretratezza, le loro terre depredate di nuovo e peggio di prima, e a perpetuare questo scempio i nuovi padroni si sono portati dietro i loro aguzzini di ieri, gli ex schiavisti arabi e quelli nuovi, gli indiani musulmani ed indù.
Ancora oggi, dopo la liberazione dal colonialismo negli anni “60”, gli indigeni africani vivono nella miseria, con i loro governi corrotti e le loro economie controllate dagli asiatici (gli arabi controllano le importazioni del mercato all’ingrosso, mentre gli indiani quello del dettaglio, il 90% dei negozi e delle imprese è nelle loro mani) ed ora sono alla completa mercé anche dell’islam, che li usa per islamizzare l’africa e come veicolo per invadere l’Europa. Lo stipendio mensile di un indigeno africano medio varia dai 50 ai 300 dollari, ma in Libia ed in Marocco giungono immigrati carichi di migliaia di dollari (i nostri immigrati partivano per le Americhe con la sola valigia di cartone ed il biglietto pagato dai paesi invitanti), la traversata del mediterraneo costa ad ognuno di loro dai 2000 ai 9000 dollari americani, senza contare quelli già spesi per l’attraversata del deserto, con quei piccoli capitali nei loro paesi d’origine, questi pseudo immigrati potrebbero comprarsi piccole attività, terreni da coltivare o animali da allevare, potrebbero ma non possono perché quei soldi sono dati loro solo in prestito dall’UMMA islamica, con il solo scopo di farli giungere in occidente per attuare i loro disegni, dei quali la Libia ed il Marocco sono parte integrante.
La prima grossa immigrazione verso l’Europa è avvenuta negli anni “70” in Inghilterra. Il dittatore mussulmano dell’Uganda, Idi Amin aveva cacciato dal paese i suoi sudditi asiatici, privandoli prima di ogni loro avere. Il primo ministro inglese la signora Margaret Thatcher li reinvestì della cittadinanza inglese e con un ponte aereo li fece trasferire tutti in Gran Bretagna, ben 86.000 nuovi sudditi inglesi (ed europei), i quali grazie allo status di profughi hanno ricevuto gratis: case, lavoro, esercizi e soldi a discapito degli indigeni inglesi oggi questi sudditi sono divenuti oltre due milioni e mezzo e stanno islamizzando il Regno Unito, la città di Bradford è ormai a maggioranza islamica. Gli Islamici delle ex colonie britanniche, grazie al trattato del Common Wealth possono circolare e stabilirsi liberamente in tutti gli ex possedimenti inglesi compreso il Canada, l’Australia, la Nuova Zelanda usufruendo del titolo di suddito di sua maestà, agevolando così la diffusione dell’islam anche nel resto d’Europa.

D.G.


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