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POVERI DEPUTATI ITALIANI RIDOTTI ALLA QUESTUA PER 127 EURO AL MESE”

L’apparato burocratico italiano non si capisce se è formato da morti di fame o da un asilo infantile in cui si litiga per la proprietà di un giocattolo.
Alla Camera, “con gesto nobile”, gli onorevoli avevano rinunciato all’aumento, in busta paga, di 200 euro al mese ( 127 al netto delle tasse) e ciò avvenne nel 2007.
A Palazzo Madama, i senatori, poveracci anche loro con il magro stipendio che prendono, non hanno mai rinunciato all’incremento dell’indennità dovuto all’automatico adeguamento della busta paga dei parlamentari a quella dei presidenti della Corte di Cassazione. E così la Camera, per la par condicio, ha fatto marcia indietro ed ora deve restituire ai suoi 630 inquilini quei benedetti 200 euro che, in totale, assommano ad oltre un milione e mezzo di euro che chi paga è sempre Pantalone.
Previdenti perché la Finanziaria ha bloccato, dal primo gennaio 2008, l’aumento delle indennità di deputati e senatori per i prossimi cinque anni.
Questo continuo voler aumenti si direbbe oltraggioso in confronto a chi è un povero(ma questo è veramente povero) pensionato che, a mala pena, arriva a prendere 561 euro al mese ed alla terza settimana, ma anche prima, si trova con le tasche vuote.
D’altronde, i pensionati, non appartengono alla nobile casta di chi dovrebbe governare il nostro Paese…. dunque nessuna pretesa!
Forse i nostri esimi onorevoli e senatori non sono al corrente che sono i più pagati d’Europa, percepiscono il doppio dei tedeschi e molto di più degli altri paesi dell’UE.
Chissà per quale recondito motivo la maggioranza e l’opposizione filino il perfetto amore quando si tratta di votare un aumento, per loro, ovvio, non per i cittadini bisognosi.
D’altra parte noblesse obblige!
Però questa volta i deputati hanno fatto una figura meschina, a nulla vale giustificarsi della mancata parità di trattamento rispetto ai senatori.
Quando si prende una decisione, e specie quando si siede sugli scranni, una decisione è come una parola d’onore che si deve mantenere, ma necessita avere l’onore, virtù sconosciuta!

ERCOLINA MILANESI
 


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