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I miei articoli politici

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LA CAMPANIA, OVVERO LA “MONNEZZA” D’ITALIA

 

Addio bella Napoli, ora non sei più! Ma non per causa della lava del Vesuvio che tutto travolge e distrugge, bensì dalla “monnezza”, la vergogna di un popolo civile.

Quello che si è visto nei vari TG e che ha fatto il giro del mondo, una volta in più gli italiani sono tacciati di gente del terzo mondo. E con ragione!

Ma come è possibile e per quale recondito motivo solo la Campania, e specie Napoli, vivono in un degrado così umiliante? Tutte le altre regioni non hanno questi problemi della spazzatura, chi ha la differenziata, chi cassonetti diversi per ogni materiale, ma mai si vedono pacchi di lurdume per le strade come a Napoli e paesi limitrofi.

E’ lapalissiano che sia il governatore Bassolino e il sindaco Jervolino non governino in modo efficiente, tempo perso e volgare per loro preoccuparsi di una cosa schifosa come la “monnezza”. Ma Napoli non è tutta così: le zone residenziali sono talmente terse che pare di vivere in Svizzera. Difatti sono chiamate le zone nobili, ove vivono solo milionari e i pezzi da novanta della città. E dove può vivere Bassolino se non in una lussuosa villa a Posillipo e la Jervolino in via Duomo in un palazzo antico? Che siano ricchissimi è naturale, dopo anni che governano la Campania, gestiscono i fondi per lavori non fatti, assunzioni massicce di impiegati, spazzini che non ci pensano lontanamente a tenere pulita la città, ma danno il voto a chi li ha sistemati, consulenze varie ( ora è la gran moda del momento avere consulenze che non servono a nulla) e tanti viaggi, appartamenti lussuosi a New York da cifre da capogiro e della “monnezza” chi se ne frega.

Però, forse, meglio sempre mettere un dubitativo, pare che su Bassolino penda una richiesta di rinvio a giudizio sullo scandalo della spazzatura, dato che per anni era lui a gestire la nettezza urbana e i soldini occorrenti per tali lavori non si sa quale strada abbiano preso.

Per la prima volta alla festa di piazza del Plebiscito Bassolino e la Jervolino non si sono fatti vedere, prevedevano, esattamente, che la loro presenza non sarebbe stata tanto accogliente e gradita da un popolo esausto di vivere come animali da porcile.

Ed ora incominciano a fare lo scarica barile: la Jervolino non vuole la riapertura della discarica a Pianura, mentre Bassolino è favorevole. Chi sarà il vincitore? Colui che farà le promesse più allettanti a chi vive nei miasmi fetidi e pestilenziali, contornato da quintali di sacchi che arrivano al primo piano della casa, ma speranze vane. Tutto rimarrà come sempre da anni.

Un tempo gli italiani emigrati in America erano appellati “maccaronì” ed ora come ci possono definire vedendo Napoli, un tempo città favolosa visitata da turisti, ed ora evitata su consigli degli Ambasciatori che temono contagi di malattie pericolose? Paese del terzo mondo e italiani non portati per l’igiene,ovvero: “sudicioni”.

Non è tutta colpa del governatore e del sindaco se i napoletani si trovano in questa situazione disastrosa, quelli lo fanno per lucro; ma costa così tanta fatica essere ordinati, non buttare l’immondizia dalla finestra, come ho visto fare, insegnare ai bambini che l’acqua serve anche per lavarsi, è inutile piangere sul latte versato, anche i napoletani se la sono voluta questa situazione ed ora se la devono tenere, volenti o nolenti e non si illudano che il governo intervenga in loro favore. Vana chimera!

Peccato che Napoli stia affondando nella melma putrida creata dai loro stessi abitanti!

 

ERCOLINA  MILANESI


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