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I miei articoli politici

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RISPOSTA AD UN ARTICOLO APPARSO SU LIBERO

 

Egregio dottor Mainiero,

 

ho letto il Suo editoriale su Fini e mi permetto inviarle la mia opinione.

“Fini manganella i fascisti” è il titolo. Errore: li vorrebbe tutti morti affinché nessuno gli possa ricordare  quando malediceva gli americani, osannava Mussolini, nei cortei era accanto ad Almirante con le bandiere del Movimento Sociale Italiano. Nessuno era più fascista di lui a quei tempi. Chi le scrive è una vecchia signora di 75 anni, non ancora svampita, ma con una memoria da Pico della Mirandola. Spiacente per Fini ma i fascisti non sono ancora tutti morti o rimbambiti. Io avevo un’adorazione per Fini, come tutti noi sporchi fascisti, avremmo dato la vita per lui. Credevamo in lui e dopo la morte di Almirante lo abbiamo seguito anche in A.N. Ci ha illusi nel Congresso di Fiuggi ma, troppo tardi, ce ne siamo resi conto. Io ero Presidente Regionale delle Pari Opportunità di A.N. della Liguria, anche se non più giovane ho militato con tutto il mio ardore ma, dopo la vergognosa frase che ha detto, non in  Italia, ma in Israele, mi sono dimessa, come tanti altri.

Fini voleva il potere, ora lo possiede, però ha perso la dignità, perché non si sputa in un piatto in cui si è mangiato per anni. Dal 1946, noi ragazzi, abbiamo passato la nostra paghetta per avere le sedi del M.S.I. perché Almirante le comperava anche con i mutui. Prova ne sia che A.N. è il partito più ricco d’Italia. Dottore, forse lei non saprà quanti lasciti i vecchi fascisti hanno donato al M.S.I. e la famosa eredità della contessa Colleoni che, oltre denaro e tenute in  Italia ha pure lasciato appartamenti nei grattacieli di Montecarlo. Ma lasciamo perdere queste…inezie. Il tutto è stato incamerato da Alleanza Nazionale.

Ora,  caro Dottore, secondo Lei perché Fini non ci ridà il nostro simbolo, la nostra fiammella, prettamente simbolo fascista? Quante volte l’abbiamo richiesta, però a Fini fa comodo tenerla perché sa che i vecchi, solo vedendo il nostro simbolo, gli daranno il voto. E questo si chiama ingannare il prossimo ma, d’altronde, è nel suo Dna cercare di fregare tutti. Si illude di avere più voti di Berlusconi, cerca di prevaricare i suoi alleati per divenire il più potente. Se lo scordi perché è una persona inaffidabile, voltagabbana, avido di potere che merita solo di scendere nei più profondi degli abissi.

Cordiali saluti.

 

ERCOLINA  MILANESI

 

Sul finire degli anni Ottanta... la famiglia Mussolini rifece la cripta di famiglia a Predappio.
Il comune (comunista) diede tutti i permessi ma nel rispetto delle dimensioni e del cubaggio esistenti.
Un giovane bolognese, residente a Roma ed esponente del MSI, venne a Predappio a far "fuoco e fiamme" perchè bisognava edificare una Chiesa per ospitare degnamente le spoglie del Duce.
Andò anche in Consiglio comunale a ricordare ai "rossi" che Mussolini era la "storia d'Italia" e non lo si poteva relegare in una modesta cripta, ci voleva una Chiesa con tanto di monumento nel sagrato.
I Romagnoli, si sa, son brava gente e si limitarono a prenderlo a pernacchie. Il giovane se ne ritornò a Roma e scrisse pagine di fuoco sul Secolo d'Italia contro l'ottusità dei predappiesi e l'ignoranza dei comunisti.
Quel giovane si chiamava Gianfranco Fini.

A voi le conclusioni.

 


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