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I miei articoli politici

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GLI  INTELLETTUALI  RADICAL CHIC NON SONO DI  PAROLA

  

Con la strepitosa vittoria di Berlusconi, oggi Presidente del Consiglio, tutti si attendevano l’espatrio dei nostri intellettuali, si fa per dire perché non sono certamente delle menti eccelse. Cocciute sì, questo lo so si deve ammettere, per il loro antiberlusconismo.

Cosa abbia fatto loro Berlusconi è un enigma per essersi attirato tanto “ amore”e continuamente citato e criticato appena respira. Evidentemente, secondo gli intellettualoidi, respirare è solo di loro proprietà, gli altri tutti a trattenere il fiato, compreso Berlusconi, anzi il primo.

Come è facile pretendere di passare per intellettuali, anche la mia colf potrebbe esserlo perché abbastanza istruita, però preferisce rimanere quello che è.

Leggendo l’articolo di Luca Telese su  “Il giornale” sono stata subito attratta dalla fotografia di Umberto Eco e sono ritornata, con la mente, negli anni di guerra, quando Eco sfollò da Alessandria, ed io da Milano, a Nizza Monferrato. Ancora oggi, dopo tanti anni, mi sovviene alla mente un ragazzino delle medie che scriveva bigliettini, ma non d’amore alla compagna di banco, bensì per portare in ogni classe. E cosa vi era scritto? “Abbasso il Duce! Viva il comunismo”. Già da ragazzino era un bamba che si atteggiava a grande uomo e rivoluzionario. Ovvio fosse lo spasso della scuola, ma lui continuava imperterrito a fare propaganda comunista, senza sapere neppure che cosa fosse il comunismo, ma già da allora voleva emergere sulla massa degli ignoranti fascisti, che poi erano suoi compagni di scuola, tutti ragazzini che di politica non ne parlavano mai come era naturale a quell’età.

Col passare degli anni non è cambiato affatto, tranne che scrive molto bene, è intelligente e per onestà bisogna ammetterlo. Ma sempre col pallino del comunismo e l’avversione per Berlusconi. Ora, a forza di fare il girotondino, che ti procura un po’ di vertigini continuando a girare su te stesso, incolpa Berlusconi di regime e vuole lasciare l’Italia per altri lidi. Ma non dovrebbe essere contento di una dittatura, proprio lui che è per il comunismo? E non è incoerenza dire:” In Italia la democrazia è in pericolo, perciò aderisco alla manifestazione dell’8 luglio”. Come al solito è incoerenza o forse è l’età?

S mi dovessi leggere, caro Umberto, ricorda che ora siamo vecchi, non anziani. Sono passati i bei tempi della scuola di Nizza Monferrato. Ti auguro di trovare il paese dei tuoi sogni, ma parti, per favore, fai vedere che sei uomo d’onore e mantieni le promesse. Amen!

Franco Battiato, il famoso cantautore, anche lui doveva lasciare l’Italia se avesse vinto Scapagnini  che ha silurato Bianco, così deve averci ripensato, e rimane nella sua Catania. Questa sì che è coerenza.

E ci vogliamo mettere anche il girotondista Paolo Flores D’Arcais, grande intellettuale? Anche lui non è che ami molto Berlusconi perché, secondo quella mente eccelsa, la libertà è a rischio, la democrazia si è estinta, insomma una apocalisse totale.

Non ho letto nell’articolo il nome di Dario Fo, lui un Nobel, non sarà un intellettuale ma il premio e la massa di grana che ha percepito non è cosa da poco. Anche questo l’ho conosciuto da ragazzi, sfollata nel varesotto ( ennesimo sfollamento) e…ma gira già in internet la storia della mia conoscenza di Fo, indi inutile ripeterla. Incomincio a pensare che avendo conosciuto parecchi svitati forse lo sono pure io. Never mind!

D’accordo che gli intellettuali radical chic italiani non sono affatto coerenti perché sono di estrema sinistra dunque contro la democrazia, ma attaccano Berlusconi per timore che arrivi la dittatura. Vi decidete una buona volta a fare una scelta o volete passare per intellettualoidi, ovvero simulare interessi culturali che in realtà non avete?

Avete deciso di lasciare la patria per questo governo che rinnegate? Allora partite come avevate deciso e vi consiglio Dubai, dove pochi mesi fa ho fatto un reportage, lì vedrete solo l’incanto e la ricchezza. Ma attenti di non sproloquiare, con gli arabi non si scherza!

 

ERCOLINA MILANESI


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