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I miei articoli politici

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“ PER GLI  INTELLETTUALI  DI  SINISTRA GLI  ITALIANI  SONO IDIOTI “

 

Che si credano “dei” scesi dall’Olimpo è sacrosanta verità e lo ricordano continuamente nei loro concioni sulle piazze e nelle interviste.

Ora sono incavolati neri per un futuro taglio dei fondi, previsto dalla Finanziaria, sullo spettacolo e come al solito, faranno sentire le loro ragioni, direi pretese assurde, domani 14 ottobre, in un bello sciopero con lo slogan: “ Chiudere un giorno per non chiudere sempre”.

Io opto per “sempre”.

Ecco alcune frasi dei “grandi” dello spettacolo: Melato: “ Lo spettacolo italiano è morto per sempre” Amen! – Benigni: “La cultura italiana conta sempre meno “ Quale sarebbe la cultura per Benigni questo è un dilemma. – Dario Fo è indignato e ne approfitta per manifestare il suo disgusto verso la “plebe”: “di un popolo ottuso non ci si può fidare e prima o poi la paghi. La cultura è intelligenza e un popolo stupido distrugge la patria”. Senti chi parla, proprio lui che da ragazzo(purtroppo ho avuto il dispiacere di conoscerlo, durante la guerra a Varese, quando lui faceva il repubblichino, poi, però, a fine guerra, si era fatto passare per un agente segreto e un infiltrato) era talmente intelligente che era sempre bocciato a scuola. Come, poi, possa avere avuto il Nobel, questo sarà il mistero del secolo. – Bertolucci: denuncia trame oscure :”Temo che dietro ci sia un disegno preciso: impedire al cinema italiano di parlare del nostro paese e soprattutto di parlarne fuori, al resto dell’Europa, al resto del mondo”. E lo credo, con i film schifosi e cretini che fa, cerchiamo che all’estero non  li debbano vedere mai. Di critiche ne abbiamo già a sufficienza.

Con la crisi che abbiamo in patria sarebbe una pazzia continuare a finanziare spettacoli deludenti, osceni, cretini, boiate come “Cattive ragazze”(Marina Ripa di Meana), “Mutande pazze” (Roberto d’Agostino) e via via un film peggio dell’altro che, ovvio, non sono venduti all’estero. Molto meglio comperare all’estero, ove producono film bellissimi, interessanti, piacevoli da guardare e passare un paio d’ore rilassati, senza sentire parlare in dialetto ( astruso per molti ) e parole di una volgarità oscena. I film italiani piacciono alla sinistra perché all’altezza della loro istruzione e mentalità.

Noi, poveracci del “ popolo ottuso e stupido”, auspichiamo che non diano più finanziamenti per chi dice: “ Io sono un genio ma il popolo bue non mi capisce “. Ecco preferiamo passare per idioti ma non vedere e sentire i grandi intellettuali sinistroidi che si credono “dei” ma sono solo spazzatura.

 


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