Calo immigrati, secondo l'OCSE
Per la prima volta dagli anni 80 la crisi economica sta per provocare un forte calo del numero degli immigrati che vengono a lavorare nei paesi dell’Ocse.
“La crisi economica potrà provocare un calo consistente del numero di immigrati” ha dichiarato il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, presentando pochi giorni fa a Parigi, in una conferenza stampa, il rapporto sulle migrazioni dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Un fenomeno, questo, che si osserva già in Spagna, in Irlanda e nel Regno Unito, Paesi che furono tra i primi ad essere colpiti dalla recessione.
Nel documento, dal titolo “ Prospettive delle migrazioni internazionali”, è emerso che il calo dell’ attività economica nell’area (Pil-4,3% nel 2009) colpisce soprattutto i lavoratori immigrati. “I datori di lavoro, ha rivelato l’Ocse, sono più reticenti ad assumere lavoratori immigrati che sono i primi ad essere licenziati. La crescita della disoccupazione ha reso più forte la concorrenza sul mercato del lavoro con i lavoratori locali. Di conseguenza il tasso di disoccupazione degli immigrati è aumentato più velocemente rispetto a quello dei lavoratori locali”.
Il livello di disoccupazione della popolazione immigrata è quasi raddoppiato in Spagna, in Irlanda e nel Regno Unito dall’inizio della crisi economica. Nel primo trimestre del 2009, si rivela, nel rapporto,” il tasso di disoccupazione degli immigrati in Spagna era del 27,1% contro il 15,2% per i lavoratori locali.”
Ed in conseguenza dell’aumento del tasso di disoccupazione dei lavoratori immigrati e dell’inasprimento delle politiche migratorie sta diminuendo l’afflusso di lavoratori immigrati nei Paesi dell’Ocse. Quest’anno, ha osservato l’organizzazione internazionale con sede a Parigi, l”l’Australia ha registrato un calo dei lavoratori immigrati temporanei qualificati di oltre il 25% nei primi quattro mesi del 2009. Nel regno Unito e in Irlanda, l’immigrazione in provenienza dei nuovi Stati membri dell’Ue è diminuito di metà”.
ERCOLINA MILANESI