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Nuove regole per gli europarlamentari

A partire da questa legislatura gli eurodeputati neo-eletti saranno soggetti ad un nuovo Statuto parlamentare, che ridefinisce diritti e doveri per rendere più trasparanti e più omogenee le condizioni di lavoro.
Lo stipendio sarà per la prima volta uguale per tutti; stop agli enormi divari fra una nazionalità e l’altra. Regole più chiare anche per assumere gli assistenti parlamentari e per i rimborsi spese.
Lo Statuto che entra in vigore quest’anno è innovativo dal punto di vista del trattamento economico. Per la prima volta, infatti, tutti i parlamentari sono sottoposti alle stesse condizioni: stipendi, pensioni e assicurazione non dipenderanno più dalle autorità nazionali del Paese in cui il deputato è eletto, ma dall’Unione Europea.
Fino ad oggi il divario negli stipendi era molto elevato, perché ogni Paese pagava i propri parlamentari europei come i parlamentari nazionali. Colleghi di nazionalità diversa percepivano una retribuzione diversa pur facendo lo stesso lavoro. Lo stesso accadeva per assicurazione e schema pensionistico, anch’essi pagati e gestiti dallo Stato d’origine.
Il nuovo Statuto prevede che il salario di un deputato corrisponda al 38,5% di quello di un Giudice della Corte di giustizia europea. Ovvero: 7.655 euro lordi. Anche le imposte saranno uguali per tutti: i deputati saranno soggetti alla tassazione europea. Ma gli Stati saranno liberi di applicare una tassazione ulteriore sui loro stipendi.
Lo Statuto modifica anche il sistema dei rimborsi per le spese di viaggio. Finora i deputati percepivano un forfait per i trasferimenti fra casa loro, Bruxelles e Strasburgo. Da ora in poi dovranno presentare le pezze giustificative e saranno rimborsati per il costo effettivo del loro tragitto.
Nuove regole nel segno della trasparenza anche per assumere gli assistenti parlamentari.
Quelli che lavoreranno a Bruxelles saranno inquadrati come funzionari europei, ma avranno un contratto a termine, della durata della legislatura.
Lo stipendio degli assistenti dipenderà dal grado e dall’esperienza, avranno assicurazione e pensione uguali a quelli dei funzionari e i contratti saranno gestiti direttamente dall’europarlamento. Anche qui, regole comuni e trattamento equiparato a prescindere dalla nazionalità.
I deputati potranno assumere anche assistenti nel loro Paese. Il loro contratto sarà in questo caso gestito da agenzie d’impiego riconosciute a livello nazionale.
Non cambia, invece, il diritto dei deputati a scegliere liberamente i propri assistenti. Ma da ora in poi sarà vietato assumere membri della propria famiglia.
Queste nuove regole varranno anche per l’Italia?
Dubbio amletico!

ERCOLINA MILANESI


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