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I miei articoli politici

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PASSATA LA FESTA, GABBATO LO SANTO

 

Veramente non si tratta di una festa, ma della più immane sciagura che possa capitare in una nazione: la “monnezza”!

Ormai non se ne parla più, cose passate ed i media scrivono cose nuove, il passato è passato. Ma non per quei poveri disgraziati dei campani che vivono ancora accanto all’immondizia, ad ogni genere di rifiuti. Vedere dei bimbi che circolano fra cataste di cose repellenti, con una mascherina sulla bocca, per timore di contagio, non solo commuove ma ti lascia una profonda cicatrice nel cuore. Sono anni è anni che vivono in mezzo alla”monnezza”, ma solo da mesi gli italiani sono venuti  a conoscenza di simili orrori.

Eppure i responsabili di questa pessima amministrazione sono ancora al loro posto, non ci pensano neppure a dare le dimissioni, come avrebbero dovuto, se avessero un po’ di dignità. Mi riferisco a Bassolino e alla Jervolino che si credono i padroni di Napoli e tutta la Campania ma hanno adottato l’espressione usuale di Camillo Benso di Cavour:” Je m’en fiche!”quando non desiderano essere disturbati per cose” banali e volgari come la monnezza”.

In fondo loro abitano nei quartieri alti, puliti, ordinati e la “ monnezza” per loro è cosa sconosciuta.

Ormai la vergogna di Napoli e paesi limitrofi non fa più notizia, ora si deve pensare solo al nuovo governo, quale sarà solo Dio ne è a conoscenza. Noi, poveri mortali, siamo in attesa, ma di cosa? Un governo capace, un governo della Prima Repubblica, rivedere le solite persone che dovrebbero essere in pensione da anni, ma non demordono? Vincerà questo o quello?

Intanto Bruxelles giudica disastroso lo smaltimento in Campania e lancia all’Italia un avvertimento finale, ultimo passo di un iter che prevede il deferimento alla Corte di Giustizia europea. In Campania cresce, incontenibile, la rabbia contro i responsabili del disastro che ha colpito ben sei milioni di italiani. La gara per l’affidamento dei lavori per il completamento e la gestione dell’impianto di Acerra è andata deserta per la terza volta e chissà per quante volte ancora. Cosa è cambiato da quando mortadella ha annunziato all’Italia che lui avrebbe risolto tutto in 48 ore? Nulla di nulla! E’ arrivato De Gennaro ma i rifiuti sono sempre lì, quasi come opere d’arte che più invecchiano e più diventano preziose.

A Pianura il popolo strepita, lotta, sfascia, impreca, mentre ad Arzano, Secondigliano, Capodichino, san Pietro a Patierno, Afragola, Caivano tutti uniti da parere una unica città, vi sono enormi cumuli di immondizia, le scuole chiuse, i bambini che giocano tra montagne di  immondizia, ma né rabbia, né furore, né proteste. La vita trascorre tranquilla, monotona come tutti i giorni. Nei bar vi sono vecchi che giocano a carte accanto a centinaia di sacchetti neri, il tanfo è pesante, però non se ne accorgono più, hanno fatto l’abitudine.

Bisogna ammettere che i campani sono dei grandi filosofi, pensano che prima o poi le cose cambieranno, qualcuno, un giorno, forse lontano, si ricorderà di loro. Perché protestare, farsi venire il mal di fegato, stare tappati in casa per timore di possibili malattie portate dai rifiuti? No, di certo! Molto meglio continuare a fare la solita vita, abituarsi a non vedere quello che non si vuol vedere, tanto i problemi ci sono e rimangono. Rassegnazione ci vuole e loro ne sono un esempio.

Come Rossella, nel film “Via col vento” i campani hanno fatto tesoro della sua frase:” Domani è un altro giorno!” o alla napoletana: “ tira a campà”!

 

ERCOLINA  MILANESI

 


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