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I miei articoli politici

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UN COMMENTO ISRAELIANO. CONTROCORRENTE 

 

Sul quotidiano israeliano Haaretz, del 30 luglio, Gideon Lèvy scrive: “ “Israele è scisso in due: il nord che si arrocca e il centro che è sereno. Ma nelle due parti è la fibra bellicosa che ha preso il sopravvento, con la sua crudeltà e la sua sete di vendetta, e le vie estreme che fino ad oggi caratterizzavano i margini del campo ora sono l’espressione del cuore israeliano…Israele mostra un viso uniforme, nazionalista. La distruzione che noi seminiamo in Libano non sconvolge nessuno e non viene neanche mostrata agli occhi degli israeliani. Quelli che vogliono sapere a cosa assomigli Tiro oggi devono circolare tra le catene televisive straniere. Come non si può non essere scioccati, scandalizzati davanti alla sofferenza indicibile dell’altro, dovuta alla nostra propria azione, anche se c’è il nord del Paese che soffre anch’esso?

La distruzione che noi seminiamo in questo momento anche a Gaza –qualcosa come 120 uccisi dopo il rapimento di Gilad Shalit, dei quali 27 nella sola giornata di mercoledì scorso – turba ancora di meno.

Gli ospedali di Gaza sono zeppi di bambini bruciati, ma che importa….L’oscurità della guerra del nord copre anche loro.

Da quando siamo stati abituati a considerare che una punizione collettiva è, nelle nostre mani, un’arma legittima, non c’è posto per stupirsi della crudele punizione inflitta al Libano tutto intero per gli atti degli Hezbollah. Tutto è permesso….a Nablus come a Beirut.

L’unica critica che si sente a proposito della guerra è su considerazioni tattiche –ormai ognuno si sente un generale- e riposa essenzialmente nella necessità o meno che le forze armate israeliane entrino più profondamente nel territorio libanese. Haim Ramon (Ministro della Giustizia) non capisce perché vi sia ancora elettricità a Baalbeck. Eli Yishai, deputato Shas, propone di trasformare il Libano del Sud in un deserto. Yoav Limor, reporter di guerra, propone di esporre alla folla i cadaveri degli Hezbollah e di far sfilare svestiti i prigionieri per “rafforzare il morale” delle retroguardie…Quindici giorni fa, solo dei personaggi deliranti come il gran rabbino di Tsefat, Ahmuel Elyhau, affermavano che bisognava radere al suolo tutte le località dalle quali si tira contro Israele. Oggi è un ufficiale superiore dell’Armata israeliana ad affermarlo su “Yediot Aharonot”.

Haim Avraham, il cui figlio era stato catturato ed ucciso da Hezbollah nell’ottobre del 2000, cerca vendetta tirando un razzo in direzione del sud del Libano. Un gruppo di ragazzine è stato fotografato mentre ornavano delle bombe israeliane di iscrizioni arroganti. Le pagine del “ Maariv” sono piene di slogan sciovinisti e un commentatore della televisione invita a bombardare una stazione televisiva. Il Libano, un paese con 40 quotidiani, 42 università, centinaia di banche, migliaia di aziende, sta per essere distrutto dai nostri aerei e dai nostri cannoni e quasi nessuno si rende conto del prezzo di odio che stiamo seminando. L’immagine di Israele presso l’opinione internazionale è diventata mostruosa…”

E’ Gideon Lèvy che scrive “Un pesante attacco, quello dell’israeliano, alla ventata di “ nazionalismo” che avvolge in questi tempi l’entità sionista aggravando quella “cecità caratteristica della società israeliana degli ultimi anni”.  

In Israele c’è chi capisce cosa sta succedendo. In Italia no!

 

ERCOLINA  MILANESI


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