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I miei articoli politici
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LA MINACCIA ATTUALE PER GLI STATI UNITI “ Secondo il politologo americano
Samuel P.Huntington nel suo libro:”La Nuova America” gli
avvenimenti degli ultimi tre anni hanno notevolmente condizionato la
coscienza americana ed in questo lasso di tempo si è andata rafforzando
la concezione di una cultura nazionalista e conservatrice, un’esigenza
scaturita dall’affermazione di riscatto e dal ritorno pressante del
cosiddetto “ sogno americano.” Nella
società statunitense del dopo 11 settembre si è diffusa, anche tramite
psicosi di massa, la percezione della pericolosità della vicinanza di
nuove culture, un’operazione che ha visto i neo-conservatori ergersi
paladini a difesa della purezza made in Usa. Proprio
da queste tesi emerge il pensiero di Samuel P. Huntington, professore
della Harvard University. Il suo ultimo lavoro, più che essere un
saggio di riflessione sulla crisi dell’identità nazionale sembra un
attento monito per la difesa estrema di quell’élite americana che
appare essere minacciata nel corso del XX° secolo. Il
politologo americano afferma che l’identità statunitense è costruita
intorno al “the creed”, il credo secondo il quale gli Stati Uniti
hanno eretto tutta la loro storia. La minaccia attuale per la società a
stelle e strisce, secondo lo studioso, proviene dai flussi migratori
messicani e dall’eccessiva permeabilità della frontiera Usa. Una
immigrazione indiscriminata, quella proveniente da sud, che tende a
mescolare e mettere a confronto due culture diametralmente opposte:
quella latinoamericana dei latinos e quella dei valori anglo protestanti
radicati. La
Cristianità, la lingua inglese, la rule of law, la responsabilità dei
legislatori, i diritti dei singolo, tutti elementi spiccatamente
protestanti e cardini di quella che è la moderna società, tutto questo
sta cedendo: l’identità nazionale vive una crisi profonda, la prima
della sua storia.
Huntington afferma che il popolo americano è nettamente più
religioso, individualista e lavoratore rispetto ad altri popoli dei
paesi sviluppati. Ciò che sembra preoccuparlo maggiormente è che,
oggi, negli Usa vivono minoranze ispaniche sempre più consistenti e ci
sono Stati dove lo spagnolo è non solo la prima, ma l’unica lingua
parlata, in particolare in Florida e in California. Si tratta di una
sorta di reconquista nel caso degli immigrati della parte settentrionale
del Messico storico. Non
bisogna dimenticare che, oggi, le ondate di clandestini si insediano su
un territorio che, nel 1840, venne strappato ai messicani con una
vittoria militare ed è l’effettiva causa di questa migrazione verso
nord. Per
il politologo americano di Harvard esiste solo un modo per contrastare
questa minaccia, ossia quello di riaffermare l’identità culturale
degli Stati Uniti, nel nome del ritorno ai fondamenti anglo-protestanti,
a vantaggio dei garanti del nuovo multiculturalismo. Il
testo subito criticato da numerosi intellettuali ha trovato forti
resistenze anche negli States per le sue tendenze nativiste. Quello
che maggiormente sembra però emergere dal testo, è un’insicurezza di
fondo, delle idee e degli uomini che vogliono controllare gli eventi
mondiali ma che stanno ricevendo sempre più critiche, più opposizioni
e molto meno assensi. |
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