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Prostituzione minorile

Lo sfruttamento sessuale minorile attraverso la prostituzione è un fenomeno antico ed esteso su scala mondiale. Eventi come la crisi dei mercati asiatici del 1997 e la transizione dell'Est Europa verso il libero mercato hanno aggravato il problema. La prostituzione minorile può essere legata sia alla domanda locale che alla domanda estera. La domanda locale è sempre esistita in ogni luogo ed è oggi un fattore significante. La domanda estera è numericamente meno significativa. Tuttavia molti degli sforzi per combattere lo sfruttamento sessuale minorile nei paesi in via di sviluppo si sono concentrati proprio sugli abusi commessi dagli sfruttatori stranieri.
Due sono le ragioni:
· La forza economica e sociale dello sfruttatore straniero è enormemente superiore a quella del fanciullo;
· Lo sfruttatore straniero ha la possibilità di lasciare facilmente il paese dove ha commesso il reato e quindi di sfuggire a possibili provvedimenti. Contro questa eventualità, l'uso della giurisdizione extraterritoriale è stata promossa in molti Stati.
La prostituzione minorile, tuttavia, è un fenomeno che affligge anche i paesi industrializzati. In Italia, ogni anno, arrivano centinaia di nuove baby-prostitute. Sono sfruttate all'interno del territorio con immensi profitti per i loro protettori: una volta “svezzate” vengono trasportate nelle capitali europee con passaporti falsi. La mafia, in particolare quella albanese, ha sviluppato un incredibile e oliato ingranaggio di distribuzione delle minorenni. Oggi è diventato quasi impossibile valutare la portata di questo fenomeno e contrastarlo efficacemente, perché le bambine sono costrette a prostituirsi all'interno di appartamenti, club privati e alberghi, non più per le strade. Per ragioni di mercato, e per limitare i rischi di individuazione da parte delle forze dell'ordine, interi gruppi di minorenni si spostano continuamente per l'Italia ogni due o tre settimane. Attualmente la percentuale nota di minorenni sul numero totale delle prostitute in Italia è del 7%, con punte del 10%.
In base al Global Monitoring Report ECPAT del 2006 e al IV Rapporto CRC sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, nel nostro paese è in crescita il fenomeno della prostituzione minorile maschile che coinvolgerebbe soprattutto ragazzi provenienti soprattutto dall'Europa dell'Est, in particolare dalla Romania e dalla Moldova, ma anche dal Maghreb e dall'Africa del Nord.
La prostituzione minorile italiana riguarda invece principalmente bambine/i e ragazze/i appartenenti a famiglie multiproblematiche con condizioni sociali, economiche e culturali fortemente disagiate che utilizzano la prostituzione (in forme coatte) quale strategia di sopravvivenza per sé e per il proprio nucleo familiare; ragazzi e ragazze che occasionalmente e autonomamente si prostituiscono per soddisfare bisogni non primari (acquisto di beni di consumo alla moda o sostanze psicotrope).
Quei fanciulli che dovrebbero passare il loro tempo in giochi da condividere con gli amichetti, l’età più bella della vita che non tornerà mai più, per colpa di infami sfruttatori si ritrovano a fare il più antico mestiere del mondo.

ERCOLINA MILANESI
 

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