Ma non doveva essere una missione di pace?
"La missione in Afghanistan è irrinunciabile". Il ministro della Difesa Ignazio La Russa replica seccamente a Umberto Bossi. Ieri il leader leghista, dopo l'ennesimo attacco ai soldati italiani, aveva proposto di "riportare a casa" tutto il contingente. Una battuta che andava in controtendenza rispetto a tutti gli impegni presi dal governo. L'ipotesi ventilata da Bossi non viene neppure presa in considerazione da La Russa: "Se pensassimo da papà come ha fatto Bossi, è il primo sentimento. Ma noi come anche Bossi pensiamo da ministri e sappiamo che quello che stanno facendo i ragazzi della Folgore insieme agli altri contingenti internazionali è un compito importante, imprescindibile, irrinunciabile".
La Russa spiega, inoltre, che i militari torneranno indietro quando avranno concluso l'obbiettivo della missione. Ovvero "dare all'Afghanistan la possibilità di gestire autonomamente il territorio, consentendo condizioni di sicurezza per il Paese e per quella parte del mondo che vuole combattere il terrorismo".
La Russa poi, in riferimento anche all'ipotesi di impiego dei Tornado in appoggio alle truppe della missione, rimanda ogni scelta all'inizio della prossima settimana quando si terrà un incontro con i vertici militari "per fare il punto della situazione". E, alla domanda se sia prevedibile un aumento dei rischi per i nostri militari, il ministro sostiene: "Non è cambiata la natura della missione. E' solo diventato più frequente il contatto e quindi le possibilità di pericolo".
“Armiamoci e partite” ecco il motto di La Russa, ministro della Difesa.
Quante parole sprecate, quanta ingenuità per non dire bambanite acuta nei discorsi di La Russa. Ma lo è o lo fa? Onestamente mettiamo pure anche il governo che è convinto di sistemare tutto per benino, via i talebani, via il terrorismo dall’Afghanistan e trionfo della democrazia. Un tempo “infelice”abbiamo dovuto subire gli ordini di Bush, colui che ama le guerre più di una femmina, e così ci siamo ritrovati a combattere dei popoli, come l’Iraq, che nulla ci avevano fatto ma, per un pazzoide più pericoloso di un terrorista, abbiamo invaso terre altrui e portato morte e distruzioni.
Il caro ministro della Difesa se lo scordi e non si pavoneggi troppo con la sua prosopopea siciliana raccontando palle su una eventuale vittoria sui talebani. Pura illusione. Duole ammetterlo ma moriranno molti dei nostri ragazzi e degli altri stati alleati. Quando si gioca fuori casa si perde sempre. Prova lampante l’Iraq che, da quando è stata invasa dal guerrafondaio texano, è sempre in guerra e la tanto agognata democrazia non vi sarà mai.
Il nostro paese naviga in cattive acque, la povertà aumenta ogni giorno, la sanità è pia illusione, la disoccupazione aumenta e noi, un pò tanto bambetta, andiamo in casa altrui a combattere e a morire per quale motivo?
Perché siamo alleati con gli americani, tanto cari e buoni che hanno distrutto la nostra bella Italia nella seconda Guerra mondiale. Forse è un modo di dire grazie!
ERCOLINA MILANESI