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I miei articoli politici

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STATO DI PAURA. SCONTRO DI CIVILTA’

 

Il 2 aprile Giuliano Ferrara nel suo “Otto e mezzo”, programma di attualità, ha offerto al pubblico televisivo un documentario a dir poco agghiacciante: “ Stato di paura. Scontro di civiltà” girato a Padova.

Il documentario inizia in via Anelli, ove si vede un lungo muro che circonda sei palazzine, un vero ghetto, tre sono già state chiuse e le altre abitate da extracomunitari,  in prevalenza musulmani. Sino a poco tempo fa questa via era di dominio delle prostitute, ora fatte sloggiare in altri quartieri. I padovani, vicini di casa del ghetto, hanno esternato tutta la loro rabbia, la loro paura per non essere più liberi di uscire la sera con la famiglia e anche di giorno non è che siano tranquilli. Alla sera vi sono ronde di cittadini con mazze in mano che controllano l’uscita degli immigrati ( di giorno stanno chiusi in casa, solo di notte escono) affinché non entrino nelle loro case e nei giardini, come spesso fanno, per  spaventare la gente affinché lascino le loro case per appropriarsene. Sono arrivati al punto di entrare in una casa, ove vive una vecchia signora sola, sfondata la porta, spaccato tutto in casa per aver trovato solo la misera somma di 30 euro e per la delusione del magro bottino hanno picchiato la signora in modo molto grave.

Ad intervalli parlavano due padovani e due musulmani.

I padovani, giustamente, adirati di essere schiavi nella loro città vorrebbero mandare via questi immigrati e anche con la forza se necessario. Si è visto, di notte, gli immigrati uscire dal muro, ossia dal ghetto, per incontrarsi con persone a cui passavano delle piccole bustine….di droga. Padova è il centro della droga nel Veneto. La polizia di giorno circonda le palazzine, di notte sono chiamati dai padovani che fanno le ronde e appena vedono lo spaccio di droga avvisano col cellulare e dopo poco molti sono arrestati, però, come detto da un padovano, il giorno dopo sono già liberi e pronti al loro smercio, grazie ad un buon avvocato.

I musulmani fanno le vittime e hanno dato la colpa agli italiani se devono fare gli spacciatori perché nessuno li aiuta e loro devono mangiare. Uno ha detto che sono venuti in Italia per potersi comperare una casa ma, visto che non trovano lavoro ( ma se lo cercano poi….) hanno trovato il sistema di fare grana spacciando droga. Ha parlato come se fosse un lavoro onesto.

Per i musulmani tutti i giornalisti sono dei c……i perché non li aiutano con i loro articoli.

Le moschee le vogliono assolutamente perché loro devono pregare e si è potuto vedere che pregano anche nei cortili di palazzi, con grande giubilo dei proprietari di casa. Il loro sogno e la loro pretesa è di avere una bella casa che il comune dovrebbe assegnare a chi è nelle loro condizioni. Però non hanno detto della sporcizia che si è visto, rifiuti di tutti i generi, escrementi umani per la strada, fuori dal ghetto, un fetore insopportabile per quei poveri disgraziati che hanno casa vicino a loro. I due musulmani non facevano altro che commiserarsi dando sempre la colpa agli italiani che non vogliono integrarsi con loro. In verità è tutto il contrario, ma è vana illusione che lo possano capire.

Un padovano ha detto una cosa giustissima: la TV fa sempre vedere l’arrivo dei gommoni carichi di immigrati con buona accoglienza dalla polizia, però non fa vedere quando li rimandano al loro paese con la forza perché non vogliono salire su un aero o su una nave. Questi poveri esseri che vedono la TV italiana, con grandi ipermercati e donne con carrelli pieni di viveri e non comprendendo una sola parola di italiano, sono convinti di venire in Italia e di poter avere tutto ciò che vogliono, come se fosse un loro diritto. Lapidaria la frase di un padovano: “ Conquisteranno l’occidente con il ventre delle loro mogli”.

Si è visto pure che i padovani vanno a scuola di tiro con la magnum, ovvio solo per esercitazione…speriamo.

Prima del documentario vi è stato un dibattito nel programma di Ferrara e il ministro Ferrero, uno degli invitati oltre il bravo giornalista Veneziani, una senatrice di Forza Italia e due altre persone, ha esplicato idee geniali come aprire scuole per tutti gli immigrati per imparare l’italiano, perché debbono integrarsi ( ma chi? noi? ), seguire la Costituzione, avere diritti civili e sociali, libertà di religione, costruire moschee per poter pregare, case decenti per vivere. Ma se solo il 10% delle musulmane va a fare la spesa, tutte le altre sono chiuse in casa, come faranno ad imparare l’italiano e ad integrarsi, visto e considerato che non ci pensano neppure? Solo una minima parte delle giovani vorrebbe imitare gli occidentali, nel vestire, nella libertà di uscire.

Ferrero, colui che si sente un dio, che ha girato tutte le moschee d’Italia ( parole sue) non ha mai sentito gli imam quando parlano di noi cristiani come degli infedeli che devono morire tutti, in nome di Allah? Evidentemente no, poiché solo chi conosce l’arabo può capire ciò che dicono gli imam.

Ora, in Italia, siamo arrivati a circa quattro milioni di islamici e con l’estate sono attesi altri 500mila immigrati.

L’Italia è la porta d’ingresso per l’Europa!

 

ERCOLINA  MILANESI 

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