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CHINATOWN  MILANESE, OVVERO IL PAESE DI SHANGRI-LA 

 

Milano, la città più ricca, più bella del nostro Paese, con il suo passato storico di eroi, il meraviglioso Duomo e centinaia di palazzi antichi,  ora ha aggiunto una perla rara che tutto il mondo ci invidierà: “Shangri-la”il nome di un luogo immaginario descritto nel romanzo “Orizzonti perduti”, scritto da James Hilton, nel 1933, ove si parla di un luogo racchiuso nell’estremità occidentale dell’Himalaya nel quale si vedevano meravigliosi paesaggi, una bellissima città e dove il tempo si era fermato, in un ambiente di pace e tranquillità e si viveva in eterno, rimanendo sempre giovani.

E quali sono i cittadini che possono vivere in un luogo così stupendo? Coloro che abitano in Chinatown, nel cuore di Milano.

Si deve ringraziare l’arrivo dei cinesi in Italia e la loro sistemazione a Milano, in via Paolo Sarpi e dintorni per rendersi edotti di avere anche noi il paese di Shangri-la.

E come si è potuto scoprire simile fortuna?

Merito dell’Ufficio Anagrafe comunale milanese che ha constatato che su 14.323 cinesi di Milano ( 7.545 uomini e 6.778 donne) nei primi mesi di questo anno si sono avuto solo sette decessi. In tredici anni le dipartite tra la popolazione cinese sono state solo di 71 ed ora la comunità è arrivata a quota 16.000, con il continuo afflusso incessante.

Il popolo cinese detiene il record della longevità, forse anche per l’alimentazione a base di riso e di ginseng e per frequentare la pagoda cresciuta per merito della “mediazione culturale”.  Naturalmente la pagoda è stata costruita a suon di denaro pubblico. Ma si sa che i milanesi hanno il cuore in mano, sempre disposti ad aiutare il prossimo.

Chi chiama leggende metropolitane i cinesi che non muoiono mai, però se ne continua a parlare e a fare illazioni quanto meno fantascientifiche, tipo: gente disciolta nell’acido o trasformata in condimento per gli involtini primavera ( che in verità sono ottimi e succulenti).

I vecchi sono parecchi, solo due terzi dei cinesi hanno meno di 40 anni, girovagando nei cimiteri è ostico trovare una lapide scritta in cinese.

Inutile cercare di arrivare alla vera conoscenza su questo popolo così schivo, introverso, orgoglioso, ottimo lavoratore che ha solo qualche piccolo difetto: vivere in pace, parlare la propria lingua, non integrarsi con gli italiani, vivere nel loro mondo, anche se pare un ghetto.

I panni sporchi li lavano in famiglia e la mafia cinese è di loro esclusiva proprietà. Difatti non vi è pericolo alcuno per chi è italiano. Fanno tutto in casa: sequestri, omicidi, traffico di esseri umani, tutto è circoscritto nella Chinatown.  Anche la mafia non vuole aver contatti con noi!!! Per fortuna, e questa è cosa buona.

Riepilogando: se i cinesi non muoiono mai il motivo è semplice.

Shangri-la, non è un luogo immaginario, si è installata in Chinatown e gli abitanti vivranno in eterno, come è dimostrato e alla faccia di chi non crede.

Se mi credete una rimbambita avete ragione! Ve ne rendo atto!

 

ERCOLINA  MILANESI

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