Luoghi di culto islamico in Italia
Un censimento ufficiale e attendibile manca, ma si stima che i luoghi di culto musulmani in Italia siano circa 700 (attorno ad 1 milione e 200mila le persone di religione musulmana nel Paese). Le moschee vere e proprie, tali cioé anche sotto il profilo architettonico con cupola e minareto, sono tuttavia soltanto tre: quelle di Roma (la più grande d'Europa), Milano e Catania. La maggioranza delle altre, spesso definite impropriamente moschee, sono scantinati, garage, fabbriche dismesse, appartamenti privati ed altri edifici più o meno improvvisati a luoghi di culto. La situazione numerica è di difficile messa a fuoco dal momento che sono frequenti le cosiddette moschee che si aprono ed altre che si chiudono. Quello che è certo è il grande aumento di questi luoghi negli ultimi anni: relazioni dei servizi segreti, che monitorano queste realtà sotto il profilo della minaccia integralista, rilevano un raddoppio dal 2000 ad oggi. Quelle più numerose si trovano al Nord: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna ne ospitano circa 100 ciascuna. La Grande Moschea di Roma, progettata dagli architetti italiani Portoghesi e Gigliotti e dall'iraniano Sami Musawi, fu inaugurata nel 1995. La sua costruzione è stata finanziata dall'Arabia Saudita e fa riferimento al Centro culturale islamico d'Italia, l'unico a cui lo Stato italiano ha concesso lo statuto di ente morale. Il minareto fu al centro di una accesa disputa che bloccò per anni la conclusione dell'opera e si risolse nel 1991 quando il consiglio capitolino approvò maggioranza una delibera che, in deroga al piano regolatore, ne fissava a 39.5 metri l'altezza. Per il resto i luoghi di culto islamici presenti in Italia sono connotati da una notevole frammentazione interna, anche se la maggioranza della comunità musulmana sul territorio nazionale è sunnita. Decisamente minoritarie quelli di orientamento sciita o wahabita. Diverse le realtà che fanno capo all'Ucoii (l'Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia
Dopo il referendum in Svizzera con il risultato NO ai minareti, quelle facce di tolla hanno avuto l’ardire di fare protesta e cortei nelle città come delle povere vittime e il Gran Mufti' dell'Egitto, Ali Gomaa, ha definito "un insulto" a tutti i musulmani, il referendum con il quale gli svizzeri hanno proibito i minareti nel loro Paese. In un comunicato diffuso dall'agenzia stampa ufficiale Mena, Gomaa parla di "attacco" alla libertà di religione. Il Gran Mufti', principale autorità religiosa islamica nominata in Egitto, ha poi incoraggiato i musulmani residenti in Svizzera a protestare contro il voto in maniera legale e ad aprire un dialogo con il resto della società. .E anche il partito Liberale Olandese di Estrema destra (Pvv) ha annunciato di voler chiedere al governo di indire un referendum contro i minareti, dopo quello che li ha banditi ieri in Svizzera. "Chiederemo al governo di far sì che sia possibile un simile referendum in Olanda", ha dichiarato il leader del partito, Geert Wilders, intervistato dal quotidiano 'Volksrant'. OK! Loro vogliono i minareti, anzi li pretendono ed allora perché i vari governi non fanno loro la domanda del perché è impossibile costruire una chiesa cristiana nelle loro terre, portare una croce al collo, ogni simbolo cristiano è proibito con la pena di morte?Che l’Islam incuta terrore per tutte le leggi del Corano che mettono in pratica è plausibile, però se li rimandassimo tutti a casa loro, cosa impossibile ormai, e chiudessimo le maledette frontiere state tolte, avremmo minore numero di esseri che di umano non hanno nulla. Sono peggio delle bestie ( chiedo scusa alle bestie) ci hanno invaso come invaderanno tutto il mondo e noi faremo la figura da vigliacchi come la stiamo facendo già da anni.
ERCOLINA MILANESI