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I miei articoli politici

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UCCIDERE IN ITALIA E’ UN PROFIT

 

Si vuole diventare famosi, vedere la propria immagine su cartelloni pubblicitari, fare lo sponsor per diversi articoli, divenire ricchi, ebbene il metodo è semplicissimo: uccidere!

Non sono uscita di senno, la mia è solo una constatazione triste e amara, ma vera.

Chi ha seguito alla televisione o sui giornali il fatto di cronaca nera di un rom, ubriaco, che ha investito, uccidendo quattro ragazzini ed è stato condannato a SOLO sei anni e mezzo da un giudice che si può solo definire…censura…senza però rimetterlo in cella, bensì agli arresti domiciliari in un residence di San Benedetto del Tronto, con vista sul mare, per addolcire la segregazione temporanea…dimostra, una volta in più, che la giustizia, nel nostro paese, non solo è aleatoria ma scomparsa definitivamente.

E vi è chi lucra su queste giovani morti, vi è sempre pronto un essere ignobile che, come una belva azzanna la preda e la divora, approfitta di un evento più che doloroso per mutarlo in un business per rimpinguare il suo conto in banca. Solitamente questi esseri umani, che di umano non hanno nulla, sono dei falliti, alla ricerca di uno scoop per emergere, come quell’agente pubblicitario, Alessio Sundas, che ha promosso una nuova linea commerciale denominata “ Linearom” e il rom Ahmetovic ne è divenuto testimonial. La linea prevede una serie di gadget, accessori e capi di abbigliamento ispirati alla sua figura e alla cultura gitana. Spot da 40mila euro e tutto quello che seguirà nelle varie vendite.

Pare che il ministro Mastella si sia svegliato dal letargo ed abbia appreso solo ora che l’assassino rom gestisce dai domiciliari i suoi sporchi affari e voglia andare a fondo di questa faccenda. “Non potrà interferire nei confronti delle autorità giudiziarie” ma vuole solo sapere come fa uno agli arresti domiciliari avere contatti con estranei.

Ora facciamo una riflessione: i nostri ragazzi e bambini che soffrono già di bullismo, non hanno rispetto per nessuno, né dei maestri, né delle Forze dell’Ordine, dei genitori è meglio non parlarne perché indifferenti ai problemi dei figli, peggioreranno sempre più, scenderanno la china pericolosa difficile da risalire, grazie alle anomale sentenze dei giudici. Che fanno i teppistelli? Degli assassini ne fanno un mito, come nel caso di quel rom. I bulli pensano che, pur compiendo atti disonesti, non finiranno mai in galera, prima di tutto perché sono minorenni e anche quando avranno la maggiore età nulla sarà loro fatto.

Male, malissimo. E’ da giovani che si devono educare, far capire la differenza fra bene e male, essere severi, dare loro castighi, meno libertà e mai pensare: a mio figlio questo non può capitare, come la droga.

Spesso, troppo spesso la gente civile, onesta si chiede dove andremo a finire con questa magistratura che non sa o non vuole condannare pesantemente chi uccide. Quel rom avrebbe dovuto avere l’ergastolo perché ha stroncato  la vita di quattro ragazzini.

Ma quel giudice non avrà il rimorso della sua sentenza? Non penserà al dolore immane dei genitori che hanno perso la gioia più grande del mondo: avere dei figli?

E’ doloroso e umiliante vedere che, parte s’intende, dei magistrati sono così leggeri nel dare sentenze e condanne. L’ergastolo esiste, anche se dopo pochi mesi il criminale è già fuori, ma questo sistema esiste solo in Italia, osserviamo gli americani come mettono in pratica la giustizia. Chi uccide deve avere l’ergastolo e uscire dalla galera solo in una bara.

Solo così i criminali diminuirebbero, altrimenti è proprio vero che in Italia uccidere non è reato, ma un business.

Mi appello all’art. 21 della Costituzione.

 

ERCOLINA MILANESI


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