ANDIAMO SEMPRE MEGLIO: LE GUERRE DEI CENT’ANNI
Continua incessante l’asservimento dell’Italia all’alleanza atlantica e quindi alla volontà a stelle e strisce. A conferma di questo presupposto il viaggio a “sorpresa” del Presidente della Camera Fini ai militari italiani impegnati sul fronte afghano, fronte perché di guerra si tratta.
Una guerra a cui le truppe del Belpaese prendono parte attivamente, infatti nell’area di Herat si trovano 1700 soldati italiani ai quali si aggiungono i 500 militari dislocati a Kabul.
E proprio dall’aeroporto di Herat Fini ha rilanciato la volontà di un potenziamento dell’impegno italiano in Afghanistan come chiesto dalla Nato. Fatto quest’ultimo escluso per diversi giorni sia dal Presidente del Consiglio Berlusconi, sia dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, anche se il titolare di Palazzo Baracchini la settimana scorsa ha dovuto capitolare dinnanzi alle insistenti richieste Usa, confermando l’invio di ulteriori uomini.
E anche Fini parlando nella base italiana Camp Arena di Herat, davanti alle truppe al comando del generale Paolo Serra, a capo della brigata Julia, non ha eluso la domanda sul maggiore impegno che viene richiesto dagli alleati a carico dell’Italia, specificando però che “ sono decisioni che prende il governo nell’ambito dell’Alleanza Atlantica. Credo che sia uno sforzo richiesto a gran voce proprio da coloro che in Afghanistan si stanno impegnando per ricostruire la democrazia. Non penso che l’Italia possa venir meno agli impegni presi”.
L’ex missino ha dunque nuovamente riproposto la farsa della missione di pace, della missione di esportazione di democrazia in cui si sarebbero impegnati gli americani coadiuvati da altri stati come l’Italia.
Una menzogna che continua a riempire la bocca delle alte cariche dello Stato quando ormai tutti sanno che si tratta di una guerra di occupazione, in cui ogni giorno muoiono civili e militari ed in cui non c’è posto per il termine “ pace”, come vorrebbero far credere al mondo intero. Una menzogna portata avanti anche da Fini che ha tentato di giustificare il maggior impegno italiano, evidenziando come in Afghanistan ci sia ancora molto da fare.
“ Dare ad un popolo un avvenire migliore dopo che è stato riportato a livelli tribali e medievali. Bisogna favorire la volontà di rinascita del popolo afghano che credo voglia uscire dal buio del medioevo e incamminarsi verso un futuro migliore per i propri figli. E’ vero quanto viene detto che la pace non si conquista quando finisce una guerra, ma quando si raggiunge l’armonia sociale”.
Tutti quindi d’accordo nel continuare ad inviare i nostri militari in guerra!
Prima che si invadesse l’Irak e l’Afghanistan questi paesi vivevano felici e se a loro andava bene di vivere con i talebani era tutto OK, ora con il pallino della democrazia da instaurare in ogni parte del mondo, il risultato sono guerre che non avranno termine neppure fra cent’anni.
Ma se ognuno si facesse i fattacci suoi non sarebbe meglio?
L’Italia è al collasso totale in ogni ramo , non sarebbe meglio cercare di ripulire e rimandare da dove sono arrivati quelle migliaia di mangia ad ufo di immigrati che pretendono solamente come se fossero a casa loro?
E’ proprio vero che un terribile virus ha contagiato i nostri politici che si stanno comportando da veri incompetenti in politica estera, peggio di quella italiana, difatti si può constatare a quale punto di deficit siamo arrivati.
ERCOLINA MILANESI