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LA FINE INGLORIOSA DEI SAVOIA

 

Ha fatto di tutto per tornare in Italia, e ci è riuscito dopo 56 anni, ed ora rimpiangerà il suo desiderio di rivedere la patria dei suoi avi perché ha il divieto di espatrio. Mi riferisco a Vittorio Emanuele.

Il destino avverso perseguita da anni la famiglia Savoia, già dal lontano 1943 quando il re Vittorio Emanuele III° ( nonno del nipotino tanto per bene….) fece a velocità supersonica le valige ( si fa per dire, perché furono vagoni e vagoni di suppellettili d’oro e d’argento, più quadri di valore, gioielli e tante care monetine italiane, tutto portato via per ricordi sentimentali…) e lasciò l’Italia in balia di se stessa, insomma un bel fugone. Non si può, proprio, dire noblesse oblige, bensì un atto di codardia e tradimento verso il popolo italiano. E andò a morire in Egitto, dove si era sistemato. Amen!

Suo figlio Umberto fu letteralmente fregato dal metodo Brenno che fece vincere la repubblica e se ne andò pure lui in esilio in Portogallo a Cascais. Vittorio e le sorelline pulzelline non gli dettero grandi soddisfazioni, anzi in gioventù apparvero spesso sui giornali per la loro vita un po’ movimentata.

Ma Vittorio fu il più grande! Sposò una borghese svizzerotta e da allora ne combinò di tutti i colori. Iniziò la sua vita movimentata con uno sfortunato incidente, diciamo pure l’uccisione di un uomo nell’isola Cavallo e…continuò, non sulla dritta via che aveva smarrito, se mai l’avesse avuta, cosa di cui dubito, ma con scelleratezze e idiozie. Furbo non lo è mai stato. Intelligente pochino, ma tanto cretino sì!

Ora ha voluto ritornare in Italia, quasi fosse un dovere presentarsi al popolo italiano come il probabile futuro re d’Italia, caso mai ritornasse la monarchia. Illuso e cretino pure in questo. L’unico che potrebbe, pura utopia, divenire re d’Italia sarebbe il cugino Amedeo d’Aosta.

Chissà che penseranno, dall’aldilà, i suoi avi vedendo a che punto di degrado è arrivato e persino ospite delle patrie galere.

Che sia vero o no quello che si dice non tocca a me giudicarlo, faccio solo considerazioni. Uno è colpevole solo quando è condannato e il Vittorietto, per ora, è ancora libero, ma di andare a spasso per le vie di Milano, ospite di un amico, dato che è senza fissa dimora ed ha la proibizione di lasciare l’Italia.

Se non fosse una cosa tragica ci sarebbe da ridere. Dopo aver fatto di tutto per entrare in Italia, ora non può più uscirne.

Mi auguro che tutto il luridume che gli è stato affibbiato in questi tempi non sia vero, perché la Casa Savoia si è già macchiata di troppe onte, tradimenti e gli italiani non possono dimenticare che il loro re è scappato, vilmente, lasciando la patria nel caos più completo nella Seconda Guerra Mondiale.

Forse sarà vero che chi male fa, male riceve.

Secondo la mia opinione io aprirei la porta a Vittorio Emanuele, anche se fosse colpevole dei reati prescritti, libero di tornarsene a casa sua, ma MAI più lasciarlo tornare.

Di spazzatura ne abbiamo già tanta che non è il caso di riempire altri cassonetti.

 

ERCOLINA  MILANESI


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