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 TURCHIA: TORNA IL FOULARD ISLAMICO IN UFFICI PUBBLICI E UNIVERSITA’

 

 

 

 

Nell’ottobre scorso davanti all’Europarlamento, in veste di presidente della Commissione, Prodi sentenziava: “ Non abbiate paura “, per raccomandare l’ingresso della Turchia.

Ieri ha dichiarato: “ Non c’è stato alcun cambiamento di opinione da parte mia. Dobbiamo tranquillizzare l’opinione pubblica ; c’è necessità di riflettere, perché, se uno non riflette su questi avvenimenti vuol proprio dire che non ha testa” Ma davvero ???? Che forte il Prodi !

Tempi questi in cui molte teste vengono tagliate o coperte con forza , se si tratta di capigliature femminili. Questa battuta sulla “testa “ Prodi poteva evitarla, ma  un lapsus può sempre arrivare.

La sparuta minoranza laica turca si sente sempre più minacciata in un paese dove il 99% della popolazione si dichiara seguace di Maometto, dove a dispetto della laicizzazione cominciata nel 1924 ha vinto il Partito islamico , col 34% dei consensi, dopo aver inneggiato al ritorno del velo.

Un partito il cui leader nonché capo del governo ha due figlie che portano il “ turban” , il foulard islamico locale, e una moglie che lancia fatwe contro le adultere. L’abbigliamento , in Turchia, è questione di vita o di morte e lo dimostra il caso di cinque sedicenni lasciate affogare mentre facevano il bagno in chador perché ai bagnini è vietato toccarle.

Fino ad ora il “turban” era vietato per sentenza della Corte costituzionale, sia nelle università che nei tribunali. Ora sta per tornare, “sdoganato” dalla deriva demagogica del premier che mira  a prendere il posto  del presidente Ahmet Necdet Sezer, con il quale ha in corso una vera e propria battaglia istituzionale .25 mila persone hanno già firmato a favore del velo.

Erdogan ha promesso davanti a suoi, il gruppo parlamentare dell’Akp, “ di risolvere presto la questione”. Però dimentica sempre di parlare del genocidio degli armeni. Anzi, sembra dispiaciuto che ci fossero ancora 400 mila armeni sopravissuti in Francia .

E questa nazione vorrebbe entrare nell’Ue, sempre se esisterà ancora, ed allora è arrivato il momento di gridare: “mamma li turchi”.  Non dimentichiamo che questo è un altro bel regalino di Prodi !


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