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I miei articoli politici

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Nessun diritto rispettato da Israele

Consiglio diritti Onu: sì a inchiesta internazionale. Il Consiglio dei diritti dell'uomo dell'Onu ha adottato a Ginevra una risoluzione che chiede una «missione di inchiesta internazionale» sul blitz delle forze israeliane. La risoluzione è passata con 32 voti a favore, 9 astenuti e 3 contrari, sui 47 membri del Consiglio. Il testo approvato chiede di «inviare una missione internazionale per indagare su violazioni delle leggi internazionali». Una sessione straordinaria dell'organismo era stata convocata su iniziativa del rappresentante palestinese e di quelli del Sudan, del Pakistan a nome della Lega Araba e dell'Oci, l'Organizzazione della conferenza islamica.
L'Italia ha votato contro la risoluzione del Consiglio dei diritti umani dell'Onu, condividendo la posizione americana e dei Paesi bassi. Fonti della Farnesina sottolineano come non ci sia stata «una posizione comune europea». Gli astenuti sono stati nove: Belgio, Burkina Faso, Francia, Ungheria, Giappone, Regno Unito, Ucraina, Slovacchia, Corea. A favore hanno votato Angola, Arabia Saudita, Argentina, Bahrain, Bangladesh, Bolivia, Bosnia-Herzegovina, Brasile, Cile, Cina, Cuba, Djibouti, Egitto, Gabon, Ghana, India, Indonesia, Giordania, Kyrgyzstan, Mauritius, Messico, Nicaragua, Nigeria, Norvegia, Pakistan, Filippine, Qatar, Russia, Senegal, Slovenia, Sud Africa e Uruguay.
Zani, il più giovane del gruppo, è più arrabbiato che provato: «Avevo con me 10mila euro di attrezzature - racconta - le hanno sequestrate, chissà se le riavrò mai indietro». Un'esperienza dura quella che ha vissuto insieme con gli altri connazionali: prima l'assalto alla nave su cui viaggiavano, la '8.000', poi l'arresto e la permanenza in prigione. «L'assalto dei soldati israeliani che si sono avvicinati alla nostra nave a bordo dei gommoni sembrava una scena di 'Apocalypse now»', racconta citando il film di guerra di Francis Ford Coppola. Ora che è arrivato in Turchia, Zani si dice «sollevato», ma «in Israele non ci torno neanche morto».
Sollevato, ma visibilmente più stanco, è il tenore Giuseppe Fallisi, 50 anni. Nei suoi occhi, ancora un velo di paura e incredulità per ciò che ha visto e sentito sulla sua pelle: «Siamo stati picchiati dalla polizia, prima sulla nave dai militari e poi ancora poco fa all'aeroporto di Tel Aviv», racconta. «Ci picchiavano ad esempio se non ci sedevamo, e dopo averci picchiati mandavano i medici a visitarci».
Che la storia dello stato israeliano sia stata difficile, drammatica, sanguinosa, non si discute, certo. Ma questo non giustifica certo le persecuzioni verso civili, uomini, donne, bambini, colpevoli solo di appartenere ad un etnia diversa. La stessa di alcuni terroristi. Non giustifica l'occupazione di territori con conseguente espulsione degli abitanti per far posto ai "coloni". Non giustifica l'abbattimento di interi condomini perchè, si dice, al quarto piano, pare abitasse un terrorista. Non giustifica i bombardamenti indiscriminati. Non giustifica il blocco di un intera popolazione, quella della striscia di Gaza, che non è nemmeno libera di recarsi a fare la spesa, o andare a dal dottore, senza oltrepassare decine di posti di blocco. Non giustifica il ridurre alla fame quella popolazione, non giustifica l'attacco (che questo è, ne più ne meno), in acque internazionali, di navi cariche solo di viveri. Fucili e mitra contro spranghe, sassi contro carri armati. La storia è sempre quella. E quando il minacciato, vessato, perseguitato si ribella, allora si vocifera di "difesa dello Stato".
La guerra è guerra, certo. Ma è davvero una strana guerra quella che si combatte, con razzi e carri armati contro civili armati solo di fionde.
Ankara ha deciso di sospendere tutti gli accordi con Israele nel settore idrico e in quello energetico. Lo ha annunciato il ministro dell'Energia, Taner Yildiz, citato dal sito del quotidiano 'Hurriyet'. "In un momento in cui siamo concentrati sugli aspetti umanitari di quanto compiuto da Israele, non possiamo discutere di questioni economiche e commerciali - ha detto - Non daremo il via ad alcun progetto con Israele fino a quando le relazioni bilaterali non saranno normalizzate". Il provvedimento, ha spiegato il ministro, riguarda solo la sfera pubblica e non intacca gli accordi tra aziende private dei due paesi.
Sono intanto tornati in Italia gli attivisti italiani coinvolti nell'assalto del blitz dei militari israeliani. Gli attivisti erano stati fermati subito dalle autorità di Israele, per poi essere rilasciati dopo alcune ore di carcere. Giuseppe Fallisi, Angela Lano e Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin sono arrivati nella notte a Milano. Marcello Faraggi si è diretto immediatamente a Bruxelles dove risiede.
Manuel Zani è rientrato nel pomeriggio a Roma e ha immediatamente posto la questione dei diritti: “I nostri non sono stati rispettati”, mentre molto più duro è stato il racconto di Manolo Luppichini, rientrato poco dopo, sempre a Roma, a bordo di un volo sul quale viaggiava il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, di rientro dalla missione in Israele. “L'infermiera australiana 25enne Jenny Campbell, che era a bordo della nave Mavi Marmara durante il blitz, ha detto di ‘aver visto almeno 19 morti nella sala di primo soccorso della nave’”, ha detto l’attivista, che ha aggiunto: “Ha riferito (l’infermiera, ndr) di aver visto più di un corpo gettato in mare dagli israeliani”. Luppichini ha anche raccontato che i soldati israeliani hanno “preso in ostaggio per ore, minacciandolo con le armi, un bimbo di 13 mesi, figlio del capo macchina” della nave greca '8000' (ribattezzata con il numero di palestinesi che gli attivisti stimano siano rinchiusi nelle carceri israeliane), “Ekrem Oren, a bordo con la moglie, per convincere il comandante dell'imbarcazione a fare rotta verso il porto israeliano di Ashdod”.
Fernando Lattarulo, il marito della giornalista torinese Angela Lano, ha detto all'Adnkronos di averla sentita per pochi minuti. “Mi ha telefonato da una cabina telefonica dato che, secondo quanto mi ha detto, a tutti sono stati sequestrati telefoni, macchine fotografiche e abbigliamento.
Atteso per domani mattina l'arrivo del cargo irlandese 'Rachel Corrie' con un carico di aiuti per la popolazione.
La nave irlandese intende superare il blocco dopo che un raid israeliano, finito nel sangue, ha fermato lunedì un primo convoglio di sei navi della Freedom Flotilla.
Dal ministero degli Esteri israeliano ribadiscono che l'imbarcazione è autorizzata ad attraccare al porto di Ashdod ma non può entrare direttamente a Gaza aggirando l'embargo. Israele ''non ha interesse a un confronto'' con gli attivisti a bordo della 'Rachel Corrie', assicura Yossi Gal, Direttore Generale del ministero degli Esteri
"Non abbiamo interesse ad abbordare la nave - ha detto Gal -. Se si dirige direttamente verso il porto di Ashdod, noi garantiremo la sicurezza del suo equipaggio ed eviteremo di abbordarla. Il cargo della nave sara' verificato e, se non conterra' armi, Israele e' pronto a transferirlo a Gaza''.
A bordo della 'Rachel Corrie' si trova un carico di cemento, equipaggiamenti medici, giocattoli e carta per scrivere. Della missione fanno parte il premio Nobel irlandese Mairead Maguire e l'ex vice segretario dell'Onu Denis Halliday. Il viaggio è sponsorizzato da due ong, una irlandese e l'altra della Malaysia.
Israele avrà la bomba atomica, ma non è la sola. Dunque stia attenta e non faccia sempre la carogna!

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