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I miei articoli politici

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LA BUROCRAZIA ROMENA PEGGIO DI QUELLA ITALIANA 

 

Il che è tutto dire!

Sono arrivati a migliaia,e altri li seguiranno perché l’Italia è il paese del Bengodi.

I romeni hanno abbandonato la loro patria dopo la caduta del comunismo e questo parrebbe un paradosso ma è la verità La democrazia non è loro gradita, non sono riusciti ad integrarsi, in casa loro…., con le nuove normative, nuove leggi, e vedere che i ricchi ( comunisti di un tempo) diventano sempre più ricchi e le classi meno abbienti sempre più povere.

Non parliamo, poi dei rom, dato che la Romania è quella che ha la più alta percentuale in Europa e l’Italia ne ha acquisito buona parte.

Vi sono dei romeni che si sono integrati nella nostra patria, hanno trovato lavoro, fatto figli e lì che “casca l’asino”, un vecchio detto popolare. Possono entrare, ma non uscire dalla Romania. 

Sono milioni gli operai romeni che hanno trovato lavoro in altri stati e che mandano miliardi di euro a casa per sostenere l’economia nazionale, però si trovano davanti tanti ostacoli di ogni genere che, pare, rimpiangano il passo fatto.

L’iscrizione o la trascrizione dei certificati di nascita, di matrimonio e di decesso, hanno dei procedimenti talmente complicati che durano parecchi mesi e costi molto salati. Un esempio: la nascita di bimbi romeni in altro stato non viene notificata in Romania, indi come inesistenti.

Una volta entrati nella loro patria vi è l’impossibilità di uscirne. Molti cittadini romeni che non erano al corrente di queste complicazioni, hanno perso il lavoro che avevano all’estero dopo che sono stati a casa per le vacanze insieme alla famiglia ed ai loro figli nati in altro stato. Sono potuti entrare con i bambini in base a certificati di nascita stranieri  ma non hanno più potuto uscirne, per mancanza di certificato di nascita romeno. Senza di questo non è possibile mettere i nomi dei figli sui passaporti dei genitori.

Occorrono come minimo tre mesi ( nel caso di bimbi fino ad un anno) per le trascrizioni dei certificati di nascita stranieri e per quelli più grandi occorre una sentenza del giudice. I genitori non hanno scelta: o attendono che i documenti siano in regola e perdono il posto nel paese in cui lavorano, o affidano i figli a parenti o amici sino all’emissione del documento atteso. Sono molti che si trovano in queste allucinanti situazioni e all’Ispettorato nazionale del censimento vi sono migliaia di richieste di trascrizione degli atti di stato civile emessi all’estero. L’iter burocratico della trascrizione dei documenti emessi dalle autorità straniere è pazzesco. Da un ufficio all’altro, da un Consolato all’Ambasciata, andate e ritorni per ottenere i documenti tanto agognati. Perfetto assioma con la burocrazia italiana.

I più furbetti sono i rom. Loro arrivano, si scelgono un bel posticino, sono sfrattati, non fanno una piega, si spostano altrove e se ne fregano delle leggi del paese che li ospita. E pensare che gli zingari erano la schiatta più nomade ed il loro motto: “La nostra casa è il mondo e fare i nomadi è la nostra vera vita”.

Col tempo anche loro hanno cambiato usi e costumi, però di ritornare in Romania non ci pensano minimamente!

 

ERCOLINA  MILANESI

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