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I miei articoli politici

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IN-GIUSTIZIA PER ADRIANO SOFRI 

  

Adriano Sofri, l’ex fondatore del movimento extraparlamentare “Lotta continua”, condannato in via definitiva a 22 anni di carcere, quale mandante dell’omicidio del commissario Calabresi, continua ad avere privilegi ad personam.

Già dal 2005 gode della semilibertà per 12 ore al giorno, grazie al tribunale di Sorveglianza di Firenze che, ora, ha stabilito la detenzione domiciliare speciale per malattia.

Così il triestino, attualmente, sta scontando la pena nella sua abitazione ad Impruneta, e da due anni era stato autorizzato al lavoro esterno dal carcere, da svolgere alla Scuola Normale di Pisa.

Sofri che durante gli anni di piombo faceva parte di un giornale che predicava violenza, arrivando a segnalare i nominativi e gli indirizzi dei camerati da punire, la gente si chiede che tipo di insegnamento possa dare ai giovani, in special modo in una scuola ad alto livello come la Normale di Pisa.

Queste continue agevolazioni non possono che sdegnare, se si considera che vanno ad interessare un condannato, in via definitiva, per concorso in omicidio.

Lo vedremo, presto, in Parlamento, con Sergio d’Elia, condannato a 25 anni per banda armata e concorso in omicidio ed ora deputato e segretario alla Presidenza della Camera e tutta l’elité di ex brigatisti rossi con condanne all’ergastolo, ma “per buona condotta”, di galera fatta pochissima,  seduti su uno scranno della Camera e del Senato?

Forse!

Ormai gli italiani si sono resi conto che delinquere è un profit, rimanere onesti è da cretini e da morti di fame.

 

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