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Non se ne andranno mai

Afghanistan: la più lunga guerra degli USA e della NATO

E' la seconda più lunga guerra, sia sul fronte aereo che terrestre, nella storia degli Stati Uniti, con solamente il suo protratto coinvolgimento in Indocina che finora la supera in lunghezza.
L'Afghanistan è stato gettato in una interminabile agitazione, con centinaia di migliaia dei suoi cittadini dislocati; quasi quotidiane incursioni di bombardamento, attacchi missilistici di droni, assalti di commando nel mezzo della notte, spari indiscriminati contro i civili ai posti di controllo; sete e fame su vasta scala; esplosione della coltivazione e del traffico di oppio; espansione di tale destabilizzazione incendiando il Pakistan con il potenziale per la sua frammentazione e lo smembramento ed accresciute tensioni con il suo vicino - ugualmente nucleare - l'India.
Questa è l'attuale grave situazione sette anni e mezzo dopo l'invasione dell'Afghanistan.
Con lo spiegamento di altre 30.000 truppe USA e di altre migliaia dai ranghi della NATO (recentemente hanno annunciato incrementi Italia, Polonia, Georgia, Azerbaijan ed alti paesi) gli effettivi delle truppe occidentali presto si avvicineranno a 100.000.
Questo è versare benzina sul fuoco. Talibani è diventato un termine tanto amorfo quanto lo è stato al Qaeda; chiunque in Afghanistan, persino nel nord e nell'ovest non Pashtun del paese, che dissenta dagli aeroplani da guerra e dalle truppe da combattimento occidentali che dispensano morte e distruzione nel suo paese e nel suo villaggio è ora un talib. Un nemico.
Più truppe USA e NATO arrivano in Afghanistan, più risentimento, resistenza e violenza seguiranno. Inevitabilmente.
Emergency non ha notizie dei tre cooperanti italiani arrestati all’ospedale di Laskhkar Gah gestito dalla ong. La struttura è ormai sotto il controllo della polizia e dei militari afghani. L’organizzazione umanitaria riferisce che gli altri sei operatori, 5 italiani e un indiano,che fino a ieri sera erano bloccati in casa, ora hanno raggiunto l’ospedale di Emergency di Kabul, per motivi di sicurezza.
Ma di chi la colpa di questa situazione? Possibile che gli americani non si rendano conto che sono loro la causa di morti di civili, di migliaia dei loro militari ed ora anche di questo fatto?
Gli americani invadono, vogliono instaurare la democrazia in paesi che hanno la loro cultura millenaria, quante persone hanno perso la vita per la loro insaziabile avidità di possesso. Ma, ora, dovranno incominciare a fare i conti con chi, padrone a casa sua, vuole essere libero e non più schiavo di una nazione che si sente padrone del mondo.
Se ne tornino a casa loro gli americani ed i loro alleati, anche gli italiani ci si dovevano mettere, perché non sempre la ruota gira come si vorrebbe.
Go home, yankees. E la pace ritornerà nei paesi da voi invasi.
Ma non se ne andranno mai!

ERCOLINA MILANESI


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