Dov'è finito il patrimonio del M.S.I. e di A.N.?
Prosegue nel Pdl il botta e risposta tra 'finiani' e 'berlusconiani'. A innescare il dibattito il nuovo attacco de 'Il Giornale' di Vittorio Feltri contro il presidente della Camera Gianfranco Fini, paragonato oggi sul quotidiano ad Antonio Di Pietro nell'articolo “Fini fa sparire le casse come Tonino”, riferendosi al patrimonio immobiliare di An che confluirà in una fondazione. Come fece l'Idv con la società An-to.cri.
Su un quotidiano, tempo fa, la seguente notizia: la contessa Anna Maria Colleoni, 65 anni di Bergamo , discendente del celebre condottiero, fervente fascista (il padre la iscrisse prima al PNF e poi all'anagrafe ) che ha sempre seguito, in prima fila, i comizi di tutti i leader del MSI, Michelini, Almirante, Rauti ed infine Fini. La contessa ha lasciato i propri beni ad A.N. e ha nominato il “voltagabbana” Suo erede universale.
Accettando quell'eredità, Fini si mette in un vicolo cieco. La Nobil Donna deceduta ha fatto quel lascito, in quanto FASCISTA di provata fede (come si diceva una volta ) ed allo scopo, almeno implicito, di finanziare una forza politica di tale colori. On. Fini, quando Ella, a Fiuggi, affermò che A.N. non ha più radici, io C'ERO. E' una frase che non dimenticherò MAI. In questa sede non m'impelago nel dibattito, che pure c'era, circa fino a che punto il vecchio MSI era fascista.
Quello che è certo, almeno a detta Sua, che A.N. non lo è più. Accettando quell'eredità Ella commette alcuni passi falsi: 1) da un FORMIDABILE argomento in mano a quanti non credono alla Sua " conversione " antifascista. 2 ) Sino ad oggi, ogni Sua " esternazione " in tal senso non le è costata nulla. Non tocca certo a me ricordarLe la famosa frase di EZRA POUND su cosa vale un uomo per le sue idee non rischia nulla. 3 ) Si ricordi, infine, che la volontà di un testatore è SACRA. Nel luogo dove si trova ,oggi, la contessa sa cosa vi è di veramente fascista nella Sua persona e nel Suo partito. Tenendo presente tale aspetto, io avrei paura. I vivi li si può buggerare, i morti è un po' più difficile.
Il M.S.I., poi A.N. è sempre stato il partito più ricco di immobili, lasciti testamentari, sedi pagate anche con mutui e grazie a chi? Non a Fini certamente, bensì a persone agiate e pure ai giovani che si privavano della loro paghetta per aiutare il partito in cui credevano e pronti a qualsiasi sacrificio per puro ideale. Fini non era ricco, non era certo Berlusconi ma, da tempo, abita in case lussuose, fa vita mondana, possiede una bella barca perché ama fare il sub, insomma è più che agiato ma dove ha preso i soldi per fare la dolce vita? Non credo con il solo stipendio, bensì dopo la morte di Almirante, si è trovato in possesso di un patrimonio immenso che doveva essere del M.S.I.
Ora possiede pure appartamenti nei grattacieli di Montecarlo, lasciati dalla contessa Colleoni, oltre a tenute e palazzi stupendi. Bravo Feltri, l’unico giornalista che non teme di dire la verità. La barzelletta della fondazione non regge, cara Terza Carica dello Stato. Nessuno la beve e come ci si potrebbe fidare di una persona che non ispira, certamente, fiducia, con tutti i passaggi politici che ha fatto e continua a fare? Fini e Di Pietro sono due anime gemelle, per loro la politica è solo business che da poveracci li ha resi potenti magnati. Intanto Gianfy continua a fregare tutti gli italiani, specie coloro che lo stimavano un tempo ma, ora, provano solo pietà per la sua avidità, per essersi impossessato di un patrimonio che non gli apparteneva.
ERCOLINA MILANESI