COME HA FATTO L’ITALIA A CADERE COSI’ IN BASSO?
Vedere quelle fotografie su “Il Giornale” dove sono incolonnate parecchie persone, giovani e vecchie per prendere un pezzo di pane per sfamarsi perché hanno FAME, mi hanno sconvolta.
Ma come è possibile che nel tremila con il progresso che vi è stato si sia arrivati al punto di elemosinare un tozzo di pane?
Eppure abbiamo avuto la seconda guerra mondiale con relativa autarchia, però non si è mai visto scene simili. Avevamo poco, facevamo la coda per prendere la migliore carne che si pagava, la frutta, ciò che si trovava, ma nessuno è mai andato ad elemosinare.
Ora in ogni città, davanti ai conventi, oppure alla Charitas si vedono file interminabili di persone di ogni ceto sociale che, umiliati, stendono la mano per un piatto caldo, almeno uno al giorno per non morire di fame. Non sono solo gli immigrati, bensì gli italiani che chiedono un aiuto che costa loro tanta umiliazione. Avvocati, ingegneri, laureati in diverse facoltà, mamme con bimbi piccoli che non riescono a sfamare i propri figli perché la paga del marito non è sufficiente, pensionati, giovani studenti e lavoratori precari aumentano ogni giorno. A Milano vi sono due enti denominati “ Opera pane quotidiano” che aiutano oltre 2mila persone a sfamarsi , una in viale Toscana, l’altra sede in viale Monza. Il sabato le razioni salgono a 3mila, ma sono in continua ascesa.
“Opera pane quotidiano” è una associazione di beneficenza non confessionale fondata nel 1898 per la distribuzione del pane ai poveri, grazie alla donazione di 100mila lire da parte di una vedova milanese di nome Galimberti.
Oltre al pane viene dato formaggio, salumi, dolci, patatine, frutta e verdura, tutto dipende dalla disponibilità delle aziende che regalano l’invenduto.
Assieme al sacchetto alimenti vengono distribuiti anche abiti, scarpe, che vanno a ruba.
Non è un bel vedere dei vecchi, dei giovani, delle donne che cercano affannosamente un capo che possa andar loro bene fra tutta la massa di indumenti che sono stati messi nei contenitori appositi da persone che, invece di buttare nella spazzatura un capo a loro non più gradito, lo lasciano davanti alle chiese, alla Charitas e nei contenitori per la strada per chi ne ha necessità assoluta e non si sente umiliato bensì ringrazia Dio.
Ma quale è il motivo principale di questa inaspettata povertà? Innanzi tutto il pensionamento, talmente misero da durare metà mese.
Però i nostri politici hanno delle pensioni ultramiliardarie, e anche in pensione molti hanno ancora l’auto blu che è un insulto alla miseria in cui sta vivendo il nostro paese.
Non parliamo, poi, dei vergognosi stipendi che incassano persone che non hanno un lavoro specifico, stanno lì, seduti in un bel ufficio a far passare il tempo e attendendo la fine mese per incassare ciò che non è loro dovuto. Questo è rubare! Ma, ormai, in Italia chi è colui che non ruba più? Mi riferisco sempre ai politici, l’erba gramigna che ci ha infestato tutta la penisola.
Quando vedo e sento i sinistroidi, rozzi, ignoranti, ma ladri che hanno la spudoratezza di criticare la maggioranza che è la rovina dell’Italia, provo un rigetto di vomito per le falsità che sento. Lo ridico per l’ennesima volta: ma dove hanno preso i soldi per comperare lussuosi appartamenti in Italia e all’estero i sinistroidi che si sa sono arrivati al governo con le pezze ai pantaloni, valigia di cartone, scarpe risuolate perché morti di fame?
Se lo dico è perché IO C’ERO in quel periodo, appena finita la seconda guerra mondiale ed ho ottima memoria e non era un segreto per nessuno.
Ma arrivare ad elemosinare un pezzo di pane nelle grandi città e credo anche nelle piccole, è una umiliazione tale che mai si sarebbe potuto supporre che in Africa vivono meglio di noi.
Continuate a fare, cari sinistroidi, cortei, manifestazioni, dire baggianate, la verità è che fate solo tanta pena perché si capisce che l’aver perduto le elezioni vi ha frantumato il cervello ed ora non siete che ritardati mentali.
ERCOLINA MILANESI