Fini, il futuro presidente della Repubblica
"Il Pdl così com'è non mi piace". Parola di Gianfranco Fini. Il presidente della Camera, ormai non ne fa più mistero («Lo sanno tutti che è così» commenta il numero uno di Montecitorio), tanto che, ogni qual volta si trova a intervenire in un dibattito pubblico, non perde occasione per lasciarsi andare. E ieri Fini lo ha fatto durante l'ennesima presentazione del suo libro Il futuro della libertà al teatro Garau di Oristano. Un futuro, quello del Pdl, che Fini vede incerto («così com'è non mi piace») ma del quale vuole, comunque, farne parte: «Sono affezionato al partito avendo contribuito a fondarlo. Mi sono assunto la responsabilità di consegnare al giudizio della storia 50 anni di vita nazionale cominciando con l'Msi sino ad An. Non eravamo alla canna del gas, An aveva percentuali a due cifre, ma ci siamo presi la responsabilità di dare vita a un nuovo soggetto politico perché credevamo nel bipolarismo, nell'alternanza e nell'europeismo».
Se ne contano già tante di falsità sul M.S.I. che ci mancava un nuovo Dante Alighieri a voler “consegnare al giudizio della storia 50 anni di vita nazionale “.
Che si sia montata la testa è ovvio, continua a girare con il suo libercolo “Il futuro della libertà” (mai letto e mai lo leggerò) per presentarlo, con la speranza che qualcuno lo comperi. Senza fallo avrà dei compratori, poveretti non sanno che stanno buttando via dei soldi per delle palle.
Inutile negarlo Fini vuole prendere il posto di Berlusconi, anzi ancora di più,vuole la Presidenza della Repubblica.
Ha fondato “Fare Futuro” ma non ha funzionato.
Ora “Generazione Italia” che non è la nascita di una corrente, perché le correnti vogliono fare politica in un partito, anzi per certi versi, lo legittimano ancora di più. E non è neppure un movimento per aprire un dibattito all’interno del PDL, perché ormai tutti hanno capito il gioco di Fini.
AN, prima di entrare nel PDL era ridotta al lumicino, poca cosa. Fini aveva fatto il duro, ma prima di guardare i sondaggi che i suoi colonnelli gli hanno messo di fronte:” Capo, qui si mette male, siamo alla frutta, meglio intrupparsi, poi si vedrà”. E con gran fugone sono passati con Berlusconi.
Il tramonto di Gianfranco Fini è già cominciato
ERCOLINA MILANESI