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I miei articoli politici

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DOVE E’ FINITA LA SOVRANITA’ DELLO STATO ITALIANO? 

 

Da oltre 150 anni in Campania, Sicilia, Calabria e Sardegna interi quartieri sono divenuti proprietà di potenti organizzazioni criminali e le Forze dell’Ordine sono impotenti a far rispettare le leggi. L’Italia è l’unico stato dell’Europa occidentale dove vigono attività illegali e criminali fuori dalla sovranità dello Stato.

Con la rivolta della Chinatown milanese, ora, è arrivato il segnale che si estenderà alle metropoli del Nord. Troppe le comunità di immigrati che non intendono integrarsi con noi, non vogliono imparare la nostra lingua, non rinunciano ai loro usi e costumi, offendono la nostra religione e continuano ad aver pretese, solo diritti, non doveri.

Ormai abbiamo superato la soglia del 5% di immigrati che, secondo i sociologi, ci portano a gravi rischi. Anche Samuel Huntington, nel suo libro” Lo scontro delle civiltà” ( 1996) scriveva che sebbene l’Islam fosse un grave problema, il maggior pericolo e scontro di civiltà, sarebbe avvenuto fra l’occidente e  il mondo cinese. Per i musulmani conta la superiorità religiosa ma anche politica, che spesso degenera in violenza. Per i cinesi la superiorità è cultura ed economia, ma senza contatto alcuno con il paese che li ospita.

Dal 1920 i cinesi sono presenti in Italia ma, solo dal 1980, il fenomeno è divenuto di massa. Gli immigrati regolari cinesi, in Italia, sono 114.000, senza contare i clandestini e un quarto nell’UE si concentra nel nostro paese. La Lombardia è la regione che ha la più alta percentuale di immigrati cinesi, il 23,4% e in Toscana il 23,3% ma pure a Torino e a Napoli vi è una forte ascesa.

I cinesi sono gli immigrati con il maggior reddito e la più alta percentuale di proprietari di immobili. Sono scaltri, sanno arrivare sempre al loro scopo. Si presentano in una abitazione e offrono al proprietario più del doppio del valore dell’immobile, il quale accetta anche perché felice di lasciare una zona invivibile. E, poco alla volta, divengono proprietari di tutta la zona.

Ma non solo in Italia i cinesi pensano solo a comprare ma in tutto il mondo. In Africa hanno costruito intere città, con ospedali, scuole, interi quartieri lussuosi e medi. La mano d’opera non costa nulla, perché svuotano le loro prigioni e mandano i criminali a lavorare, senza paga alcuna, per scontare la pena inflitta. Quando riacquistano la libertà sono liberi di lavorare con chi vogliono, però non possono più tornare in Cina. Andata senza ritorno.

Sono tanti i cinesi, troppi ed hanno bisogno di spazio ed è per questo che vanno alla ricerca di nuove terre. Per quanto i cinesi siano 1 miliardo e 300 milioni che governano un paese con un numero di abitanti il quadruplo dell’intera Europa, ossia pari a quello d’Europa, America, Africa e Russia messe insieme, mentre l’Italia conta gli abitanti di una provincia media cinese, non sono mai sazi di ingrandire il loro stato e divenire il primo nel mondo. E quasi ci siamo!

In Italia arrivano solo cinesi contadini, piccoli commercianti, operai, imprenditori edili, tuttofare, la maggior parte parla solo la lingua madre e non hanno nessuna intenzione di studiare altre lingue, neppure l’italiano.

Ma non è solo così che si comportano i cinesi: migliaia, già impegnati nella burocrazia e nelle amministrazioni, da qualche anno affollano i corsi di politica e governance delle più prestigiose università americane. Fino a poco tempo fa, però, questa operazione di apertura era limitata soltanto ad una piccolissima categoria di prescelti. Ma il partito comunista cinese ha deciso che, per governare bene il partito, si deve governare bene la Cina e per questo i suoi esponenti devono studiare e far tesoro dei destini degli altri partiti e delle esperienze politiche in tutto il mondo per migliorare il Partito comunista cinese. Questa dichiarazione ha fatto esplodere i viaggi verso gli stati Uniti e altri paesi occidentali, dalla Francia al Canada, dal Giappone all’Australia, in cerca di seminari e corsi superiori di politica, amministrazione pubblica, processi legislativi e lobbing. Le mete preferite da questi funzionari cinesi sono: la Syracuse University di Albany, la Harvard University di Cambridge, seguite dall’Università del Maryland e dalla Rutgers University del New Jersey.

Quello che è successo a Milano è solo l’anteprima di ciò che capiterà presto un po’ in tutta Italia e aggiungiamo con altre comunità mai integrate e che non si integreranno mai. Il diplomatico di Pechino ha dichiarato:” Noi abbiamo il diritto di proteggere gli interessi legali di questa zona”. Si sentono già padroni e in parte lo sono. Chi si deve ringraziare per questa anomala situazione? Coloro che per primi hanno aperto le porte agli immigrati, non sapendo, forse per ignoranza, che tra musulmani, cinesi, albanesi e rumeni la sovranità italiana, lentamente, sta scomparendo lasciando il passo ad etnie che distruggeranno i nostri valori etici e morali!

 

ERCOLINA  MILANESI  

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