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I miei articoli politici

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LETTERA APERTA A ROMANO PRODI 

 

Oggi è la mia giornata fortunata! Mai nessuna notizia ha rallegrato il mio animo come quella udita al TG, detta dal “Grande, Onnisciente, Dotto, Incommensurabile, Stupendo Presidente del Consiglio Romano Prodi. Le maiuscole sono un omaggio dovuto a simile Grande Uomo.

Alla fine del Congresso della Margherita il grande Romano salito sul podio, ha terminato il suo concione con queste “ terribili, angosciose parole”: “ La mia valutazione è che al termine della legislatura il mio compito sarà concluso perché l’Italia ha bisogno di altre leadership”.

Gelo tremendo in sala, si sarebbe potuto udire volare una mosca, tale era il grande silenzio che imperava dopo tale dichiarazione.

Il pubblico, anche maschile, con un certo imbarazzo, ha tirato fuori un fazzoletto per tamponare le copiose lacrime che scendevano dal viso. Mai visto tanto dolore in esseri umani che cercavano di non urlare il loro disappunto per simile decisione presa dal loro amato e venerato ( vuoi vedere che lo faranno santo ? Non esageriamo. Beato è già fin troppo) Presidente.

Caro Prodi, perché far soffrire così tanto i suoi fans? Che farà l’Italia senza di Lei, senza i suoi saggi consigli, le sue direttive che hanno portato il nostro paese all’apice della gloria, invidiati da tutto il mondo per l’economia che ha portato solo ricchezza e benessere, anche se le male lingue dicono il contrario? Tutta invidia, caro Presidente, tutta invidia. Quello che ha fatto Lei per l’Italia non lo ha fatto mai nessuno. La storia ricorderà un solo Romano Prodi, perché non vi sarà mai un altro che l’eguagli. Di Romano Prodi ne basta uno per tutta l’eternità!

Lei è un vero genio e nessuno può contestarlo. Grazie a lei, caro Presidente, abbiamo avuto “l’onore” di avere l’euro, non più quella sporca liretta che, chissà perché, faceva arrivare a fine mese le famiglie e pure rimaneva qualche cosina da mettere nel libretto postale. I soliti invidiosi le hanno imputato il disastroso cambio “ un euro contro 1.936,27 lire”, anziché quello di “ un euro contro 1.000 lire” che autorevoli economisti ritenevano “ giusto, realistico e onesto”. I soliti ignorantoni, non ci faccia caso. ” Sic transit gloria mundi”.

Il popolo non dimentica che Lei è stato un uomo dal grande cuore buono , colui che ha fatto tanto quando era a Strasburgo per aiutare i popoli diseredati africani ed ha commosso tutti per il suo gesto. Se poi non abbia pensato che prima di aiutare altre nazioni avrebbe dovuto ricordare come vivono, attualmente, gli italiani, non facciamo i conti della serva, un piccolo errorino, una piccola dimenticanza è umana. Mica poteva pensare sempre a tutto lei, giusto?

E quei poveretti di Padoa Schioppa e Visco, suo amici fraterni, che stanno facendo l’impossibile per riportare a galla ( forse mi sbaglio, dovrei dire a fondo? Lasciamo perdere, “errare humanum est” ) l’Italia con delle “ piccole, piccolissime tassazioni” che servono per rimpinguare le casse dello Stato ( vuoi vedere che mi sbaglio nuovamente e forse, dico forse quei benedetti euro finiscono nelle tasche di qualche truffaldino per comperarsi, forse, un castelluccio in Scozia o una magione alle Bermude?).

Caro, amato Presidente Prodi, lei ha detto che si ritirerà a fine legislatura ma, quando terminerà questa legislatura? Durerà 5 anni o, visto e considerato i gravi dissensi nel centrosinistra, si accorcerà il termine? E poi, col passare del tempo, non è che cambierà opinione e, dato e concesso ( né dato, né concesso, per favore) si dovesse ripetere una seconda vostra legislatura ( i sinistroidi, purtroppo, sono talmente bamba che sarebbero capaci di votarvi una seconda volta per finire morti di fame, ma veramente) desidererei tanto saperla in pensione, non vedere più il suo bel faccione che ride sempre ( e questo non l’ho mai capito il perché, più logico piangere con tutti i disastri che ha fatto) alla televisione e sui giornali.

Ora lo spettacolo è finito. Il sipario è sceso. Torniamo alla realtà, basta l’ironia e la satira, se satira si può definire questo mio scritto. Ammetto e confesso di essere una gran bugiarda.

Andrò a far novena affinché il suo Governo schiatti, si frantumi in mille pezzi, peccato Roma sia lontana dal mare ma, un  miracolo, può sempre avvenire, e uno tsunami di lunga portata potrebbe arrivare. Basta con questo governo che ci dissangua peggio delle sanguisughe. Basta con i comunisti. Basta con questa Italia di pagliacci. Basta con queste forti immigrazioni volute dal centrosinistra che, oltre a portare criminalità hanno portato malattie contagiose.

Presidente Prodi, torni a Bologna e ci rimanga, ma non a fine legislatura, ma subito.

Questo sarebbe un vero regalo e un gesto nobile che farebbe agli italiani, visto e considerato che sino ad ora ha portato solo ièlla.

 

ERCOLINA  MILANESI

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